Venerdì 11 Novembre 2016 - 14:15

Ue, Bonaccini: Regioni stanno migliorando sull'uso dei fondi

"Ma si deve fare ancora parecchia strada"

Ue, Bonaccini: Le Regioni stanno migliorando sull'uso dei fondi

In Italia, Comuni e Regioni stanno facendo passi avanti nella gestione dei progetti finanziati dall'Unione europea, ma si deve fare ancora parecchia strada. Questa la posizione di Stefano Bonaccini, presidente dell'Aiccre, sezione italiana del Consiglio per le regioni e dei comuni d'Europa. Bonaccini ha anche importanti cariche che lo collocano a stretto contatto con enti locali ed Europa: è governatore della regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni.

Presidente, un problema molto sentito da Regioni e Comuni sono i fondi europei. Si dice spesso che l'Italia non riesce ad attrarne abbastanza. E' così?

Guardi, io sono presidente di una Regione che -non da oggi, ma da parecchi anni- è una delle poche che spende fino all'ultimo euro della sua programmazione europea. Noi abbiamo 2,5 miliardi da qui al 2020. In un solo anno e mezzo, siamo già riusciti a superare 1,1 miliardi di programmazione, o addirittura arrivare al passaggio dei fondi a territori, imprese, università. La situazione sta migliorando, un po' in tutte le regioni, anche quelle che erano in difficoltà, la capacità di programmare e di spendere. Per il futuro stesso del nostro Paese sarebbe un bel passo indietro se non si riuscisse a migliorare: bisogna investire le risorse che arrivano, perché dall'Europa, quantomeno, sono certe. Se vengono a mancare, mancano non solo a quella regione, ma al Paese intero: ogni Regione che migliori le proprie prestazioni è un contributo al rafforzamento e alla crescita dell'Italia intera.

Quali sono le chiave per sbloccare questi fondi?

Io credo che la chiave sia una efficace programmazione, che è la base poi per poter investire sui veri e propri progetti. Da questo punto di vista, come Aiccre, ci stiamo dando da fare per aiutare le realtà piccole e medie, che non hanno una struttura amministrativa all'altezza delle Regioni, dei Comuni capoluogo, delle città metropolitane. Stiamo svolgendo un master per amministratori che va proprio al cuore del problema: mette le realtà locali in condizione di avere una maggiore consapevolezza, preparazione e strumenti per la progettazione europea.

Gli amministratori locali, quindi, non riescono a comunicare con i funzionari di Bruxelles? E' un problema di comprensione? Sono meccanismi istituzionali che non funzionano come dovrebbero?

No, il tema è essere in grado di programmare nei tempi previsti, progettare, e arrivare a realizzare i progetti. Alcune Regioni ce la fanno, e ce la fanno fino in fondo. Non è un problema di colore politico. Altre Regioni invece hanno ritardi, a volte perfino drammatici. Qualcuno addirittura va in infrazione perché fondi che dovevano essere per un'infrastruttura magari andavano ad una sagra. E' chiaro che c'è un problema di responsabilità politica, che è dei politici e magari anche delle loro strutture. Però, ripeto, da presidente della Conferenza delle regioni, vedo che le cose stanno migliorando. Come Aiccre vogliamo mettere a disposizione tutto il know-how possibile per aumentare la consapevolezza e la capacità di progettazione di intervento sui progetti.

I territori rappresentati dall'Aiccre sono sotto tensione per i migranti, lo vediamo quotidianamente. Quali le richieste da portare all'Europa?

Noi abbiamo sostenuto, in una discussione fatta alcuni mesi fa, la necessità che l'Italia non paghi la propria posizione geografica. Al pari della Grecia, non possiamo pagare il fatto di essere collocati geograficamente nel Mediterraneo. Servirebbe un'Europa più solidale. Servirebbe un'Europa - come peraltro le istituzioni italiane stanno chiedendo - che accetti una ripartizione di coloro che molto spesso fuggono dalla fame, dalle guerre, dalla disperazione. Quando arrivano in Italia, poi, non tutti vogliono rimanere qui. Certamente, comunque, troppo poco l'Europa ha fatto per avere una ridistribuzione che permetta che l'accoglienza sia meno complicata per tutti. L'Italia, in particolare, sta sopportando un carico molto ingente. Credo che, da questo punto di vista, una discussione vada riaperta. Davvero non si comprende perché si debba essere Unione europea negli onori ma non negli oneri.

Bonaccini, l'Aiccre è reduce dal congresso mondiale dei rappresentanti di città e governi locali, che si è tenuto a Bogotà. Quali linee sono emerse?

E' stato eletto presidente Mpho Parks Tau, sudafricano, ex sindaco di Johannesburg: credo che ciò dia un segnale importante rispetto anche ad una parte del mondo che è in via di sviluppo, e che ha bisogno di essere maggiormente riconosciuta. Non a caso, pochi giorni dopo, sono stato io stesso in Sudafrica in rappresentanza della regione Emilia-Romagna per siglare un'intesa proprio con la provincia di Gauteng, dove si trova Johannesburg. E' un segnale anche quello, per provare ad avere attenzione per quei territori considerati più fragili. Si propone un modello di sviluppo sostenibile in un mondo che ha bisogno di curare di più il futuro dei suoli, dell'aria, dell'acqua, ma con un'attenzione maggiore alle persone. Insomma, proponiamo un'idea di cooperazione più complessiva, nella quale le città e le Regioni possano svolgere un ruolo di sostegno, di supporto e di proposta verso i governi nazionali.

Tra qualche giorno l'Aiccre promuoverà una 'settimana della solidarietà'. Ci spiega di cosa si tratta?

L'obiettivo è provare a mettere assieme tutto ciò che ha a che fare con le realtà locali e che sta alla voce, oltre che di solidarietà, della cooperazione internazionale. Se ne parla spesso, qualche anno fa erano stati persino azzerati i fondi per la cooperazione internazionale a livello del governo. Per fortuna sono stati da qualche anno ripristinati. Se ad esempio vogliamo aiutare i migranti nei luoghi da dove fuggono, bisogna mettere risorse affinché le loro economie e i loro territori possano avere delle opportunità per quelle persone. La cooperazione internazionale tocca i temi di investimenti per imprese e cooperative che nascono, o ancora i temi della cultura, dell'arte, del turismo. Questa settimana servirà ad esperti, ad amministratori, e a personalità di istituzioni, associazioni e ong.
 

Scritto da 
  • Matteo Bosco Bortolaso
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