Martedì 14 Giugno 2016 - 09:15

Ucciso perché voleva rubare marijuana, 2 arresti a Mazara

Arrestati dai carabinieri per omicidio e soppressione di cadavere

Ucciso perché voleva rubare marijuana, 2 arresti a Mazara

 I carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Marsala hanno arrestato per omicidio e soppressione di cadavere in concorso due fratelli di Mazara del Vallo, per la morte di Cristian Maftei, 38enne romeno il cui corpo è stato ritrovato carbonizzato lo scorso 22 maggio. Oltre ai due uomini, Vito e Giuseppe Signorello, di 46 e 39 anni, sono stati arrestati due braccianti di nazionalità romena, Ionut Stoica e Gheorghe Florian, cognati incensurati di 26 e 27 anni, con cui erano stati tratti in flagranza di reato il 16 maggio scorso, perché ritenuti responsabili in concorso di coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I fratelli Signorello sono accusati anche di detenzione illegale di arma da fuoco.

 Il 16 maggio alcuni cittadini romeni si erano presentati dai carabinieri raccontando che, mentre avevano tentato di rubare delle piante di marijuana nella campagne tra le contrade Samperi di Marsala e Fiocca di Mazara del Vallo, erano stati raggiunti da colpi di arma da fuoco. Due erano rimasti illesi, uno, il 22enne Iliuta Dura era stato ferito, mentre un quarto uomo, il 38enne Maftei, colpito, non era riuscito più a muoversi e di lui si erano perse le tracce. Arrivati sul posto indicato dagli uomini, i carabinieri hanno scoperto 40 serre, 39 delle quali coltivate con piante di marijuana di diversa grandezza. Poco distante dalla piantagione, avevano invece individuato un'abitazione rurale all'interno della quale l'anziana proprietaria riferiva che l'azienda era riconducibile al marito deceduto e ora gestita dai figli, Vito e Giuseppe Signorello. Poco distante, veniva invece perquisita un'altra proprietà dei Signorello, dove venivano rintracciati e identificati i braccianti Stoica e Florian.

 Tra il materiale ritrovato nel corso delle indagini in un magazzino tra l'abitazione e le serre circa 33 chilogrammi di mariujana già essiccata e una pistola revolver carica, priva di marca, calibro 38, con quattro bossoli già esplosi e tre proiettili ancora integri, oltre a sei proiettili dello stesso calibro. All'interno dell'abitazione, in una cassaforte, è stato invece trovato un fucile Calibro 12, semiautomatico, marca Beretta, sottoposto a sequestro insieme alla pistola e allo stupefacente.

Nel corso degli interrogatori, grazie alle prime ammissioni di Stoica, domenica 22 maggio, la svolta, con il ritrovamento del corpo carbonizzato di un uomo, poi identificato come Maftei, grazie le analisi svolte dal Ris Carabinieri di Messina sui campioni di Dna ritrovati. Interrogati nuovamente i fratelli Signorello, i due hanno fornito la ricostruzione dei fatti. A esplodere i colpi in direzione degli uomini che si erano introdotti nella proprietà era stato Giuseppe. Messi in fuga i ladri, l'uomo si era avvicinato al punto dove aveva percepito la presenza degli estranei assieme ai due braccianti, e aveva trovato il corpo senza vita di Maftei. Preso dal panico, ha telefonato al fratello, arrivato pochi momenti dopo. I due, con l'aiuto dei braccianti, hanno portato il corpo in un campo vicino e qui gli hanno dato fuoco.
 

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