Mercoledì 01 Novembre 2017 - 13:30

New York, strage sulla ciclabile: 8 morti. Fbi: "E' terrorismo". Il killer: "Sono orgoglioso"

L'attentatore, un 29enne uzbeko, in azione a Manhattan: 12 feriti. Individuato un possibile complice. Scontro tra Trump e Schumer che nel 1990 sponsorizzò il programma di accesso agli Usa

Torna la paura a New York. Nel giorno di Halloween, poco dopo le 15 locali di martedì, un uomo a bordo di un furgone a noleggio bianco ha investito alcuni ciclisti e runner lungo una pista ciclabile uccidendo 8 persone (sei investite, due hanno avuto un infarto) e ferendone altre 12. E' accaduto a Lower Manhattan, a New York, tra Hudson Street e Chambers Street, a pochi isolati dal World Trade Center, nel quartiere di Tribeca. Dai tempi delle Torri Gemelle, questo è il primo attentato terroristico di rilievo a New York, cioè con un numero così alto di vittime.

L'attentatore. Sayfullo Habibullaevic Saipov è un uzbeko di 29 anni residente a Tampa in Florida. Sarebbe arrivato negli Stati Uniti nel 2010 e possedeva la "Green Card", il permesso di residenza permanente negli Stati Uniti. L’uomo non era sconosciuto alla polizia: già nel 2015 era stato interrogato dall’Fbi sui suoi possibili legami con sospetti terroristi: era in contatto con un'altra persona negli Usa attualmente sotto indagine da parte dell'Fbi per presunte attività legate al terrorismo

Dopo l'attacco il killer è stato ferito in un conflitto a fuoco con i poliziotti americani. "Sono orgoglioso di quello che ho fatto", ha detto agli investigatori che lo hanno interrogato in ospedale, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. A riferirlo alcune fonti investigative alla Abc. "Avrei voluto continuare a uccidere", riporta una fonte alla Cbs, sostenendo che l'attentato è stato pianificato per settimane in "nome dell'Isis". Sul messaggio ritrovato nell'auto usata per travolgere i passanti c'era scritto in arabo 'Lo Stato islamico resisterà per sempre'.

Il killer "ha seguito esattamente le istruzioni dello Stato islamico diffuse sui social network", per commettere l'attacco. Lo ha dichiarato il vice commissario del New York Police department, John Miller, in conferenza stampa congiunta con altre autorità. Mentre il dipartimento di Sicurezza interna degli Stati Uniti ha confermato che il sospetto è entrato negli Stati Uniti nel 2010 grazie al 'Diversity Visa Lottery Program'. Intanto il presidente Trump lo definisce "un animale" e valuterà il suo trasferimento nella prigione di Guantanamo, sull'isola di Cuba.

Gli investigatori dell'Fbi hanno anche individuato un secondo uomo di nazionalità uzbeka, Mukhammadzoir Kadirov, 32 anni, considerato collegato all'attentato: "Lo abbiamo trovato, non aggiungo altro" ha detto il capo degli investigatori William Sweeney circa un'ora dopo l'annuncio del Federal Burau che diceva di stare "cercando informazioni" sul sospetto complice del killer.

Sayfullo in tribunale -

Sayfullo Saipov è apparso in un tribunale federale di New York su una sedia a rotelle. Saipov, accusato di terrorismo, strage e aiuto materiale all'Isis, non ha chiesto la cauzione e rimarrà in cella.

New York, l'attentatore Sayfullo Saipov

La polemica sui visti. "Il terrorista è arrivato nel nostro Paese con il cosiddetto 'Diversity Visa Lottery Program', una bellezza di Chuck Schumer. Voglio ci si basi sul merito", ha scritto su Twitter il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Schumer nel 1990 sponsorizzò il programma di accesso agli Stati Uniti, che mette a disposizione fino a 50mila visti ogni anno a persone provenienti da Paesi con bassi tassi d'immigrazione negli Usa, secondo i dati del Servizio immigrazione americano.

"Coloro che presentano richiesta per il 'Diversity Visa' sono inizialmente scelti attraverso un sorteggio casuale generato da un computer, e devono in seguito dimostrare di possedere un titolo di studio di scuola superiore o un suo equivalente, oppure due anni di esperienza lavorativa negli ultimi cinque anni, in una occupazione che richieda almeno due anni di training o di esperienza", spiega il sito dell'ambasciata americana in Italia.

"Stiamo combattendo duramente per un'immigrazione basata sul merito, basta sistemi di lotteria dei democratici. Dobbiamo diventare molto più severi (e intelligenti)", ha scritto sempre Trump in un altro tweet.

La risposta del leader della minoranza democratica al Senato degli Stati Uniti, Charles Schumer, non si è fatta attendere: "Ho sempre creduto e continuo a credere che l'immigrazione sia un bene per l'America. Il presidente Trump, invece di politicizzare e dividere l'America, come sempre sembra fare a ogni tragedia nazionale, dovrebbe concentrarsi sulla soluzione reale - finanziare l'antiterrorismo - che ha proposto di tagliare nel suo più recente bilancio".

Della stessa idea anche il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, e il sindaco, Bill De Blasio, che chiedono a Trump di non politicizzare l'attentato. "Non è il momento di far intervenire la politica, di puntare il dito, non bisogna incolparsi ma unirsi per un obiettivo comune", ha sottolineato Cuomo, aggiungendo che "Il tentativo di spargere paura è fallito e la parata di Halloween ne è stata la prova", "i newyorkesi erano nelle strade a festeggiare, poche ore dopo l'attacco" di Manhattan". Trump ha risposto subito: "Dobbiamo essere più rigidi, più intelligenti e meno politicamente corretti", "siamo così politicamente corretti che abbiamo paura di fare qualsiasi cosa, non solo noi ma anche in altri Paesi. Dobbiamo fare quel che è giusto per proteggere i nostri cittadini".

De Blasio ha invece puntato l'attenzione sulla sicurezza: "L'indagine è appena iniziata, non ci sono minacce imminenti aggiuntive contro la città di New York", ha detto in conferenza stampa, invitando i newyorchesi a "restare in allerta vigili", "siate parte della soluzione e non esitate a chiamare se vedete qualcosa di strano o sospetto". E ha rassicurato la popolazione sulla maratona di domenica: "Si andrà avanti come previsto. Sarà un evento straordinario e ci saranno tutte le misure di sicurezza necessarie per garantire la sicurezza di tutti".

Le indagini. Secondo i media americani, la polizia ha perquisito un'abitazione dove si ritiene vivesse il presunto attentatore. Il New York Times scrive che gli agenti sono entrati nella tarda serata di martedì nella casa di Paterson, in New Jersey, dove l'uomo si era trasferito e viveva con la moglie e tre figli. Aveva lavorato come autista per Uber, che ha fatto sapere aveva superato tutti i controlli di sicurezza. Paterson, a circa 40 chilometri da Manhattan, è nota per avere una vasta popolazione immigrata, sul totale di 150mila abitanti. Di essi, circa 25mila-30 mila sono musulmani.

Gli investigatori che indagano sull'attentato hanno parlato con la moglie del sospettato. Lo ha riferito Cnn che ha affermato che la donna sta collaborando con le autorità. Al vaglio anche i contenuti di un telefono che è stato ritrovato sulla scena dell'attentato, che apparterrebbe al sospettato.

L'attacco. Dopo aver travolto runner e ciclisti è sceso dal furgone e, secondo la polizia di New York, avrebbe estratto una pistola

pistola sparachiodi e un'altra per sparare proiettili di inchiostro, urlando "Allah akbar". Gli agenti sono intervenuti, c'è stato un inseguimento e gli hanno sparato all'addome. Sayfullo è stato preso in custodia e portato in ospedale, non sarebbe in pericolo di vita. Aveva lasciato un bigliettino vicino al furgoncino usato per l'attacco, nel quale ha scritto che agiva per l'Isis.

Le vittime. Tra le otto vittime accertate, cinque sono argentine. Hernán Diego Mendoza, Diego Enrique Angelini, Alejandro Damián Pagnucco, Ariel Erlij e Hernán Ferruchi facevano parte di un gruppo di amici in vacanza a New York per festeggiare i 30 anni dal diploma. Lo conferma il governo argentino. La quinta vittima è Ann-Laure Decadt, una giovane madre cittadina belga.

Le reazioni. Durante un punto stampa in Qatar, il premier italiano Paolo Gentiloni, ha commentato: "Vorrei rinnovare i sentimenti di vicinanza dell'Italia alla carissima città di New York, ai familiari delle vittime e agli Stati Uniti in generale. Nel corso di tutto questo viaggio il filo conduttore, dall'India all'Arabia Saudita, dagli Emirati arabi al Qatar - ha continuato Gentiloni - è stata la lotta al terrorismo perché c'è una minaccia, con caratteristiche diverse, ma che si presenta in tutti questi Paese, rispetto alla quale l'Italia svolge un compito in prima fila".

Durante l'Angelus in piazza San Pietro, Papa Francesco ha detto: "Sono addolorato dagli attacchi terroristi di questi giorni. Nel deplorare tali atti di violenza, prego per i defunti, per i feriti e i loro familiari. Chiediamo al Signore che converta i cuori dei terroristi e liberi il mondo dall'odio e dalla follia omicida che abusa del nome di Dio per disseminare morte".

Il gruppo parlamentare del M5S ha espresso solidarietà ai familiari delle vittime "e vicinanza alle istituzioni della metropoli Usa e a tutto il popolo americano, vittima di un attacco odioso e ripugnante". Come anche il Pd su twitter: " Il Partito Democratico abbraccia i cittadini di New York colpiti al cuore da terrore e paura".

Il Centro islamico culturale d'Italia, che guida la Grande moschea di Roma, ha condannato l'attentato. In una nota a firma del presidente Khalid Chaouki, eletto meno di un mese fa dall'assemblea dei soci del Centro, si legge che "di fronte all'ennesimo attacco terroristico che ha preso di mira dei civili innocenti a New York esprime ferma condanna e assoluta indignazione". Nel dirsi 'addolorato' per l'accaduto, Chaouki condivide 'il lutto del popolo degli Stati Uniti' già colpito dai terribili attacchi dell'11 settembre 2001. "Il questa guerra che non risparmia nessuno - ha affermato il presidente - il Centro islamico culturale d'Italia continua a intensificare i suoi sforzi e sensibilizzare tutti per estirpare il radicalismo che alimenta il terrorismo".

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