Martedì 10 Maggio 2016 - 19:30

Unicredit, conti trimestre stabili, Ghizzoni tira dritto

L'ad ha escluso un aumento di capitale

Unicredit, conti trimestre stabili, Ghizzoni tira dritto

Cambiare i fattori per arrivare allo stesso risultato. Federico Ghizzoni ribalta la regola base delle addizioni, e pur di centrare nel 2018 i target del piano triennale presentato a novembre è disposto anche a mutare la composizione del gruppo Unicredit. "Abbiamo la fortuna di avere un business molto articolato, ed ogni parte della banca è sottoposta mensilmente ad analisi, lo facciamo perché vogliamo arrivare ai nostri obiettivi, e magari migliorarli", spiega Ghizzoni alla fine di una lunga giornata che l'ha visto passare da un cda non facile, specie dopo il caso Popolare di Vicenza. Ghizzoni è attendista in merito ai rumors. In primis quelli sulle difficoltà crescenti nell'accordo con Banco Santander su Pioneer, poi anche anche sulla cessione della banca ucraina Ukrsotsbank ad Alfa Group, su cui al momento conferma il closing entro il terzo trimestre. Difficoltà che sarebbero tali, stando a vari rumors, da costringere anche a un possibile intervento sul gioiellino Fineco, di cui Unicredit detiene il 65%, o sulla controllata polacca Pekao. Operazioni straordinarie, per calmare il mercato che continua a non promuovere gli indici di capitale della banca, solo il 30% degli analisti assegna rating 'buy' a Unicredit. Così anche oggi ha penalizzato il titolo che ha chiuso a -1,47% a 2,95 euro.

Ghizzoni non esclude nulla quindi, tranne un aumento di capitale, altro rumors forte di queste ore. "Trovo normale l'interesse del mercato, nel nostro piano vogliamo salire almeno all'11,5% di Core Tier 1, è chiaro che il mercato, che non è paziente, guardi a quest'obiettivo del 2018, ma noi non cambiamo nulla al momento" spiega Ghizzoni. Salvo emergenze quindi, come quelle legate a Pioneer o a Ukrsotsbank, Ghizzoni punta a raggiungere quell'11,5% "organicamente, andiamo per la nostra strada, il mercato è ovvio che faccia domande, ma noi dobbiamo rispondere giorno per giorno". Intanto, segnala il manager "aprile fa vedere una buona dinamica commerciale, con vendite nette in tutte le aree superiori alla media del trimestre, è buon auspicio" in un mercato "non facile, con i tassi sono negativi, dove è difficile fare dei margini, ma ci aiutano i volumi". Si smorzano così anche i boatos, che volevano Ghizzoni prossimo all'addio: "Non dico nulla, io mi focalizzo solo sull'attività della banca, ed i risultati mi pare siano buoni, la situazione è tranquilla. Non ho nulla da rispondere" risponde, salvo poi aggiungere che "fin dal primo giorno, si viene giudicati".

Intanto prosegue il piano di dismissione degli Npl, target 2 miliardi l'anno, dopo che negli ultimi 24-30 ne sono già stati venduti 8 miliardi. Ora che c'è anche l'opzione Atlante, si potrebbe anche accelerare: "Può essere un altro veicolo cui vendere, è un'alternativa" spiega Ghizzoni, confermando che la banca finora ha versato 300 milioni degli 840 milioni 'promessi' nel fondo gestito da Quaestio, "saliremo a un miliardo, se Atlante raccoglierà 6 miliardi, se si ferma a 4,3 miliardi noi restiamo così". Il cda di oggi però era soprattutto dedicato ai conti trimestrali, che vedono un utile di 406 milioni in calo del 20,8% rispetto ad un anno fa, ricavi in calo del 4,7% annuale a 5,5 miliardi e Cet1 fully loaded al 10,85% giù di 9 punti base nel trimestre. Va bene l'attività in Italia, mentre il nuovo credito erogato è stato apri a 15 miliardi nel trimestre, di cui 7,5 nelle tre banche commerciali, mentre i depositi arrivano a 126,1 miliardi, +14,4% rispetto ad un anno fa. Le cose dovrebbero andare bene anche nel resto dell'anno, Unicredit prevede infatti che"il lento ma continuo consolidarsi della ripresa economica europea continuerà a supportare i risultati del gruppo nel corso del 2016, facilitando il miglioramento della qualità degli attivi".

Scritto da 
  • Jan Pellissier
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