Martedì 26 Luglio 2016 - 08:30

Un kalashnikov con pochi click: viaggio nel 'dark web'

Viaggio nei meandri della Rete tra armi ed esplosivi

Un kalashnikov con pochi click: viaggio nel del dark web

Una Glock 17 "quasi nuova, testata e pienamente funzionante". Costo: millecinquecento dollari, recapitabile in Italia in pochi giorni lavorativi. Bastano un paio d'ore e un po' di familiarità col computer per arrivare a questo annuncio. O a quello di una Beretta 92Fs, con cinquanta proiettili inclusi, a 650 dollari. Venditore tedesco, che assicura di mettere a disposizione "pistole pulite mai usate e non tracciabili". Siamo su un noto sito di ecommerce dedicato al mercato nero, una sorta di ebay dell'illegale. Categorie: 'frode', 'droghe e prodotti chimici', 'guide e tutorial', 'prodotti contraffatti', 'prodotti digitali', 'gioielli e oro', 'armi' e così via.

Arrivarci non è facile per chi non mastica informatica, ma è decisamente alla portata di qualsiasi smanettone diciassettenne. Non basta digitarne l'indirizzo su Firefox o su Chrome. Bisogna prima installare Tor, un programma che permette di navigare in anonimato, entrando nel cosiddetto 'dark web'. Tor nacque negli anni Novanta come strumento per proteggere le comunicazioni dei servizi segreti statunitensi e fu sviluppato poi a partire dalla metà degli anni Duemila da una comunità di programmatori con il sostegno della Electronic Frontier Foundation, organizzazione non profit che difende la libertà di parola in rete. Come la stessa rete internet, insomma, partorito dai militari e trasformatosi poi in strumento di libertà. Obiettivo: poter comunicare senza che i governi possano controllare chi scrive o legge cosa. Tema naturalmente da sempre in chiaroscuro: dove finisce il diritto di un dissidente o di un attivista a non veder spiate le sue comunicazioni e dove inizia quello della polizia a intercettare terroristi e trafficanti di droga?
Ma attenzione: non si tratta di un programma clandestino. L'Internet Engineering Task Force (Ietf) ha stabilito che i domini di primo livello della darknet Tor (che hanno estensione .onion, come quello del nostro ebay illegale) entrano in una lista ristretta di domini speciali (.local, .localhost, .example, .invalid, .test e altri), inaccessibili alla Internet pubblica. L'Icann (l'organismo con sede a Los Angeles che si occupa di gestire gli indirizzi della rete) non li può assegnare a pagamento ad altri: i .onion sono assegnati solo dalla rete Tor.

Installato questo programma si può finalmente digitare l'indirizzo del nostro sito di prodotti illegali. Occorre iscriversi, indicando un nome utente (evidentemente si suppone che l'utente eviti di rivelare il proprio vero nome) e una password e finalmente si può fare shopping.

Ovviamente non si può pagare con una normale carta di credito, altrimenti l'anonimato dell'operazione viene meno. E come si fa? Si paga in bitcoin, la valuta virtuale. Acquistare bitcoin è semplicissimo, basta cercare su Google e si trovano decine di siti internet per farlo. Si fa un bonifico, o un trasferimento Paypal, e si crea un borsellino bitcoin. Il bitcoin è una valuta che ha diverse caratteristiche particolari, una delle quali è proprio quella dell'anononimato. Le transazioni non sono tracciate, è come usare contanti. L'unico passaggio tracciato è la conversione da euro a bitcoin e viceversa. Tutto ciò che è in mezzo resta sconosciuto.

A questo punto possiamo comprare la nostra pistola. Ma possiamo anche scegliere altri prodotti: ci sono giubbotti antiproiettile, esplosivi, kalashnikov e una gamma di fucili d'assalto. Nuovi e usati. E se non si trova il necessario alle proprie esigenze, nel dark web ci sono tanti altri negozi online.

Scritto da 
  • Fabio De Ponte
Tags 
Accedi per lasciare commenti

Ti potrebbe interessare anche

Nuvole e minime in aumento: il meteo del 25 e 26 maggio

Le previsioni dell'aeronautica militare

Marcello Forte visita la Casa Internazionale delle Donne a via della Lungara

Casa internazionale delle donne, Marcello Fonte: "Spazi come questo vanno difesi"

Il miglior attore a Cannes, insieme alle colleghe Trinca e Filippi, in supporto delle femministe a rischio sfratto dal Comune capitolino

Formigoni in tribunale

Caso Maugeri, accusa chiede condanna a 7 anni e 6 mesi per Formigoni

In primo grado l'ex governatore lombardo era stato condannato a 6 anni per corruzione