Martedì 19 Luglio 2016 - 13:15

Colpo di stato in Turchia, quasi 10mila persone a giudizio

Continuano le 'purghe' dopo il tentato colpo di stato tentato dello scorso 15 luglio

Turchia, lìintelligence informò l'esercito del golpe alle 16

Sono 9.322 le persone che affrontano procedimenti legali in Turchia in relazione al fallito colpo di Stato del 15 luglio. Lo riferisce il vicepremier, Numan Kurtulmus. Ed emergono nuovi particolari: secondo quanto afferma  lo stato maggiore dell'esercito turco in una dichiarazione pubblicata sul suo sito l'intelligence informò proprio l'esercito turco che un golpe era in corso alle 16 ora locale del 15 luglio e l'esercito allertò le autorità competenti.

ANKARA SMENTISCE ESERCITO. Il governo turco non ha avuto informazioni del tentato golpe finché non era ben in corso. Lo riferisce il vicepremier, Numan Kurtulmus, in apparente contraddizione con la dichiarazione dello stato maggiore dell'esercito turco, che in una dichiarazione pubblicata sul suo sito afferma che l'intelligence informò l'esercito turco che un colpo di Stato era in corso alle 16 ora locale del 15 luglio e l'esercito allertò le autorità competenti.

CACCIA AI GOLPISTI. Le autorità turche hanno avviato un'operazione nella zona montagnosa vicino alla città costiera di Marmaris, nel sudest della Turchia, per cercare di catturare 25 soldati e due elicotteri ritenuti responsabili di avere attaccato l'albergo in cui alloggiava il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, durante il fallito colpo di Stato.  Lo riferisce l'editorialista Abdulkadir Selvi del quotidiano turco Hürriyet, noto per i suoi legami con il governo. "Mi avrebbero ucciso se fossi uscito dall'hotel 15 minuti più tardi", ha commentato Erdogan riferendosi ai fatti della notte fra il 15 e il 16 luglio.

Lo stesso esercito nella giornata di oggi  ha sottolineato che  "la maggior parte dei membri delle forze armate turche non aveva niente a che fare con il fallito tentativo di golpe". Una presa di posizione che arriva nei momenti di "terrore" dove la caccia ai fiancheggiatori del tentato "putsch" è spietata. 

LE 'PURGHE' Nel frattempo, infatti, il governo turco  ha rimosso dall'incarico 257 membri dello staff dell'ufficio del primo ministro per sospetto coinvolgimento nel fallito colpo di Stato e stringe il cerchio intorno a possibili connivenze.  Proprio per ovviare alle 'purghe" alcuni militari di alto rango dell'esercito coinvolti nel fallito colpo di stato  sono fuggiti all'estero, per sfuggire all'ira di Erdogan: molti tra poliziotti e alti ufficiali sono stati arrestati.

STOP A EMITTENTI.  Il Consiglio supremo radiotelevisivo della Turchia (Rtuk) ha annullato oggi le licenze a "tutte le emittenti di radio e televisione che hanno dato sostegno ai cospiratori golpisti", misura che colpisce circa 20 media legati a Fethullah Gülen. Lo riferiscono a Efe fonti del Consiglio stesso, precisando che nella lista sono incluse Bugün TV e Samanyolu Haber, note per diffondere le idee di Gulen.

ARRESTATO CONSIGLIERE MILITARE DI ERDOGAN.  Il consigliere militare della presidenza turca per l'aviazione, Erkan Kivrak, è stato arrestato in quanto sospettato di avere partecipato al fallito golpe. Lo riporta il quotidiano turco Hürriyet. Kivrak, che ha il grado di tenente colonnello, è stato arrestato da unità antiterrorismo in un hotel a pochi chilometri dalla città di Antalya, sulla costa sud della Turchia, dove si era registrato usando una falsa identità. L'arresto è avvenuto sabato, ma si è saputo solo oggi. Kivrak era il secondo consigliere militare di  Erdogan in ordine di importanza dopo il colonnello Ali Yazici, che è stato fermato domenica sempre per accuse legate al golpe. Yazici era stato nominato ad agosto da Erdogan stesso, che lo aveva selezionato tra altri funzionari proposti dalle forze armate. Secondo informazioni non confermate comparse sulla stampa turca, dopo l'arresto di Yazici sono stati fermati anche gli altri quattro consiglieri di Erdogan, di rango inferiore, responsabili di aviazione, forze terrestri, marina e gendarmeria.

Rimane questo lo scenario in Turchia a pochi giorni dal tentativo di golpe. Le forze di sicurezza turche stanno ancora cercando soldati coinvolti in diverse città e zone rurali, ma non c'è rischio che si verifichi un altro tentativo. Intanto, il vicesindaco del distretto Sisli di Istanbul è stato ferito gravemente da un assalitore che gli ha sparato alla testa. L'aggressore è entrato nell'ufficio di Cemil Candas, poi sono stati uditi spari. A governare il distretto è il Partito popolare repubblicano Chp, all'opposizione.

ERDOGAN E LA PENA DI MORTE. Dopo diversi giorni pronte nuove mosse da parte della presidenza turca. La reintroduzione della pena di morte in Turchia, ventilata nelle scorse ore, dovrebbe avvenire per "decisione parlamentare" quindi "i leader dovrebbero riunirsi e discuterne e, se accettassero di discuterne, io come presidente approverò qualunque decisione che viene dal Parlamento". Così ha detto il presidente turco, Recep Tayyp Erdogan, in un'intervista esclusiva rilasciata alla Cnn tramite il suo traduttore, realizzata dalla giornalista Becky Anderson nel palazzo presidenziale a Istanbul. Merkel ha controbattuto: "La pena di morte è incompatibile con Ue".

Contro la possibilità di reintrodurre la pena capitale anche l'Onu:  "La reintroduzione della pena di morte sarebbe una violazione degli obblighi della Turchia previsti dal diritto internazionale dei diritti umani, un grande passo nella direzione sbagliata". Così l'Alto commissario Onu per i diritti umani, Zeid Ra'ad Al Hussein.

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