Giovedì 12 Maggio 2016 - 07:00

Unioni civili, Renzi: Legge è fatta, oggi giorno di festa

Ministra Boschi: Risposta a diritti e sogni dopo anni attesa. E il premier: Adozioni? Non so se condizioni parlamentari

Festeggiamenti per approvazione della legge su Unioni civili a Montecitorio

La legge sulle unioni civili "è fatta". L'aula della Camera ha dato il via libera definitivo ddl Cirinnà e il primo e il primo a cantare vittoria è stato proprio il premier Matteo Renzi: "Sono molto contento, perché oggi è un giorno di festa in cui l'Italia fa un passo avanti, un giorno atteso: ci sono le polemiche e le amarezze di tanti, ma c'è una gioia diffusa, per il riconoscimento di diritti alle coppie dello stesso sesso".

LEGGI LA SCHEDA: Cosa prevede la legge

Con 372 voti a favore, 51 contrari e 99 astenuti il testo è diventato legge tra gli applausi dei deputati della maggioranza che lo hanno sostenuto. Invita tutti a festeggiare anche il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, che oggi come tanti altri deputati Dem ha indossato la coccarda arcobaleno:  "E' un giorno di festa per tutti quanti, siamo contenti per tutti quelli che hanno contribuito ad arrivare a questo risultato e anche per chi ha fatto il lavoro degli anni precedenti, perché si è arrivati un passo alla volta a questo risultato. Oggi arriviamo dopo tanti, tanti anni di attesa a dare una risposta non soltanto a dei diritti ma anche a dei sogni a delle aspettative legittime dei cittadini e delle cittadine italiane. E' una grande soddisfazione per tutti noi e credo sia un giorno di festa per tutti gli italiani e le italiane senza distinzione".

La festa non si è fatta attendere. Boschi, Roberto Giachetti, Ivan Scalfarotto e Paola Concia si sono infatti uniti agli attivisti gay, che a Fontana di Trevi hanno accolto la nuova e tanto attesa legge con  bandiere arcobaleno del movimento Arcigay e la proiezione sul monumento del Bernini dei colori arcobaleno.

L'approvazione della legge è arrivata dopo che il governo ha incassato la fiducia sul provvedimento nel pomeriggio, portando a casa  369 voti a favore. Contrari il 193 tra cui due deputati di maggioranza: Mario Sberna di Ds-Cd e Alessandro Pagano di Ap, con quest'ultimo che in occasione del voto finale ha annunciato la sua sospensione dal gruppo. La fiducia ha comunque raccolto il favore dei deputati di Ala, che in dichiarazioni di voto, affidate a Luca D'Alessandro hanno ribadito che si tratta di "una legge giusta, necessaria e soprattutto buona". Posizione che ha fatto scatenare l'ira delle opposizioni che hanno votato contro sia alla fiducia che sul provvedimento. Lapidario il capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta: "Ala vota fiducia a governo @matteorenzi salga a Colle, spieghi a Mattarella mutati assetti maggioranza e poi chieda nuova fiducia a Camere".

Lo stesso leader della Lega, Matteo Salvini, attacca e invita "Sindaci della Lega disobbedite" perché "è una legge sbagliata, anticamera delle adozioni gay". Non è tenera neanche Giorgia Meloni che su Facebook scrive: "A Montecitorio per votare no alla legge sulle unioni civili di Renzi. Porre la questione di fiducia su temi delicati come questo rappresenta l'ennesimo abuso di parte di un governo arrogante, che senza aver ricevuto alcun mandato popolare usa le istituzioni a suo piacimento". Ma sull'invito di Salvini frena: "Se dovessi diventare sindaco di Roma rispetterò la legge, anche se non celebrerò di persona le unioni civili", ha detto, precisando che in qualità di presidente di Fratelli di Italia "mi impegnerò per sostenere il referendum abrogativo".

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Scritto da 
  • Donatella Di Nitto
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