Mercoledì 10 Febbraio 2016 - 17:00

Unioni civili, in Senato superata la prima votazione

Slitta a martedì prossimo il voto sugli emendamenti

Piero Grasso

Superato il primo banco di prova per il disegno di legge Cirinnà. Con 195 'no' un'ampia maggioranza di senatori ha bloccato il 'non passaggio agli articoli' proposto da 74 parlamentari (primo firmatario il leghista Roberto Calderoli) e votato da 101 senatori. Se la richiesta fosse passata, il Senato non avrebbe potuto toccare la legge per i prossimi sei mesi. In casa Pd leggono il risultato come una cartina di tornasole del voto finale. Per Giuseppe Lumia si tratta di "una posizione chiara, un piccolo anticipo di quello che sarà il voto finale". Ma resta ancora da sciogliere il nodo sugli emendamenti e sui voti segreti, a fronte del quale ogni ottimismo sembra eccessivo.

 

Ci sono infatti ancora migliaia di emendamenti, fra i quali molti soppressivi della legge. Si sta trasformando in un guanto di sfida il "patto tra gentiluomini" inizialmente siglato fra i capigruppo di Lega e Pd Gian Marco Centinaio e Luigi Zanda che avrebbe dovuto portare a una drastica sforbiciata delle proposte di modifica. Ogni riunione è rinviata a domani e l'incontro di questa mattina ha congelato lo stallo di martedì sera quando i rappresentanti dei due gruppi parlamentari si sono arroccati ciascuno sulla propria posizione. Al momento quindi restano gli oltre cinquemila emendamenti della Lega - inclusi i soppressivi che, secondo fonti dem, sarebbero oltre 80 -, fra i 230 e i  250 emendamenti di Forza Italia, oltre a quelli di Sel e delle altre forze politiche. Il M5S - oltre ad aver votato compatto per il via libera alla legge e contro il 'non passaggio agli articoli' - non ha presentato emendamenti. Sull'altro piatto della bilancia pesano invece i due cosiddetti emendamenti 'canguro' del Pd, a prima firma dei senatori Laura Puppato e Andrea Marcucci, capaci di far saltare tutte le altre proposte di modifica e di tornare al testo originale Cirinnà. La Lega vuole la testa dei due 'canguri' Pd in cambio del ritiro del 90 per cento dei suoi emendamenti, ma i Dem preferiscono tenersi il salvagente da usare soltanto in extremis. Sì, perché in casa Pd in realtà non si vorrebbe ricorrere ai super canguri in quanto si teme che la prima stesura della legge andrebbe incontro a diversi intoppi. Insomma, anche per il Pd qualche ritocchino al ddl è necessario per esplicitarlo meglio e per evitare eventuali futuri ricorsi. Non a caso, ieri anche l'ex Capo dello Stato Giorgio Napolitano, arrivando in Senato, aveva pronunciato una frase che appariva come una chiara indicazione. "Attendo di vedere come si definiranno gli emendamenti all'articolo 5. Mi risulta - ha detto Napolitano - che anche il Pd sta lavorando a modifiche dell'articolo 5 che, se risulteranno giuridicamente sostenibili, credo saranno una cosa bella, motivata".

 

Sui voti segreti la linea del presidente Pietro Grasso sarà quella adottata oggi, vale a dire un uso limitato. L'argomento è il seguente: la regolamentazione delle unioni civili non rientra sotto gli articoli 29,30 31 della Costituzione relativi ai diritti della famiglia - come vorrebbero le opposizioni - "quanto nell'ambito di applicazione dell'articolo 2 della Costituzione" che garantisce i diritti inviolabili dell'uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali.
La linea delle opposizioni è descritta dal capogruppo di Fi, Paolo Romani. "Pensiamo - sostiene - che nel prosieguo dell'esame del provvedimento ci sia bisogno anche di qualche voto segreto: non penso debbano essere centinaia, ma spero solo qualche decina".

Il calendario dei lavori sarà il seguente: domani alle 9,30 l'illustrazione degli emendamenti, dalle 16,30 di  martedì 16 febbraio il voto sulle proposte di modifica che potrà prolungarsi alla settimana ancora successiva.

Roberto Calderoli

CALDEROLI A GRASSO: PER LEI QUESTO MATRIMONIO S'HA DA FARE "Il regolamento del Senato prevede che, in caso di incertezza sul voto segreto, il presidente possa consultare la Giunta per il regolamento. Lei avrebbe potuto fare il Ponzio Pilato perché la maggioranza ha una maggioranza larghissima, invece lei ha scelto di schierarsi. La sua decisione mi ricorda il passaggio del Manzoni dove c'è l'incontro tra i bravi di don Rodrigo e don Abbondio, quando viene detto che questo matrimonio 'non s'ha da fare'. Lei ha fatto la stessa cosa ma al contrario, vale a dire che questo matrimonio 's'ha da fare e sempre'". Così il senatore Roberto Calderoli (Lega), primo firmatario del 'non passaggio agli articoli', replicando al presidente del Senato Pietro Grasso che ha optato per il voto palese sul 'non passaggio agli articoli'.
 

GRASSO A GIOVANARDI: SUE OFFESE SONO MEDAGLIE. "Senatore, le sue offese sono una medaglia". Ha risposto così il presidente del Senato Pietro Grasso al senatore Carlo Giovanardi (Idea-Gal) che, intervenendo in aula prima del voto palese sul 'non passaggio agli articoli' del ddl Cirinnà, ha imputato a Grasso di "non tutelare le minoranze". Il senatore Giovanardi ha detto rivolto al presidente Grasso: "Il compito del presidenza non è di tutelare una maggioranza: lei fa il servo sciocco della maggioranza. E' una vergogna che il Parlamento non si possa esprimere su temi così delicati".  

Scritto da 
  • redazione web
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Pizzarotti lunedì lascerà il M5S. Grillo difende Mazzillo: Anch'io ho avuto tessera Pd

Pizzarotti lunedì lascerà il M5S. Grillo difende Mazzillo: Anch'io ho avuto tessera Pd

Il sindaco di Parma attacca i vertici del movimento, mentre il comico genovese difende Raggi

Mirandola, Grillo all'inaugurazione della palestra ricostruita

Grillo difende Mazzillo: Anche io ho avuto tessera del Pd

Il leader del M5S ha partecipato oggi all'inaugurazione di una nuova palestra a Mirandola

Classe Democratica. Scuola di formazione del PD

Referendum, Napolitano: Errori hanno favorito il no

Il presidente emerito della Repubblica ha tenuto una lectio magistralis alla scuola di formazione politica del Pd

Raggi: Il nostro nuovo assessore al Bilancio non è un ripiego

Raggi: Il nostro nuovo assessore al Bilancio non è un ripiego

La sindaca: Abbiamo scelto Mazzillo perché ha le competenze che servono