Martedì 26 Luglio 2016 - 07:30

Usa2016, con Obama e Sanders tutti uniti su Clinton

Dopo l'endorsement del senatore l'appassionato intervento della first lady: A novembre votiamo futuro dei nostri figli

Usa 2016, Michelle Obama e Sanders riuniscono i democratici intorno a Hillary

Tutti, di nuovo, uniti intorno a Hillary Clinton. I democratici americani, spinti dal candidato sconfitto alle primarie Bernie Sanders e dalla first lady Michelle Obama lanciano la sfida a Donald Trump, il tycoon americano da sconfiggere a novembre per arrivare alla Casa Bianca.

Alla convention di Philadelphia, il senatore del Vermont si è lanciato in un appassionato discorso per chiarire che Hillary Clinton, e non il repubblicano Donald Trump, "dovrebbe essere" il prossimo presidente degli Stati Uniti, il tutto all'inizio di una convention democratica in cui è stato centrale anche l'intervento dellala first lady, Michelle Obama,  che ha commosso i partecipanti con il suo discorso.

La convention non era partita bene dopo le rivelazioni riguardanti il Democratic National Committee (DNC), che hanno rivelato le strategie di partito per indebolire la campagna di Bernie Sanders a favore della ex Segretaria di Stato. Ma sia Sanders, sia la first lady Michelle, indiscussi protagonisti del primo giorno della convention, sono saliti sul palco con un messaggio molto chiaro agli americani: non si può permettere a Trump di vincere le elezioni presidenziali di novembre e, per raggiungere questo obiettivo, i democratici deve essere uniti intorno alla figura di Hillary Clinton. "Abbiamo bisogno di una leadership che ci unisca e ci renda più forti, non di una leadership che insulta latinos, messicani, musulmani, donne, afroamericani, veterani e malati. Clinton dovrebbe essere il presidente degli Stati Uniti " ha detto Sanders nel suo discorso.

"Questa elezione deve avere a cuore le esigenze degli americani e il futuro da creare per i nostri figli e i nostri nipoti", ha detto il senatore, che ha ricevuto 13 milioni di voti nelle primarie e che è stato interrotto continuamente dagli applausi dei suoi seguaci, rispetto al precedente intervento quando era stato fischiato.

Un argomento simile a quello usato da Michelle Obama che nel suo discorso ha detto che nel mese di novembre è in gioco la decisione su "chi avrà il potere di plasmare" la vita di tutti i bambini americani. Dichiarando il suo sostegno per Hillary Clinton, Michelle ha detto, con la voce rotta dall'emozione, che grazie a lei le sue due figlie "danno per sicuro" che una donna può essere il prossimo presidente degli Stati Uniti. "Non lasciate che nessuno vi dica che questo paese non è grande, questo paese è già il più grande del mondo", ha detto, tra gli applausi, riferendosi allo slogan di Donald Trump slogan  che promette di "rendere l'America grande di nuovo".

Un altro dei discorsi più attesi della serata è stato quello della senatrice Elizabeth Warren, simbolo dell'ala più progressista dei democratici, ma alla fine il suo intervento non è stato acclamato come Sanders e della first lady. Warren ha tuttavia avvertito Trump che "a novembre gli americani metteranno in chiaro che "un uomo così non potrà mai essere presidente degli Stati Uniti", accusando il magnate di alimentare le divisioni, l'odio e la paura nel paese.

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  • redazione web
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