Mercoledì 17 Maggio 2017 - 23:00

Troppa Juve per la Lazio: terza Coppa Italia di fila, i bianconeri riscrivono la storia

Sconfitta la Lazio 2-0. All'Olimpico decisivi i gol di Dani Alves e Bonucci

Troppa Juve per la Lazio: i bianconeri alzano la terza Coppa italia consecutiva

La 'Road to Cardiff' della Juve inizia con il piede giusto. In attesa di chiudere la formalità tricolore i bianconeri continuano a mantenere vivo il sogno 'triplete' mettendo nella stanza dei trofei la dodicesima Coppa Italia della loro storia. La squadra di Allegri colleziona un altro record. E' la prima nella storia a vincere la 'Coppa del Presidente' per tre anni consecutivi. Per mettere ko la Lazio basta una sfuriata ad inizio primo tempo. Dani Alves e Bonucci timbrano il cartellino e per i biancocelesti, volenterosi ma oggettivamente più deboli, è notte fonda. La Lazio può prendersela con la sorte per il palo colpito da Keita quando il punteggio era ancora fermo sullo 0-0 ma difficilmente sarebbe cambiato qualcosa. L'unica somiglianza fra questa Juve e quella vista contro la Roma è solo il terreno di gioco sul quale si è giocata la sfida. Per il resto è una squadra alla quale ormai l'Italia va stretta e può sognare a pieno diritto di prendersi l'Europa.

Nessuna sorpresa nei due undici di partenza. Allegri parte con Neto in porta alle spalle della Bbc (Barzagli-Bonucci-Chiellini) a centrocampo Rincon vince il ballottaggio con Lemina per il posto al fianco di Marchisio. Davanti Dani Alves, Dybala, Mandzukic alle spalle di Higuain. Inzaghi dal canto suo recupera in extremis Parolo mentre in difesa Wallace vince il ballottaggio con Hoedt e davanti il caldissimo Keita quello con Felipe Anderson. Le due squadre saltano i convenevoli e la gara entra subito nel vivo. Il primo tentativo, velleitario, è di Chiellini. Decisamente più pericoloso il fendente scagliato al 6' da Keita. Il furetto biancoceleste si libera di Barzagli e Bonucci ma la sua conclusione si schianta in pieno sul palo. Un piccolo grande spavento che scuote la Juve. I bianconeri rispondono subito e sono letali. E' il minuto 12 quando Alex Sandro scende sulla fascia e pennella un cross sul quale Dani Alves ci mette il piattone al volo fulminando Strakosha. La Lazio è ferita e la Juve sente l'odore del sangue. E' un assolo dei campioni d'Italia. Al 14' il portiere biancoceleste salva su un Dybala lasciato colpevolmente solo. Pochi minuti Strakosha è ancora decisivo respingendo il tocco a botta sicura da pochi passi di Higuain dopo carambola furibonda in area. Nel frattempo Parolo alza bandiera bianca ed Inzaghi è costretto ad inserire Radu. E' il preludio al raddoppio juventino che arriva puntuale al 25' su corner calciato da Dybala e trasformato in oro da Bonucci in mezzo alle belle statuine della difesa laziale. La Juve domina mentre la Lazio cerca un episodio per poter riaprire la contesa. Potrebbe essere il pregevole colpo di testa in tuffo alla mezz'ora di Immobile ma la sfera si spegne a lato. Niente da fare pure per la zuccata di Milinkovic-Savic nel recupero del primo parziale che termina docilmente fra le braccia di Neto.

Salvata dal gong dell'intervallo la Lazio torna in campo decisa a vendere cara la pelle. Inzaghi getta praticamente subito nella mischia Felipe Anderson mentre Immobile fa gridare al gol su colpo di testa ravvicinato ben respinto d'istinto da Neto sulla linea di porta. I biancocelesti provano a fare possesso palla. La Juve stringe le maglie della sua difesa di ferro è soffre il giusto, ovvero quasi niente. Nell'altra metacampo Higuain al 25' tenta di mettersi in proprio, Il tiro è a botta sicura, Biglia si immola ed evita il tracollo. Ispirato dal 'Pipita' prova a farsi vedere pure il rivale Immobile. Una conclusione potente ma potente che Neto blocca in due tempi. Il centravanti di casa ha una seconda ghiotta occasione con un possibile tap-in di testa da distanza ravvicinata. Alto sopra la traversa. Prima della fine c'è ancora tempo per un super salvataggio di piede da parte di Strakosha su Higuain. Poi è solo festa bianconera. Il primo Gran premio della montagna è stato superato, mancano ancora la seconda collina e, soprattutto, quell'insidiosa 'Cima Coppi' chiamata Real Madrid.
 

Scritto da 
  • Andrea Capello
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