Martedì 27 Settembre 2016 - 07:00

Clinton si impone nel primo dibattito televisivo contro Trump

Ai sondaggi vincente per il 62% nel confronto su economia, commercio e questione razziale. Il tycoon: Se vince, la appoggio

Usa 2016, Hillary Clinton si impone nel primo dibattito televisivo contro Trump

Va alla candidata democratica alla Casa Bianca, Hillary Clinton, il primo dibattito presidenziale televisivo contro il suo avversario, il repubblicano Donald Trump: questo il responso del 62% degli intervistati dalla CNN, la maggior parte dei quali, comunque erano democratici. L'ex segretaria di Stato, secondo loro, si è meglio comportata durante i 90 minuti di "duello" contro il tycoon, la cui vittoria è stata sancita solo dal 27% dei 521 intervistati. Dopo questo primo round alla Hofstra University,  Trump e Clinton torneranno a sfidarsi il prossimo 9 e 19 ottobre a St. Louis (Missouri) e Las Vegas (Nevada).  

POLI OPPOSTI Questo primo dibattito ha mostrato l'opposizione frontale tra i due candidati, con novanta minuti di attacchi diretti sui temi dell' economia, le questioni razziali, il commercio e la politica estera. Il dibattito alla Hofstra University ha mostrato il contrasto tra le proposte e le forti personalità di Clinton, per l'occasione vestita di rosso, e Trump, in abito scuro con una cravatta blu elettrico. Fin dall'inizio, l'ex Segretaria di Stato è andata dritta all' attacco, e il magnate repubblicano ha accettato la sfida con repliche altrettanto forti. "Donald è stato uno di quelli che ha approfittato della crisi degli immobili", ha detto Clinton al via, e ha ricordato che "la peggiore crisi dai tempi della Grande Depressione" è stato causata da un sistema fiscale come quello che vuole promuovere il tycoon, focalizzato sul taglio delle tasse ai ricchi.

ECONOMIA. Da parte sua, Trump ha rimproverato alla sua rivale democratica "più di 30 anni negli uffici pubblici" e, tuttavia, successi limitati. Il candidato repubblicano ha poi criticato la firma dell'accordo sul libero commercio con Canada e Messico, sottoscritto negli anni 90 sotto la presidenza del marito di Hillary, Bill Clinton, bollato come il "più disastroso della storia" e responsabile della perdita di "migliaia" di posti di lavoro degli Stati Uniti. "Dobbiamo evitare che le imprese lascino (gli Stati Uniti ndr)," ha detto Trump, che ha ribadito la sua proposta di tassare le aziende ì che si spostano dagli Stati Uniti ad altri paesi, tra i quali ha citato la Cina e il Messico, e poi far finta vendere i loro prodotti nel territorio degli Stati Uniti. La risposta di Clinton a questo attacco è stata ferma: "Mio marito ha fatto un buon lavoro". Ma sul fronte economico, il repubblicano ha insistito con i suoi avvertimenti sui pericoli che generano i bassi tassi di interesse mantenuti dalla Federal Reserve (Fed) a partire dallo scoppio della crisi nel 2008 per stimolare l'economia: "Abbiamo un grande, grassa e brutta bolla finanziaria" ha sottolineato Trump.

"NON HA ENERGIE PER PRESIDENZA". Trump, durante il  dibattito in tv ha attaccato la sua rivale accusandola di "non avere né l'aspetto né l'energia" per la presidenza degli Stati Uniti, ma ha promesso che sosterrà l'ex segretaria di Stato se questa arriverà alla Casa Bianca. "Clinton non ha né l'aspetto né l'energia per essere presidente degli Stati Uniti", ha detto Trump, aggiungendo che se l'ex segretaria di Stato vincerà le elezioni di novembre la sosterrà "assolutamente". "Dovrà essere in grado di negoziare accordi con il Giappone, Arabia Saudita, e non credo che lei abbia abbastanza energia," ha detto Trump.  In risposta, Clinton ha risposto al magnate ricordando di aver viaggiato in più di 100 paesi e trascorso undici ore sotto l'intenso controllo del Congresso, di fronte al quale ha dovuto testimoniare per l'attacco al consolato americano a Bengasi in Libia, in cui furono uccisi l'ambasciatore in Libia e altri tre americani.
 

QUESTIONI RAZZIALI. A metà del faccia a faccia, che si è tenuto senza interruzione e si crede sia stato il più visto nella storia con oltre 100 milioni di spettatori, la conversazione si è spostata sulle tensioni e gli abusi della polizia, che hanno scatenato disordini in numerose città, come Charlotte, Baltimora o Ferguson. Trump ha detto che le comunità afro-americani urbane "sono state abbandonati dai politici democratici che parlano e basta, ma non fanno nulla. Ci sono due parole che Clinton non vuole usare, sono legge e ordine", ha osservato il repubblicano. Il candidato democratico, nel frattempo, ha sottolineato la necessità di aumentare il controllo sulla vendita di armi da guerra e aggressione, un punto che la oppone rivale, e ha riconosciuto un "razzismo diffuso nel nostro sistema di giustizia penale".

Uno dei momenti più favorevoli a Clinton è arrivato quando ha ricordato i dubbi di Trump sul certificato di nascita del presidente, Barack Obama, che il repubblicano aveva accusato di essere nato in Kenya e quindi non in grado di assumere la presidenza Usa.

CLINTON DIFENDE COMUNITA' MUSULMANA. La candidata democratica ha definito la comunità musulmana "dentro e fuori" gli Stati Uniti un alleato chiave per combattere il terrorismo all'interno dei confini del suo Paese. Clinton ha criticato "il disprezzo" del suo rivale verso tale comunità, spiegando che essa può esser un grande alleato per raccogliere informazioni sulle cellule terroristiche, anche in Medioriente. "Donald ha insultato costantemente i musulmani qui e all'estero. Essi possono darci un'informazione che nessun altro potrebbe darci", ha affermato Clinton, nel primo dibattito presidenziale tenutosi all'università di Hofstra, New York.  Quando le è stato chiesto come mettere fine al terrorismo interno, Clinton ha insistito sull'importanza dell'intelligence e ha difeso la Nato, che Trump ha invece minimizzato sulla scena internazionale. La democratica ha ricordato che dopo gli attentati dell'11 settembre 2011 la Nato decise di appoggiare gli Usa in Afghanistan, ma Trump ha insistito sul fatto che i Paesi dell'Alleanza ora dovrebbero essere vicini agli Stati Uniti in Medioriente. "Non possiamo proteggere Paesi in tutto il mondo, se non pagati", ha affermato il magnate.

Scritto da 
  • Stefano Fantino
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