Venerdì, Gennaio 29, 2016 - 11:45

Un'aspirina per le banche

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan

Se i 200 miliardi di euro di sofferenze lorde delle banche italiane fossero una metastasi, si potrebbe dire la 'bad bank leggera' è l'aspirina con cui si sta cercando di curarla. E' vero che i crediti in sofferenza, ovvero i prestiti difficilmente recuperabili, sono già stati svalutati del 60% nei bilanci delle banche italiane. Ma è anche vero che, se il valore reale si aggirasse intorno al 20% del valore nominale, gli istituti di credito italiani dovrebbero fare i conti con un buco di circa 40 miliardi di euro. Niente di così 'leggero', insomma. E mettere sul mercato i crediti inesigibili a questo prezzo potrebbe significare sopportare perdite per 15 miliardi di euro.

Il governo ne è consapevole e per questo sta accelerando il dossier delle fusioni tra popolari, che rappresenta la cura alternativa, facilitando incontri tra i vertici degli istituti. Dopo oltre un anno di trattativa con la Commissione Ue la montagna ha partorito un topolino. Roma è stata costretta ad accettare la costituzione di un veicolo per ciascuna banca - non una 'bad bank' unica - e una soluzione per cui dallo Stato arriveranno solo garanzie sui titoli di maggiore qualità, e non come accadde per esempio in Spagna, tre anni fa, quando la 'bad bank' era stata 'appesantita' con soldi pubblici. Ma Bruxelles è stata inflessibile: con le nuove regole questo non si può più fare.

Anche il mercato ha capito che la 'bad bank leggera' dovrebbe avere un effetto limitato e che il rafforzamento passerà dalla fase di fusioni e aggregazioni. Così, dopo aver affondato in Borsa le banche italiane a seguito dell'accordo tra il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, gli investitori si scaldano solo in presenza di rumors sul risiko delle popolari.

"C'e' stato un eccesso di reazione, si è parlato a lungo di bad bank, pensando che fosse la bacchetta magica. Invece le aspettative devono essere ricondotte a uno strumento di mercato", ha commentato un banchiere di lungo corso, Gian Maria Gros-Pietro, presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, a proposito della 'bad bank' leggera.

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Venerdì, Marzo 25, 2016 - 14:15

Tesoro brinda alle nozze Bpm-Banco, ma il rischio è che Mps resti zitella

Dal matrimonio tra Bpm e Banco Popolare, che si sono scambiate mercoledì l'anello di fidanzamento, nascerà la terza banca italiana, con 5,5 miliardi di capitalizzazione di Borsa, 4 milioni di clienti e 2.500 filiali. 

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Giovedì, Febbraio 25, 2016 - 19:15

Eurozona, c'è 'superministro' e 'superministro'

Come tutti i supereroi, anche la forza e l'efficacia di un 'superministro' del Tesoro dell'eurozona dipendono dai suoi superpoteri. E questi, per ora, non sono affatto chiari. Per agire sui conti pubblici dei singoli Stati, ad esempio, avrà a disposizione gli artigli del rigore o la destrezza della flessibilità

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Martedì, Febbraio 9, 2016 - 16:15

Se anche l'Accademia della Crusca se la prende col 'bail in'

Se il famigerato 'bail in', il nuovo meccanismo Ue di salvataggio delle banche, venisse tradotto nell'espressione italiana 'salvataggio interno', aiuterebbe meglio i risparmiatori a capire?  Secondo l'Accademia della Crusca sì. Gli esperti della lingua italiana hanno emesso una nota in cui spiegano che se non si usasse l'espressione "peraltro derivata dallo slang" si capirebbe meglio che con le nuove norme è possibile anche l'uso forzoso di soldi di obbligazionisti e depositanti.

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Venerdì, Febbraio 5, 2016 - 17:00

"Una macchina da risultati"

Se 2,4 miliardi di dividendo cash vi sembra tanto, sappiate che, dopo averli distribuiti per i risultati 2015, Intesa Sanpaolo punta a versare almeno altri 3 miliardi in contanti nelle tasche dei soci dopo l'esercizio 2016. 

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Lunedì, Febbraio 1, 2016 - 10:00

"Spread andrà sotto 100, ma in Btp si può investire"

Torino, 22 gen. (LaPresse) - Lo spread tra titoli italiani e tedeschi a dieci anni può scendere ancora di "10/20 punti base" dall'attuale livello di poco oltre i 100 punti, ma i Btp a medio e lungo termine, in particolare dal quinquennale in poi, restano un investimento conveniente per le famiglie, considerando che l'inflazione vicina allo zero ne preserva la redditività.

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