Mercoledì 20 Aprile 2016 - 12:30

Usa 2016, Clinton e Trump sempre più vicini a nomination

Dopo la vittoria nello Stato di New York magnate dichiara guerra al partito in vista della convention

Presidenziali Usa, Trump vince le primarie repubblicane a New York

Vittoria di Hillary Clinton e Donald Trump nello Stato di New York, che si avvicinano sempre più alla nomination. Ma da questa nuova tappa delle primarie emerge chiara una netta differenza fra i due: mentre l'ex segretaria di Stato conta sull'appoggio del partito democratico, il magnate newyorkese teme di non riuscire a portare a casa la nomination alla convention repubblicana che si terrà dal 18 al 21 luglio a Cleveland.La vittoria di Clinton sul senatore del Vermont Bernie Sanders è avvenuta per il 57,9% contro il 42,1%. Sanders, senatore del Vermont nato a Brooklyn, è riuscito a mobilitare buona parte degli elettori più giovani, ma Clinton ha portato a casa la tappa chiave in uno Stato variegato come quello di New York, in cui molto contano il voto di donne, ispanici e afroamericani. Con questa votazione la ex first lady passa complessivamente a 1.911 delegati e Sanders a 1.229 (per ottenere la nomination servono 2.283 delegati su 4.764). Ma al di là dei numeri quel che conta è il dato politico: il voto di New York aveva un forte valore simbolico, visto che Clinton è stata senatrice dello Stato e non vinceva alle primarie dal 22 marzo. Trump dal canto suo, 60 anni, ha riportato un enorme vantaggio sugli sfidanti John Kasich e Ted Cruz, ottenendo il 61% dei voti contro il 25% di Kasich e il 15% di Cruz.

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I festeggiamenti di Clinton si sono tenuti in un hotel di Times square, mentre quelli di Trump nella torre di cui è proprietario sulla Fifth avenue. Li separava poco più di un chilometro di distanza ma, al di là di musica a tutto volume e messaggi di amore per New York, i contenuti sono stati molto diversi. Hillary, newyorkese di adozione, 68 anni, ha lanciato un appello all'unità del partito circondata dalla famiglia e anche in compagnia del governatore dello Stato, Andrew Cuomo, e del sindaco della Grande mela, Bill De Blasio. Trump invece, che newyorkese è di nascita, dalla sua torre nella Grande mela e sulle note di 'New York, New York' di Frank Sinatra, ha ribadito la serie di misure a suo parere necessarie che continua a ripetere da mesi. Dallo stop all'Obamacare (la riforma del sistema sanitario voluta da Obama), al lavorare meglio "per far tornare posti di lavoro in America", al "creare un esercito più grande e più forte". Ma soprattutto ha mostrato apertamente il suo timore che vincere più delegati dei colleghi non sarà sufficiente a ottenere il via libera per la Casa Bianca da parte del partito repubblicano. "Andremo alla convention come vincitori e nessuno potrà portarci via la scelta", ha detto.

E le elezioni sono state anche spettacolo: l'Empire State Building si è colorato di volta in volta di blu (per Clinton) e rosso (per Trump), colori prestabiliti, quando è emersa la vittoria in campo democratico e repubblicano.

Scritto da 
  • Chiara Battaglia
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