Sabato 23 Gennaio 2016 - 14:45

Unioni civili, un milione di sveglie in piazza per ddl Cirinnà

Manifestazioni e flash mob in quasi 100 città, con i partecipanti 'armati' di orologi e bandiere arcobaleno per gridare 'Svegliati Italia!'

Manifestazione per i diritti civili #svegliatiitalia a Roma

Quasi 100 città italiane in piazza e un milione di persone a difesa del ddl Cirinnà. Lo slogan quello di 'Svegliati Italia'. Tanti flash-mob e manifestazioni, tutti promossi da Arcigay, ArciLesbica, Agedo (l'associazione dei genitori di persone gay), Famiglie Arcobaleno e Mit, con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema delle unioni civili. In migliaia in piazza con orologi e sveglie, sotto lo sventolio dei bandiere arcobaleno, per dire "E' ora di essere civili".

MILANO PISAPIA E IL MINISTRO MARTINA. A scendere in piazza a Milano, insieme alle migliaia di cittadini che si sono raccolti di fronte a Palazzo Marino, anche il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, il sindaco Giuliano Pisapia, e i quattro candidati alle primarie del centrosinistra: Beppe Sala, Pierfrancesco Majorino, Francesca Balzani e Antonio Iannetta. "Questa piazza è un segnale forte che il Paese è con noi. Non dall'altra parte, dove si accendono luci per spegnere diritti", ha detto Pisapia parlando dal palco di piazza della Scala, poco prima che i cittadini dessero il via a una ideale "sveglia" rivolta ai legislatori facendo tintinnare le chiavi e squillare i cellulari. Un chiaro riferimento, quello del primo cittadino - che nell'occasione ha anche annunciato il patrocinio del Comune al prossimo Gay Pride -, alla scritta luminosa 'Family Day' comparsa ieri su Palazzo Pirelli, sede della Regione Lombardia. Iniziativa, questa, definita "un grave errore" anche da Martina, raggiunto dai giornalisti in mezzo alla folla. Parlando ai cronisti, Sala ha spiegato che, in tema di unioni omosessuali, "bisogna prendere atto della situazione", dal momento che sia la Corte europea dei Diritti dell'uomo che la Corte costituzionale "danno per scontato che si regolamenti il tutto". Da parte sua, Balzani ha invece sottolineato l'importanza di esserci e il fatto che "quando ci sono delle situazioni di fatto che coinvolgono anche i bambini non ci si può girare dall'altra parte". Mentre Majorino ha parlato di "un Paese medievale, che ancora si pone il problema se approvare o meno una legge moderata", preannunciando che, qualora la Cirinnà non venisse approvata, "andremo avanti con le azioni dei Comuni", comprese le celebrazioni delle unioni negli stessi palazzi dove si tengono i matrimoni civili.

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ROMA POLITICI SILENTI, PARLA SOLO CIRINNA'. In una piazza del Pantheon gremita, accanto alle associazioni gay, lesbiche e trans anche tante coppie eterosessuali per chiedere l'approvazione in Senato del ddl sulle unioni civili. Regina della manifestazione Monica Cirinnà, madrina del ddl, accolta al suo arrivo a piazza della Rotonda da una ovazione. "Quando trasversalmente il Parlamento si unisce per dare diritti, la legge si fa" ha ribadito la senatrice Dem, che ha aggiunto "L'Italia è pronta per avere una legge sui diritti" e avrà "buona legge". Per quanto riguarda invece gli emendamenti presentati al testo dai cattodem, circa 9, la senatrice sottolinea "se sono di buon senso li valuteremo" le modifiche sono possibili "legge senza eliminare diritti". E sulle parole di Papa Francesco di ieri, Cirinnà ha detto: "Il Papa non si commenta, si ammira comunque per la rivoluzione sociale che sta facendo. Lui ha necessità di tenere unita la chiesa, ma la nostra Costituzione è quella di un paese laico".

Scritto da 
  • Marco Valsecchi e Donatella Di Nitto
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