Sabato 23 Luglio 2016 - 12:30

Turchia, Erdogan: Un mese di prigionia in più. Chiuse università

Governo turco ordina chiusura di 2300 enti tra università, scuole e istituti medici

Il presidente turco Erdogan

Nel primo decreto emesso dopo la dichiarazione dello stato di emergenza, il governo turco ha innalzato a un mese il periodo di detenzione temporanea dei sospetti. Prima del fallito golpe del 15 luglio, il periodo di detenzione era di 4 giorni. Inoltre è stata ordinata la chiusura di 2.300 enti sospettati di avere legami con  Fethullah Gulen, il religioso in autoesilio negli Stati Uniti accusato da Erdogan di essere la mente del colpo di Stato.

Il decreto è stato pubblicato oggi sulla Gazzetta ufficiale, in cui si specifica che in base alla nuova legge gli incontri tra detenuti e avvocati devono essere limitati e registrati dalle autorità e solo i coniugi e i parenti fino al secondo grado possono fare visita ai prigionieri. Il presidente turco, Recep Tayyp Erdogan, nel primo decreto dallo stato d'emergenza, ha imposto la chiusura di oltre 1.043 scuole private, 1229 enti benefici e fondazioni, 19 sindacati, 15 università e 35 istituti medici. L'agenzia di stampa di stato turca Anadolu ha spiegato che lo stato di emergenza permette al presidente e al governo di approvare le leggi senza ottenere prima il sostegno del Parlamento, così come ridurre o sospendere libertà se ritenuto necessario. 

TURCHIA IN UE, BERLINO: INIMMAGINABILI NUOVE ADESIONE. "Il governo tedesco non ritiene immaginabile al momento l'apertura di un nuovo capitolo di negoziati" con la Turchia per l'adesione all'Unione europea. Lo ha detto il portavoce del governo di Berlino, Steffen Seibert, aggiungendo che bisogna ricordare "con chiarezza" l'importanza che ha per l'Ue il rispetto dello Stato di diritto e il fatto che le misure che si adottano contro i presunti coinvolti nel golpe non siano sproporzionate.

SUICIDI IN TURCHIA. Intanto diversi militari e poliziotti turchi si sono suicidati o hanno provato a farlo a seguito del fallito golpe del 15 luglio in Turchia, e l'ultimo di loro è un tenente colonnello che si è tolto la vita oggi, che pare fosse depresso per non avere potuto impedire il colpo di Stato. Si tratta di Levent Onder, che era secondo comandante di brigata, e a riferirlo è stato il governatorato di Siirt. Sempre oggi il colonnello Birkan Coroz ha minacciato di buttarsi da uno dei ponti sul Bosforo, a Istanbul; mezz'ora dopo il militare, accusato di avere partecipato al golpe, si è convinto a non farlo ma è stato immediatamente arrestato dalla polizia.

Da venerdì si sono suicidati un governatore distrettuale e tre poliziotti sui quali pendevano sospetti di avere partecipato al golpe. Due degli agenti facevano parte delle migliaia di poliziotti e militari che sono stati sospesi dal servizio in quanto sospettati di avere collaborato al golpe o di essere sostenitori di Fethullah Gülen, nemico del presidente Recep Tayyp Erdogan in autoesilio negli Stati Uniti, che il governo di Ankara accusa di essere responsabile del tentato golpe.

 

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