Martedì 20 Settembre 2011 - 20:50

Uccisa e sciolta nell'acido, la figlia: Finsi di non sapere per paura

tribunale milano

Milano, 20 set. (LaPresse) - Per un anno intero ha fatto finta di non sapere che suo padre avesse ucciso sua madre, la pentita calabrese Lea Garofalo, e l'avesse sciolta nell'acido "per non fare la sua stessa fine". Denise, 19 anni, la figlia dei due, questo pomeriggio ha testimoniato, seduta dietro un paravento a pochi metri dal padre, chiuso nella gabbia degli imputati, nel corso di una udienza di fronte alla prima corte d'assise di Milano. Il processo cerca di fare luce sul delitto del 24 novembre 2009 che fu consumato proprio nel capoluogo lombardo. La ragazza si è costituita parte civile nel processo a carico del padre, Carlo Cosco, e di altre 5 persone, ritenute vicine a una cosca della 'ndrangheta del Crotonese e tutte imputate a vario titolo per il sequestro e l'omicidio della donna. La prossima udienza si svolgerà il 13 ottobre.

Lea Garofalo, secondo gli inquirenti, fu uccisa per la sua collaborazione con la giustizia su fatti che riguardavano l'ex compagno e il suo clan. "Per un anno non ho detto nulla a mio padre - ha raccontato Denise in aula, con voce sicura - pur sapendo che lui e gli altri avevano ucciso mia madre, cercavo di autoconvincermi che non era andata così, anche se sapevo che quella era stata la sua inevitabile fine".

Davanti ai giudici di Milano la 19enne ha descritto la madre, che temeva per la sua vita e per quella della figlia, come una donna  "solitaria e sola" ad eccezione di pochissime amiche e della sorella. La ragazza ha anche ricostruito gli anni tra il 2002 e il 2008 durante i quali con la madre era stata messa in un "programma provvisorio di protezione", a cui poi la Garofalo rinunciò perchè non si sentiva tutelata a sufficienza nonostante i frequenti cambi di vita e di città.

A quel punto la donna aveva cercato di riallacciare i rapporti con l'ex compagno per "salvaguardare la vita della figlia e la sua" fino a quando il 24 novembre 2009 il padre e alcuni amici "l'hanno fatta sparire". "Io avevo capito - ha aggiunto Denise - ma a mio padre non gliel'ho fatto capire" per "non fare la fine di mia madre". "Sono stata un anno con loro - ha proseguito - ho giocato con i loro figli, pur sapendo che avevano ucciso mia madre". Nel frattempo però i carabinieri, avvisati dalla sorella della madre, Marisa Garofalo, raccoglievano i suoi sospetti e indagavano fino all'arresto del padre e dei 5 complici, tra cui il fidanzato di Denise, nell'ottobre del 2010.

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