Venerdì 26 Febbraio 2016 - 07:45

Unioni civili, 173 sì alla fiducia in Senato. Renzi: Ho rischiato

Il provvedimento passa grazie ai voti dei verdiniani

Unioni civili, 173 sì alla fiducia in Senato. Renzi: Ho rischiato

Il governo ha incassato il primo sì sulle unioni civili. L'aula del Senato ha votato la fiducia sul maxi-emendamento al ddl Cirinnà con 173 sì (compresi i verdiniani), 71 no e nessun astenuto. Il provvedimento, senza stepchild adoption, passa quindi alla Camera. "Ho rischiato l'osso del collo", ha commentato in un colloquio con Repubblica il premier Matteo Renzi. "E' un giorno importante per il Parlamento italiano: uguali diritti per le coppie omosessuali ed eterosessuali. E' un passo in avanti dell'Italia verso i Paesi occidentali, ma è anche un inizio di lavoro sui diritti civili. Faremo infatti una legge sulle adozioni, sullo ius soli e sul fine vita", ha annunciato il capogruppo Pd Zanda. L'accordo raggiunto nella maggioranza sul maxi-emendamento del governo, su cui è stata posta la questione di fiducia, prevedeva l'eliminazione della stepchild adoption e dell'obbligo di fedeltà per le coppie gay. Area Popolare (Ncd e Udc) si intesta la vittoria politica. E se Renzi parla di "fatto storico per l'Italia", Alfano da Bruxelles è decisamente diretto: "Sulle unioni civili ha vinto il buonsenso. Abbiamo bloccato ciò che non è permesso in natura". 

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RENZI: GIORNATA STORICA. "La faccia ce l'ho messa. Anzi, ho fatto di più: con la fiducia ho rischiato l'osso del collo", le parole del premier a Repubblica. "Dico solo una cosa - ha detto il premier -, ho avuto proprio ora un colloquio con Obama. E tra le altre cose, si è congratulato proprio per questa legge". Un "risultato storico", ribadisce Renzi, anche se dei 173 voti favorevoli 18 sono dei verdiniani. Ma su questo argomento il premier risponde: "Verdini? Ora vado a vedere la partita", perché il punto non è questo: "se tre mesi fa ci avessero detto che il Senato avrebbe approvato una legge sulle unioni civili, una cosa che il Paese aspetta da trent'anni, nessuno ci avrebbe creduto". "Una settimana fa - ricorda - era saltato tutto. Il M5S voleva mandarmi sotto. Il loro unico obiettivo era bloccare tutto. Altro che storie". Sulla posizione dei cattolici e la promessa del leader del Family day, Gandolfini, di un referendum costituzionale del prossimo ottobre, Renzi spiega: "So bene che è una minaccia. Vorrebbero portare tutti i cattolici a votare no. Ma vediamo con chi sta davvero il mondo cattolico al referendum. Noi andremo in tutte le parrocchie a spiegare le ragioni della riforma. Ho grande rispetto, ma l'idea che qualcuno mi possa fermare con una minaccia... se vogliono trasformare il referendum in un giudizio universale sul mio esecutivo, bene. Affronteremo questo giudizio". Renzi però è "sicuro che anche quelli che adesso protestano, alla fine riconosceranno che si è fatto un passo avanti importante. Anzi, si tratta di un passo storico per l'Italia. La verità è che l'immobilismo in questo Paese è finito. Ora si fanno le riforme. E anche questa è una riforma".

"La giornata di oggi resterà nella cronaca di questa legislatura. E nella storia del nostro Paese. Abbiamo legato la permanenza in vita del Governo a una battaglia per i diritti, mettendo la fiducia. Non era accaduto prima, non è stato facile adesso. Ma era giusto farlo", è' il messaggio che Renzi ha pubblicato invece su Facebook,"se come minaccia qualcuno, io andrò a casa perché 'colpevole' di aver ampliato i diritti senza aver fatto male a nessuno, lo farò a testa alta. Perché oggi l'Italia è un Paese più forte. Perché oggi siamo tutti più forti". "Leggo critiche, accuse, insulti. Rispetto tutti e ciascuno, dal profondo del cuore. Ma quel che conta è che stasera tanti cittadini italiani si sentiranno meno soli, più comunità. Ha vinto la speranza contro la paura. Ha vinto il coraggio contro la discriminazione. Ha vinto l'amore", ha aggiunto.

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  • redazione web
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