Lunedì 21 Marzo 2016 - 17:00

Turchia, fermata italiana con l'accusa di sostegno al Pkk

Il padre della giovane: Rientra entro mercoledì

Turchia, fermata italiana con l'accusa di sostegno al Pkk

Una giovane italiana, Giovanna Lanzavecchia di 22 anni, è stata fermata a Istanbul con l'accusa di avere fatto propaganda a favore del Pkk. È quanto ha confermato il padre, Marco, ai microfoni di Radio 24, precisando però che "la ragazza non è in carcere ma è in un centro di espulsione e identificazione per stranieri, è in una cella singola ed è trattata bene". Parlando alla trasmissione 'Effetto giorno', Marco Lanzavecchia ha detto che la giovane potrebbe tornare in Italia "al massimo entro mercoledì" e ha aggiunto che "dovrebbero espellerla con l'interdizione a rientrare nel Paese per cinque anni". "Al consolato - ha aggiunto - sono professionali, gentili, hanno dato informazioni precise e puntuali, questo è quello che mi sento di dire".

Il padre della ragazza ha spiegato che "era arrivata la sera prima dell'arresto. La sua intenzione era quella di passare qualche giorno lì perché comunque già lei conosce Istanbul". Rispondendo poi alla domanda su quando abbia saputo dell'arresto della figlia, l'uomo ha risposto così: "Noi abbiamo avuto sentore che esistevano dei problemi sabato sera, perché la ragazza ha contattato sua sorella dicendo che non avrebbe più avuto la possibilità di contattarla e che l'aveva presa la polizia turca. Sua sorella è stata un po' più furba di lei e immediatamente ce ne ha parlato, noi abbiamo contattato il consolato italiano a Istanbul dove abbiamo parlato con un numero d'urgenza di una funzionaria estremamente cortese e professionale, e questa è una cosa che ripeterò allo sfinimento, che ci ha richiamato dopo un'oretta e ci ha ragguagliato della situazione". Secondo quanto riferito dal padre, "in pratica pare che la ragazza abbia manifestato la sua opinione negativa a proposito della repressione che riguarda il popolo curdo, ma genericamente senza parlare di Pkk o di altri partiti". Poi ha proseguito: "Lei è appassionata della causa del popolo curdo genericamente ma la vede come una questione umanitaria. Poi nel caso specifico devo dire che io ritengo, e glielo dirò quando penso e spero che presto la rivedrò, che è assolutamente inopportuno prendere delle posizioni di questo tipo in paesi stranieri dove tu sai fino ad un certo punto che cosa è permesso e cosa non è permesso. In Turchia siamo stati anche insieme e lei sa benissimo che in Turchia il vilipendio allo Stato turco piuttosto che alla persona di Ataturk ecc. ecc. sono considerati dei delitti e dei delitti gravi. Quindi io mi stupisco, e la perdono solo perché ha 22 anni, che lei si sia permessa di fare le osservazioni di questo tipo".

Marco Lanzavecchia, rispondendo poi alla domanda se la ragazza volesse andare a Dyarbakyr per il capodanno curdo, ha risposto: "Era un'intenzione che aveva manifestato prima. Ma poi, ultimamente, parlandone e visto la situazione com'era, anche perché a Dyarbakyr eravamo stati insieme per turismo ma sette o otto anni fa, ha convenuto che la cosa non era tanto opportuna". Poi un riferimento all'attacco kamikaze di sabato a Istanbul: "Dopo l'attentato che c'era stato la mattina ha avvertito che la situazione anche a Istanbul non era bella. Infatti aveva già acquistato un biglietto aereo per ritornare su Berlino immediatamente perché diceva 'No, qua c'è un'aria che si taglia con il coltello, la gente è spaventata, son tutti preoccupati, non potrei certo godermi la vacanza', quindi noi l'aspettavamo praticamente per il giorno dopo".

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