Lunedì 14 Agosto 2017 - 20:30

Usa, Trump cede e condanna razzisti per nome dopo Virginia

Il pressing di destra e sinistra per condannare Kkk, nazisti e suprematisti bianchi ha funzionato

Flowers lie at a makeshift memorial a day after a car hit counter-protesters in Charlottesville

Donald Trump ha ceduto. Quarantott'ore dopo la marcia dei suprematisti bianchi a Charlottesville, con l'attacco del 20enne bianco simpatizzante neonazista che con la sua auto si è lanciato contro i manifestanti antirazzisti, il presidente degli Stati Uniti si è deciso a condannare esplicitamente Ku Klux Klan, suprematisti bianchi e neonazisti, citandoli per nome e definendoli "ripugnanti".

Il pressing proveniente da destra e sinistra si era fatto insistente dopo che, nelle ore successive ai fatti della Virginia, Trump aveva espresso una condanna ritenuta troppo morbida e generica esprimendosi contro "odio, intolleranza e violenza da molte parti" e senza citare esplicitamente i suprematisti. Parlando dalla Casa Bianca, dove ha incontrato il ministro della Giustizia Jeff Sessions e il direttore dell'Fbi Christopher Wray proprio per fare il punto sulla vicenda di Charlottesville, Trump ha affermato: "Il razzismo è il male e coloro che provocano violenza in suo nome sono criminali e delinquenti, compresi il KKK, neo-nazisti, suprematisti bianchi e altri gruppi d'odio, che sono ripugnanti per tutto ciò che ci è caro in quanto americani".

Poco prima Sessions aveva affermato che "l'orrendo attacco" di sabato a Charlottesville può essere considerato "terrorismo". Secondo il New York Times, nelle ultime ore prima di questo intervento diversi alti consiglieri, fra cui il nuovo capo di Gabinetto John F. Kelly, avevano cominciato a fare pressioni su Trump affinché rilasciasse una dichiarazione di condanna più forte. E la tensione era salita in particolare dopo che il presidente Usa su Twitter aveva attaccato il ceo del gigante farmaceutico Merck, l'afroamericano Kenneth Frazier, che poco prima aveva annunciato che lasciava il panel di consulenza degli industriali americani voluto dallo stesso Trump, cioè l'American Manufacturing Council, proprio in conseguenza della mancata condanna dei suprematisti bianchi.

"I leader dell'America devono onorare i nostri valori fondamentali respingendo in modo chiaro espressioni di odio, intolleranza e supremazia di gruppi", aveva affermato Frazier, senza citare esplicitamente l'inquilino della Casa Bianca. La risposta di Trump non si era fatta attendere: "Ora che Ken Frazier di Merck Pharma si è dimesso dal Manufacturing Council avrà più tempo per ABBASSARE I PREZZI DEI FARMACI CHE SONO UN FURTO!", aveva twittato. Una dura condanna dei fatti di Charlotteville è giunta dalle Nazioni unite: "Crediamo che nelle nostre società non debba esserci posto per razzismo violento, anti-semitismo, xenofobia e discriminazione che abbiamo visto a Charlottesville", ha detto il portavoce dell'Onu, Farhan Haq, aggiungendo che "siamo contro ogni razzismo e intolleranza". Intanto è stata negata la libertà su cauzione a James Alex Fields, il 20enne che sabato a Charlottesville si è lanciato con la sua auto contro il corteo antirazzista che si opponeva alla marcia dei suprematisti bianchi, uccidendo la 32enne Heather Heyer e ferendo altre 19 persone. 

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