Sabato 05 Marzo 2016 - 14:30

Turchia, scontri davanti Zaman il giornale commissariato

Gli Stati Uniti ritengono "preoccupante" la decisione delle autorità turche. Schulz: Colpo a libertà stampa

Turchia, scontri con polizia davanti sede giornale Zaman

La polizia turca ha lanciato lacrimogeni per il secondo giorno consecutivo e ha usato proiettili di plastica per disperdere i circa 2mila manifestanti radunati davanti alla sede del quotidiano Zaman a Istanbul, che protestano contro il commissariamento imposto da una Corte di Istanbul. Ieri sera la polizia ha fatto irruzione nella sede del giornale intorno a mezzanotte, dopo avere lanciato lacrimogeni e usato cannoni ad acqua per farsi strada tra i manifestanti che presidiavano l'edificio.

'COSTITUZIONE IN PERICOLO'. 'La Costituzione in pericolo'. Titola così oggi in prima pagina il quotidiano turco d'opposizione Zaman, per il quale ieri un tribunale di Istanbul ha deciso il commissariamento e nella cui sede hanno fatto irruzione ieri sera poliziotti in tenuta antisommossa dopo avere lanciato lacrimogeni e usato cannoni ad acqua contro i manifestanti che protestavano davanti all'edificio. Zaman, che è il giornale più venduto in Turchia con una tiratura quotidiana di 650mila copie, è stato accusato di far parte della rete del religioso Fetullah Gülen, nemico del presidente Recep Tayyp Erdogan e che vive negli Stati Uniti. Gli agenti sono entrati in redazione mentre i giornalisti preparavano l'edizione di oggi e hanno scortato all'interno gli amministratori pubblici designati per gestire il giornali.

COMMISSARIAMENTI. La Piattaforma per la libertà dei giornalisti ha denunciato oggi l'operazione di ieri, dicendo che la nomina di amministratori pubblici per gestire il quotidiano rientra in una nuova strategia dell'esecutivo islamista turco per mettere a tacere voci critiche. Due quotidiani e due televisioni, accusati anche di essere vicini a Gulen, sono stati già commissariati l'anno scorso e snono rimasti chiusi per quattro giorno. I partiti di opposizione e le organizzazioni dei giornalisti hanno condannato l'intervento su Zaman come una forma di violenta violazione della libertà di stampa. Il leader del principale partito d'opopsizione, il socialdemocratico Chp, Kemal Kilicdaroglu, ha accusato il governo di considerare organizzazioni criminali "tutte le voci di dissenso". "La decisione di nominare degli amministratori è stata presa da un gruppo di organi giudiziari per servire le aspettative e le ambizioni dell'Akp (il partito al governo, quello di Erdogan ndr.) e della presidenza in violazione della legge sulla libertà di stampa", ha affermato il politico.

LA SVOLTA NEL 2013. Zaman ha mantenuto una linea editoriale di appoggio al governo fino a dicembre del 2013, quando si è unito alle accuse di corruzione contro l'allora primo ministro e ora presidente Erdogan. Fu proprio nel 2013 che la crescente tensione fra Erdogan e Gulen, per anni alleati, fece esplodere un conflitto aperto, in cui il governo accusa il religioso di utilizzare la sua influenza su polizia e magistratura per creare uno Stato parallelo e far cadere il governo.

LICENZIATO IL DIRETTORE. Il direttore del quotidiano turco Zaman, Abdulhamit Bilici, e il giornalista Bulent Kenes sono stati licenziati e scortati all'esterno della sede del giornale a Istanbul. Lo ha dichiarato Sevgi Akarcesme, top editor dell'edizione inglese Today. "E' un giorno buio per la democrazia turca ed è una flagrante violazione della Costituzione", ha dichiarato Akarcesme a Reuters, sottolineando che molti media del suo Paese non stanno dando copertura completa alle notizie sul commissariamento del quotidiano, per il timore di subire rappresaglie simili.

USA: PREOCCUPANTE. Gli Stati Uniti ritengono "preoccupante" la decisione delle autorità turche di commissariare il quotidiano d'opposizione Zaman. "Vediamo questo come l'ultimo di un lunga serie di azioni giudiziarie e di polizia preoccupanti da parte del governo turco che prendono di mira media e altri critici", ha detto il portavoce del dipartimento di Stato Usa, John Kirby.

UE PREOCCUPATA.  Il Commissario europeo per la Politica di vicinato e i negoziati per l'allargamento, Johannes Hahn, si è dichiarato "estremamente preoccupato" per il commissariamento del giornale d'opposizione Zaman in Turchia, dicendo che "mette in pericolo i progressi fatti dalla Turchia in altri ambiti". "Seguiremo questo caso da vicino. La Turchia, come Paese candidato, deve rispettare la libertà dei mezzi di comunicazione", ha scritto Hahn su Twitter.  "L'Unione europea ha ripetutamente sottolineato che la Turchia, come Paese candidato, deve rispettare e promuovere alti standard e pratiche democratiche, inclusa la libertà di stampa". Lo ha dichiarato l'alta rappresentante per la Politica estera dell'Unione europea, Federica Mogherini, in una nota relativa al commissariamento del quotidiano turco Zaman, critico nei confronti del presidente Erdogan. 

SCHULZ: ATTACCO A LIBERTA'."Il sequestro di Zaman è un altro colpo alla libertà di stampa in Turchia. Voglio sollevare questa questione lunedì con Ahmet Davutoglu (il premier turco ndr.)". Lo scrive su Twitter il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz. "Se qualcuno non è d'accordo con le notizie di un giornale dovrebbe opporsi con i fatti, non imbavagliando il giornalismo", ha aggiunto Schulz.

 

Scritto da 
  • redazione web
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Canada, William e Kate sul treno a vapore tra gli indigeni

Canada, William e Kate sul treno a vapore tra gli indigeni

Sorpresa per il principe e la duchessa nel deserto di Carcross

Papa: Interessi oscuri dietro logica delle armi in Siria e Iraq

Papa: Interessi oscuri dietro logica delle armi in Siria e Iraq

Importanti Nazioni Uniti per risolvere la crisi siriana

Omicidio di massa in Cina: uccise 5 famiglie in una zona rurale

Omicidio di massa in Cina: uccise 5 famiglie in una zona rurale

Un uomo è stato arrestato dalla polizia nella città di Kunming

11 settembre, Congresso boccia veto di Obama sulle cause a Riad

11 settembre, Congresso boccia veto di Obama sulle cause a Riad

La Camera dei Rappresentanti ha votato con 348 contrari al veto e 76 favorevoli,