Giovedì 18 Febbraio 2016 - 10:15

Turchia, nuovo attacco contro convoglio militare: sette i morti

Intanto è stato identificato l'attentatore responsabile dell'attacco di ieri ad Ankara: è un curdo-siriano

Turchia, nuovo attacco contro convoglio militare

Una nuova esplosione ha coinvolto un convoglio militare nel sud-est della Turchia, a un giorno dall'attacco nel centro di Ankara in cui sono morte 28 persone.  Stando a quanto dichiarato dal premier turco Ahmet Davutoglu, almeno sette soldati turchi sono rimasti uccisi nello scoppio avvenuto lungo la strada che collega Diyarbakir, la città più importante nel sud-est a maggioranza curda, al distretto di Lice.

ATTENTATORE CURDO-SIRIANO - Intanto sull'attacco di ieri le autorità turche non hanno dubbi: a commetterlo è stato un membro delle milizie curdo-siriane Ypg in coordinamento con i guerriglieri del Pkk (il Partito dei lavoratori del Kurdistan). Lo ha confermato il premier turco Ahmet Davutoglu durante una conferenza stampa nella sede dello Stato maggiore dell'esercito. Salih Mercan, l'attentore che ieri si è fatto esplodere accanto a un convoglio militare, causando la morte di 28 persone (27 delle quali erano soldati), aveva 24 anni ed era originario di Amude, nel nord della Siria. Secondo quando riferito questa mattina da alcuni media locali, il ragazzo sarebbe entrato in Turchia insieme ad alcuni profughi siriani, fingendosi rifugiato. L'identificazione è arrivata grazie al riconoscimento delle impronte digitali che la polizia aveva preso al momento dell'ingresso nel Paese.

14 ARRESTI - Secondo quanto annunciato oggi dal presidente Erdogan, sono 14 le persone arrestate in relazione all'attentato di ieri. L'attentato è opera dei movimenti curdi "Pkk e Pyd nonostante il loro rifiuto di responsabilità", ha poi sostenuto il presidente. "I collegamenti con le milizie curde Ypg sono chiari ed evidenti", ha spiegato inoltre il premier Davutoglu. Per questo, la Turchia continuerà a bombardare posizioni delle milizie curdo-siriane Ypg, sia nel proprio territorio (nel sud-est a maggioranza curda) sia nel nord della Siria e dell'Iraq. "L'attacco di ieri dimostra che le milizie curde sono organizzazioni terroristiche", ha ribadito il premier.

Subitanea la risposta del Pkk.  "Non sappiamo chi abbia effettuato l'attacco di Ankara, ma potrebbe trattarsi di un atto di ritorsione per i massacri in Kurdistan", ha dichiarato il co-leader del Partito dei lavoratori del Kurdistan, Cemil Bayik.

RAID CONTRO IL PKK - In questa direzione, Davutoglu ha annunciato che ieri sera, tra le 19.30 e le 20.30 italiane, aerei turchi hanno bombardato posizioni del Pkk nel nord dell'Iraq, uccidendo 60-70 militanti tra cui alcuni comandanti di alto livello. Dopo due anni e mezzo di cessate-il-fuoco, nell'estate scorsa sono riprese le ostilità tra Ankara e il Pkk che da oltre trent'anni lotta per l'autonomia delle zone curde del Paese. L'esercito ha quindi aumentato i raid anche contro le milizie curdo-siriane Ypg considerate alleati del Pkk.

 

ATTACCO ANKARA BEN PIANIFICATO - L'autobomba è esplosa nel quartiere di Kizilay, in cui hanno sede numerose basi militari. A poca distanza dal luogo dell'attentato si trovano i comandi centrali della Marina, dell'Aviazione, dello Stato Maggiore dell'Esercito e la sede del Parlamento. L'attacco, ha affermato in una nota l'esercito turco, ha colpito un convoglio di autobus che trasportavano personale militare mentre erano fermi al semaforo. "È chiaro che l'attacco è stato ben pianificato", ha dichiarato ieri il portavoce del governo turco e vice premier, Numan Kurtulmus. "L'autobomba è stata fatta saltare proprio mentre autobus con a bordo personale militare era fermo al semaforo nel quartiere che ospita la sede del Parlamento e il quartiere generale dell'esercito", ha aggiunto Kurtulmus.
 

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