Mercoledì 20 Luglio 2016 - 20:15

Turchia, Erdogan: Nel golpe coinvolti anche Paesi stranieri

Annunciato lo stato d'emergenza per 3 mesi, 11mila gli arrestati

Turchia, purghe non si fermano: Sospesi altri 6.500 dipendenti del ministero Istruzione

Nel fallito golpe del 15 luglio in Turchia potrebbero essere coinvolti Paesi stranieri. Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyp Erdogan, in un'intervista ad Al-Jazeera, anche se si è rifiutato di citare quali. Erdogan ha inoltre negato che sia in corso una svolta autoritaria e che la democrazia turca sia in pericolo. Intanto il Consiglio dei ministri turco, accogliendo la raccomandazione del Consiglio di sicurezza nazionale riunitosi oggi pomeriggio, ha approvato l'introduzione dello stato d'emergenza in Turchia per la durata di tre mesi, in virtù dell'articolo 120 della Costituzione. Erdogan ha ricordato che l'articolo 120 della Costituzione "prevede lo stato d'emergenza in caso di atti di violenza volti ad abolire la democrazia e a violare i diritti fondamentali". L'obiettivo, ha spiegato il capo di Stato turco, "è di potere prendere misure più efficaci per eliminare la minaccia il prima possibile" e tutelare democrazia e Stato di diritto. Erdogan ha anche detto che sono quasi 11mila, e precisamente 10.937, le persone arrestate per il fallito colpo di Stato. Tra gli arrestati - ha precisato il presidente - ci sono oltre 6mila militari, un centinaio di poliziotti, nonché numerosi giudici e procuratori.
 

LE PURGHE PROSEGUONO. Circa 6.500 dipendenti del ministero dell'Istruzione della Turchia sono stati sospesi. Lo riferisce un funzionario turco. Ieri lo stesso ministero aveva sospeso 15.200 dipendenti e aveva revocato le licenze a 21mila insegnanti che lavoravano in istituzioni private in tutta la Turchia. Le purghe del presidente turco, Recep Tayyp Erdogan, dopo il colpo di Stato fallito non si fermano. Oggi, tra l'altro, sono ripresi i raid contro i curdi del Pkk .  

ARRESTATI MEMBRI CORTE. Due membri della Corte costituzionale turca sono stati arrestati oggi e rientrano in un gruppo di 113 funzionari della magistratura arrestati. Lo riporta l'emittente privata turca Ntv. Dal fallito colpo di Stato del 15 luglio sono circa 60mila i soldati, poliziotti, giudici, dipendenti pubblici e insegnanti sospesi, arrestati o indagati.

CACCIA A GENERALI E GIUDICI. Il ministero della Difesa della Turchia ha, inoltre, aperto una indagine su tutti i giudici e procuratori militari del Paese, mentre 262 di essi sono stati sospesi, a seguito del fallito golpe. Lo ha riferito Ntv. Le autorità turche hanno incriminato formalmente 99 dei 260 generali del Paese, per il loro presunto ruolo nel fallito golpe militare. Lo hanno fatto sapere fonti ufficiali turche.

ACCADEMICI  SENZA ESPATRIO. La Turchia ha oggi vietato a tutti gli accademici di uscire dal Paese, sino a nuovo ordine. Lo ha riferito l'emittente statale Trt, nuova misura a seguito del fallito golpe.  Il Consiglio per l'educazione superiore ha sospeso quattro rettori universitari. Ieri lo stesso Consiglio aveva chiesto le dimissioni dei 1.577 rettori di tutte le università del Paese, mentre il ministero dell'Educazione ha revocato le licenze di 21mila insegnanti delle scuole private.

900 AGENTI SOSPESI. Novecento agenti sono stati sospesi dalla polizia di Ankara, per il sospetto che siano legati al movimento del religioso turco in auto-esilio negli Stati Uniti, Fethullah Gulen. Lo hanno fatto sapere fonti ufficiali. 

BERLINO: CONTRO STATO DIRITTO. Berlino è "profondamente preoccupata" per le misure imposte dalle autorità turche a seguito del fallito golpe, che "contraddicono i processi dello stato di diritto". Lo ha dichiarato il conferenza stampa il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert. Ha ricordato che la cancelliera Angela Merkel ha parlato lunedì al telefono con il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, chiedendogli di rispettare le regole dello stato di diritto ed esprimendo preoccupazione per l'ondata di arresti e destituzioni. Le purghe condotte in Turchia dopo il fallito colpo di stato includono l'arresto di 8mila persone e la sospensione di 50mila lavoratori.
 

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