Domenica 17 Aprile 2016 - 07:15

Trivelle, quorum non raggiunto: 32%. Renzi: Su i calici

Si è votato dalle 7 alle 23 in 8mila comuni italiani. Comitato per il sì denuncia problemi in varie città

Palazzo Chigi, Matteo Renzi in conferenza dopo il risultato del referendum sulle trivellazioni

Niente quorum per il referendum sulle trivellazioni in mare: l'affluenza ha di poco superato il 32%, secondo i dati del Viminale. All'estero ha partecipato il 19,81% degli aventi diritto. "C'è stato un risultato netto chiaro superiore alle aspettative e alle previsioni di tutti i commentatori e opinionisti", ha detto il premier Matteo Renzi nel corso di un breve punto stampa per commentare i risultati del referendum. "Levo simbolicamente i calici con loro, con le 11mila persone che avrebbero rischiato il posto di lavoro, per i quali abbiamo lavorato e proposto l'astensione ai cittadini", ha aggiunto. Poi ha attaccato:  "E' stato inutile buttare via 300 milioni di euro per questo referendum, quando la prima cosa che viene chiesta alle Regioni è di abbattere le code per la sanità. Con quella cifra avremmo potuto acquistare 350 nuove carrozze per il trasporto pendolare". E ha concluso:  "Voglio lanciare un appello ai cittadini. Comunque abbiate votato, mettiamo la parola fine alle polemiche. Nei prossimi due anni c'è molto da fare. Poi, quando ci saranno le elezioni politiche, ciascuno voterà per chi crede. Ma fino ad allora rimbocchiamoci le maniche". 

 

ALLE 12 E ALLE 19.  Alle 12 su 8mila Comuni aveva votato l'8,35 per cento degli aventi diritto: molto al di sotto del quorum del 50 per cento più uno, soprattutto se si considera che si vota nella sola giornata di domenica. Alle 19 l'affluenza era salita al 23,48%.
 

IL COMITATO PER IL NON VOTO: HA VINTO ITALIA POSITIVA. "Credo che si debba anzitutto esprimere rispetto per tutti i cittadini italiani coinvolti in una prova democratica: rispetto per chi ha votato sì, per chi ha votato no, per chi ha scelto di non votare". Lo scrive in una nota Piercamillo Falasca, tra i promotori del Comitato Ottimisti e Razionali per il Non voto."Nel merito del quesito referendario e dei significati di cui era stato impropriamente caricato - continua Falasca - siamo soddisfatti: anche grazie agli argomenti e ai dati che abbiamo diffuso in queste settimane, si è capito come non esista alcuna contrapposizione tra energie rinnovabili e produzione italiana di gas naturale. Anzi, c'è sinergia. Ha vinto l'Italia che guarda positivamente al futuro".

IL COMITATO DEL SI: OSTACOLI IN TUTTA ITALIA.  Si sono moltiplicati oggi gli ostacoli per gli elettori che volevano esprimere la loro preferenza al referendum sulle trivelle. E' la denuncia del Comitato per il sì, che parla di problemi a Roma, Foggia, Napoli, Cagliari e Bologna. Nel quartiere Prati di Roma, in tre seggi, 1719, 1720, 1721 "l'urna - dicono gli attivisti - è stata consegnata dopo le ore 8 a più di un'ora dall'apertura dei seggi. La stessa cosa è accaduta presso la Scuola Cairoli per i seggi 1765, 1766, 1767". Alla Magliana, alcuni cittadini hanno denunciato, riporta il Comitato, di aver trovato sbarrato il seggio dove erano soliti votare, come nel caso di Via della Magliana 296, senza aver avuto preventiva informazione dell'accorpamento del seggio da parte del Municipio di competenza. "Solo dopo ore - spiegano gli attivisti - hanno saputo che il seggio è stato abolito nel 2013 e non era stata data comunicazione ai cittadini". A Valle Aurelia, il seggio 1762 di Via Stampini è stato eliminato e decine di votanti non sono stati avvisati, quindi sono stati costretti a recarsi in plessi molto distanti e persone anziane hanno rinunciato a votare. A Ostia circa 150 cittadini non figuravano nelle liste dei seggi a cui erano soliti votare. Code poi a Foggia e a Napoli, dove diversi cittadini non hanno ricevuto il duplicato della tessera elettorale nonostante fosse stata richiesta da settimane. A Roma e Bologna, poi, a studenti rappresentati di lista è stato impedito di votare perchè le deleghe non sono state trasmesse dal Comune di Roma. Problemi anche a Cagliari, nel quartiere di Sant'Elia, i seggi della scuola primaria Nanni Loy di Via Schiavazzi sono stati trasferti "a causa della inagibilità assoluta dei locali", scrive il Comune sul suo sito, spiegando che "al fine di esprimere il proprio voto, i cittadini dovranno recarsi presso i seggi di sezione istituiti presso la scuola primaria di Via Zeffiro". Che però, sottolineando gli attivisti, si trova "in un quartiere adiacente e i mezzi di domenica sono meno frequenti".
 

Loading the player...

 

LA POLITICA.  Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha commentato a caldo, quando uscivano i primi dati dalle urne chiuse: "C'è stato un risultato netto chiaro superiore alle aspettative e alle previsioni di tutti i commentatori e opinionisti". "Tutti a votare, per l'Italia e per la democrazia #battiquorum" ha scritto invece su Twitter il leader del M5S Beppe Grillo in merito al referendum sulle trivellazioni in mare su cui la maggioranza Pd ha invitato ad astenersi. "Rispetto ogni posizione, ma sono affezionato all'idea di esprimere un voto quando, da cittadini, siamo chiamati a farlo". Così il presidente del Senato Pietro Grasso dopo essersi recato alle urne per votare al referendum sulle trivellazioni in mare. a partecipazione è un valore. Questa mattina ho votato per il #referendum sulle #trivelle". Così su Twitter la presidente della Camera Laura Boldrini.

 

IL REFERENDUM Gli italiani erano chiamati ad esprimersi fino alle 23 con il voto referendario sul tema delle trivellazioni in mare per la ricerca e l'estrazione di gas e petrolio. Il referendum è abrogativo, cioè si propone di cancellare l'articolo del codice dell'ambiente che permette le trivellazioni fino a quando il giacimento è in vita. A proporlo sono stati nove consigli regionali - Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto - preoccupati per l'impatto ambientale e sul turismo delle attività estrattive in corso entro le 12 miglia dalle coste italiane.

COME VOTARE. Perché sia valido, il referendum dovrà raggiungere il quorum, ovvero la partecipazione del cinquanta per cento più uno degli aventi diritto. Si vota oggi dalle 7 alle 23: una data decretata dal consiglio dei ministri che ha suscitato polemiche tra i sostenitori del 'sì' per il mancato accorpamento del referendum alla tornata amministrativa di fine primavera. Per partecipare i cittadini italiani che hanno compiuto il 18esimo anno di età devono recarsi nel proprio seggio di appartenenza con tessera elettorale e documento di identità. Per la prima volta può partecipare anche chi risiede temporaneamente all'estero, con una consultazione per corrispondenza organizzata dagli uffici consolari.
 

 IL QUESITO. Le Regioni avevano promosso sei quesiti, ma solo uno è stato ammesso dalla Cassazione, visto che gli altri erano stati superati dalle modifiche alla legge di stabilità. Questo il testo del quesito: "Volete voi che sia abrogato l'art. 6, comma 17, terzo  periodo, del decreto legislativo 3 aprile  2006,  n. 152,  'Norme  in  materia ambientale', come sostituito dal comma 239 dell'art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 'Disposizioni per la  formazione  del  bilancio annuale e  pluriennale  dello  Stato  (legge  di  stabilità 2016)', limitatamente alle seguenti parole: 'per la durata di vita utile  del giacimento,  nel  rispetto  degli  standard  di  sicurezza  e  di salvaguardia ambientale'?". Il referendum riguarda solo le attività già in corso entro le 12 miglia marine dalla costa, non quelle  sulla terraferma. Nuove attività entro la stessa distanza sono già state vietate dal codice dell'ambiente. Votando sì, si esprime la volontà di abrogare l'attuale norma; votando no si manifesta la volontà di mantenere la normativa esistente.

LE CONCESSIONI INTERESSATE. A oggi, nel nostro mare entro le 12 miglia sono presenti 35 concessioni di coltivazione di idrocarburi, di cui 3 inattive, una è in sospeso fino alla fine del 2016 (al largo delle coste abruzzesi), 5 non produttive nel 2015.
Le restanti 26 concessioni, per un totale di 79 piattaforme e 463 pozzi, sono distribuite tra mar Adriatico, mar Ionio e canale di Sicilia. Di queste, 9 concessioni (per 38 piattaforme) sono scadute o in scadenza ma con proroga già richiesta; le altre 17 concessioni (per 41 piattaforme) scadranno tra il 2017 e il 2027 e in caso di vittoria del Sì arriveranno comunque a naturale scadenza. Il referendum avrebbe conseguenze già entro il 2018 per 21 concessioni in totale sulle 31 attive: 7 sono in Sicilia, 5 in Calabria, 3 in Puglia, 2 in Basilicata e in Emilia-Romagna, una in Veneto e nelle Marche. Il quesito referendario riguarda anche 9 permessi di ricerca, quattro nell'alto Adriatico, 2 nell'Adriatico centrale davanti alle coste abruzzesi, uno nel mare di Sicilia, tra Pachino e Pozzallo, uno al largo di Pantelleria.
 

COSA SUCCEDE SE VINCE IL SI'. Con il sì le società petrolifere dovranno mettere fine alle loro attività di ricerca ed estrazione secondo la scadenza fissata dalle loro concessioni, e quindi secondo la data stabilità al momento del rilascio dell'autorizzazione alle compagnie, al di là delle condizioni del giacimento. Lo stop, quindi, non sarebbe immediato, ma arriverebbe solo alla scadenza dei contratti già attivi.

SE VINCE IL NO. Con il 'no' o il mancato raggiungimento del quorum, le attività di ricerca ed estrazione non avrebbero una data di scadenza certa, ma potrebbero proseguire fino all'esaurimento dei giacimenti interessati. Le concessioni attualmente in essere avevano una durata di trent'anni con la possibilità di due successive proroghe, di dieci e di cinque anni. Con una modifica apportata al testo in materia dall'ultima legge di stabilità potrebbero però rimanere 'per la durata di vita utile del giacimento'. Con il no dunque questa possibilità rimarrebbe, ovviamente nel rispetto delle valutazioni di impatto ambientale che andranno in ogni caso fatte in caso di richiesta di rinnovo.

Scritto da 
  • redazione web
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Senato - ddl sul biotestamento

Elezioni, Camere sciolte prima di Capodanno. 4 marzo possibile election day

Prende quota la scelta di un unico giorno di voto per Politiche e Regionali

Senato - ddl su biotestamento

Biotestamento, giovedì ok finale e sarà legge. Ecco cosa prevede

Ha retto l'asse Pd-M5S: i diversi voti a scrutinio segreto che avrebbero potuto modificare la legge sono stati respinti con una maggioranza tra i 144 agli oltre 160 consensi

Presentazione libro di Bruno Vespa "Soli al Comando"

Berlusconi: "Se non c'è maggioranza avanti con Gentiloni, poi voto". E Salvini sospende ogni incontro col Cav

L'ira del leader della Lega: "Voglio spiegazioni sul voto contrario di Fi all'iter veloce per la legge Molteni"

Senato - ddl su biotestamento

Legge sul Biotestamento, il Senato approva i primi articoli

Superati senza ostacoli anche i voti segreti. Il testo completo dei primi due articoli