Venerdì 15 Aprile 2016 - 07:15

Trivelle, Renzi: Referendum bufala. Galletti: Voterò 'no'

Il premier cita Napolitano che sostiene la legittimità del non voto. Speranza: "E' inaccettabile"

Matteo Renzi, Gian Luca Galletti, Debora Serracchiani

"Come ha magistralmente spiegato Giorgio Napolitano in una intervista a Repubblica, infatti, se un referendum prevede il quorum la posizione di chi si astiene è costituzionalmente legittima al pari delle altre". A due giorni dal fatidico voto nel referendum 'anti-trivelle', il premier Matteo Renzi ribadisce con forza la sua posizione nella sua enews. "Nel caso di un referendum con quorum sostenere le ragioni di chi non vuole andare a votare ha la stessa identica dignita' di chi dice si' o no - prosegue - Sulle energie rinnovabili l'Italia va forte, meglio di UK, Francia e Germania. Ma le rinnovabili da sole non bastano, per il momento. Se chiudiamo le nostre piattaforme dovremo comprare piu' gas e petrolio dagli arabi o dai russi, sprecando le risorse gia' esistenti. A me sembra piu' saggio finire di estrarre cio' che gia' c'e', senza licenziare i lavoratori del settore e senza sprecare l'energia che abbiamo".

SCHEDA Trivelle, tutto ciò che c'è da sapere sul referendum

GALLETTI: REFERENDUM STRUMENTALE, VOTERO' NO. "Referendum di questo genere, strumentali e del tutto residuali, contribuiscono ad allontanare i cittadini dalla partecipazione. In questo caso, però, il quesito non è difficile: è inutile. Le modifiche legislative hanno già accolto le richieste delle Regioni e degli ambientalisti". Questo il pensiero del ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti, che, in un'intervista a 'Repubblica', annuncia il suo voto contrario al referendum di domenica perché "vogliono trasformarlo in un referendum sull'opportunità di estrarre il petrolio, ma non è così. Anzi, come Paese dobbiamo continuare a investire in modo importante sulle rinnovabili".

"Andrò alle urne e voterò no  - spiega Galletti -  sono il ministro dell'Ambiente e ho il dovere di esprimere la mia posizione", ma "nel momento in cui la Costituzione prevede un quorum - sottolinea - significa che si ipotizza che un referendum poco attrattivo possa non passare per irrilevanza". Lasciare che le piattaforme possano estrarre fino a esaurimento del giacimento non è un regalo ai petrolieri? "Nessun regalo - risponde Galletti - Il governo è libero di ricontrattare le royalties in qualsiasi momento".

NAPOLITANO PER ASTENSIONE. Non è una voce fuori dal coro, ma è sicuramente una voce autorevole, che nella già calda polemica politica di cui è stato investito il referendum sulle trivelle, ha un peso non da poco. "L'astensione è un modo di esprimere la convinzione dell'inconsistenza e della pretestuosità di questa iniziativa referendaria": a dirlo è il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una intervista di ieri a Repubblica, e il dibattito si fa incandescente. Secondo il senatore a vita infatti "non si possono dare significati simbolici a un referendum. Ci si pronuncia su quesiti specifici che dovrebbero essere ben fondati" e quello del prossimo 17 aprile, secondo Napolitano non lo è. E non è tutto. La Costituzione, dice Napolitano, "se prevede che la non partecipazione della maggioranza degli aventi diritto è causa di nullità, non andare a votare è un modo di esprimersi sull'inconsistenza dell'iniziativa referendaria".

BUFALA PER RENZI. "Ripeto fino alla noia, scusandomi con chi ha già sentito queste considerazioni, sulla bufala trivelle. Non c'è nessun referendum sulle trivelle. Non c'è una sola trivella in discussione: solo la scelta se continuare a estrarre carbone e gas fino all'esaurimento del giacimento senza sprecare ciò che già stiamo utilizzando oppure fermarsi a metà alla scadenza della concessione", ha proseguito il premier.

SPERANZA: E' INACCETTABILE. "È  inaccettabile che su #referendum17aprile il Premier faccia capo del partito dell'astensione. Pd non significa partecipazione dal basso?", ha scritto invece su twitter Roberto Speranza deputato della minoranza del Partito 

CIVATI: ANDIAMO A VOTARE. "Visto che il Presidente emerito Giorgio Napolitano ha fatto sapere di essere a Londra il giorno del referendum e di non sapere se sarà in tempo a Roma per il voto, noi abbiamo deciso che andremo a votare molto presto, anche per lui. D'Altra parte il Presidente nel 2011, in occasione dei referendum sul nucleare e sull'acqua pubblica,  dichiarava: "Io sono un elettore che fa sempre il suo dovere, andrò a votare". E noi, seguendo il suo esempio, siamo elettori che fanno sempre il loro dovere". Questa la posizione del deputato di Possibile Pippo Civati.

DA SI A M5 CONTRO NAPOLITANO. Immediata la controffensiva di chi invece sta facendo dell'invito a votare una vera e propria battaglia. Alfredo D'Attorre di Sinistra italiana giudica le dichiarazioni di Napolitano "improvvidi inviti all'astensionismo" soprattutto perché "dopo che autorevoli personalità istituzionali nei giorni scorsi hanno sottolineato l'importanza della partecipazione al voto e il valore dell'articolo 48 della Costituzione". Anche i 5Stelle dopo i funerali di Gianroberto Casaleggio prendono la palla al balzo: "Napolitano che invita all'astensione è una ragione in più per andare a votare. #referendum17aprile #iovotosì #Trivellopoli", scrive su twitter Alessandro Di Battista e il collega del direttorio pentastellato, Luigi di Maio su Facebook attacca: "L'ex presidente della Repubblica Napolitano ha invitato ad astenersi. Questo dimostra che ci avevamo visto giusto sul suo conto: i veri uomini delle istituzioni invitato alla partecipazione. Sempre!".

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