Venerdì 04 Novembre 2016 - 08:30

Turchia, arrestati i vertici del partito filo-curdo Hdp

In manette esponenti del terzo partito del Parlamento. Gli attivisti: Bloccati i social media, restrizioni a Whatsapp

Selahattin Demirtas, uno degli arrestati

 Ondata di arresti in Turchia contro i leader del partito di sinistra filo curdo Hdp (Partito democratico dei popoli), terza forza del Parlamento. In particolare, la polizia ha arrestato i co-presidenti del partito, Selahattin Demirtas (a Diyarbakir) e Figen Yüksekdag (nella sua casa di Ankara). L'ordine di detenzione ha riguardato anche altri nove deputati dell'Hdp, tra cui l'attore Sirri Süreyya Önder, figura emblematica della sinistra turca, fermato ad Ankara.

Si è trattato di un'operazione condotta simultaneamente in diverse provincie, la maggior parte delle quali nel sudest del Paese. Gli arresti sono stati condotti nell'ambito di un'indagine sul terrorismo legato alle attività del Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan, iniziata ad agosto, per la quale entrambi i dirigenti dell'Hdp erano stati citati in giudizio. Demirtas e Yüksekdag si erano rifiutati di presentarsi in tribunale, visto l'incarico di deputati che ricoprono, ma a maggio il Parlamento aveva deciso di revocare l'immunità degli accusati. Secondo una dichiarazione della procura, citata dall'emittente Ntv, gli arresti arrivano proprio in seguito al rifiuto dei deputati di presenziare al processo in cui erano stati imputati.

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"Siete dei banditi e il procuratore è un bandito", ha gridato Yüksekdag alle forze di sicurezza al momento dell'arresto all'1.30 ora locale (le 23.30 di ieri sera in Italia), secondo quando si può vedere in un video diffuso dall'account ufficiale di Hdp su Twitter. L'indagine che vede coinvolti i deputati riguarda le proteste dell'ottobre 2104 nel corso delle quali gli attivisti della sinistra curda si scontrarono con i simpatizzanti islamisti a causa dell'assedio da parte dello Stato islamico sulla città di Kobane. I deputati dell'Hdp sono accusati di aver incitato la violenza nel corso delle manifestazioni che causarono decine di morti. Un altro deputato del partito turco denuncia di essere stato arrestato nell'ondata repressiva di questa notte. Si tratta di Imam Tascier che, sul proprio profilo Twitter, scrive di essere stato preso in custodia della polizia ad Ankara. Si tratta del 12esimo deputato del partito arrestato nella notte.

YILDIRIM: HANNO INCORAGGIATO TERRORISMO. Gli arresti nei confronti di 12 deputati del partito sono motivati dal fatto che queste persone si sono rifiutate di dare testimonianza in procedimenti penali. Lo ha fatto sapere il primo ministro turco  Binali Yildirim, parlando con i giornalisti. I funzionari democraticamente eletti che si mescolano e incoraggiano "il terrorismo", ha affermato, devono affrontare un procedimento giudiziario. I procuratori hanno iniziato a indagare su oltre 50 dei 59 deputati dell'Hdp dopo che a maggio il Parlamento decise di revocare l'immunità degli accusati.

BLOCCO AI SOCIAL. A partire dall'1.20 di questa notte (le 23.20 di ieri in Italia) in Turchia si registra un blocco a diversi social media, tra cui Facebook, Twitter e YouTube. Lo denuncia il gruppo Turkey Blocks che, sul proprio sito internet, parla di restrizioni anche ai servizi di WhatsApp e Instagram. Si tratterebbe della prima volta, scrive il gruppo, che si rilevano restrizioni a livello nazionale sulla popolare applicazione di messaggistica. Secondo gli attivisti, l'episodio potrebbe essere legato proprio all'arresto di molti leader del partito di opposizione Hdp.

BOMBA A DIYARBAKIR. Sempre questa mattina un'esplosione ha scosso il centro della città di Diyarbakir, nel sud est della Turchia, intorno alle 8 ora locale. Secondo quanto riportato dal quotidiano online Hurryet si èverificata vicino alla sede della polizia. Alcuni degli edifici circostanti sono stati danneggiati dall'esplosione di un'auto che è stata udita in varie parti della città: si pensano che possano essere 30 le persone rimaste ferite nell'esplosione. Secondo forti governative l'autobomba esplosa questa mattina ha provocato delle vittime, tra cui civili e forze di polizia. Lo ha riferito il ministro della Giustizia Bekir Bozdag.

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