Martedì 12 Gennaio 2016 - 11:00

Tornatore: La tecnologia ha trasformato anche l'amore

Il regista racconta genesi e contenuti del suo nuovo film 'La corrispondenza', che uscirà il 14 gennaio al cinema

Giuseppe Tornatore

'La corrispondenza', che uscirà il 14 gennaio al cinema, è un film che "avevo in mente da almeno 20 anni, ma all'epoca c'era il rischio che l'elemento fantascientifico cannibalizzasse il senso" della pellicola "e questa non era la mia intenzione". Lo racconta a LaPresse il regista Giuseppe Tornatore, che tra due giorni sarà nelle sale con il suo ultimo lavoro, interpretato da Jeremy Irons e Olga Kurylenko che sul grande schermo portano una storia di amore e distanza che nel tempo si mantiene forte grazie alla tecnologia e alla possibilità di rimanere in contatto con molti strumenti che, 20 anni fa, erano inimmaginabili.

"Poi la tecnologia - spiega Tornatore - ha cambiato le cose e mi sono accorto che quell'idea era assolutamente realistica e allora ho riconsiderato il film, l'ho riscritto e l'ho realizzato. Tutto quello che avviene nel film è possibile, non c'è più traccia di fantascienza o di invenzioni dovute alla fantasia di uno sceneggiatore". In questi 20 anni è cambiato anche l'amore? "Quello non cambia mai - dice il regista - ma la tecnologia è talmente entrata nella nostra vita che ha cambiato il modo di rapportarci con chi amiamo. Ha trasformato davvero tutto. L'amore, oggi, lo viviamo anche attraverso tutto questo. I ragazzi prima si conoscono attraverso le chat e dopo si incontrano, chissà quante delusioni...Una volta, invece, non era così: l'amore nasceva dal primo sguardo, dal corteggiamento. Oggi è tutto tecnologico, è digitale: ci sono le 'faccette', i messaggini, le battute, video, foto. E' un linguaggio, è un modo di cercare di conquistare l'altra persona completamente diverso da 20, 30 anni fa".

Tornatore racconta poi cosa spinge il protagonista del film - il professore di astrofisica, interpretato da Jeremy Irons - a voler continuare ostinatamente una relazione virtuale con la giovane studentessa (Olga Kurylenko) che per sei anni è stata la sua amante. Per lui, spiega il regista, "è tale il desiderio di voler essere accanto alla ragazza che ama che finisce per sottovalutare i rischi del piano che mette in piedi. Questo è un aspetto dell'amore: talvolta il voler esserci finisce per sfiorare anche l'eccessiva presenza, l'insopportabile, mentre l'assenza finisce per rivelare il valore vero di un sentimento amoroso. E' molto complesso, ma mi piaceva affrontare anche questo tema". 'La corrispondenza', confessa il regista, "è un film d'amore e un film sull'idea dell'amore. E' vero che la distanza può essere il detonatore decisivo o l'elemento rilevatore della profondità di un sentimento amoroso, ma dall'altro lato la distanza irrisolvibile finisce per idealizzare ciò che non si può vivere nella realtà e in questo caso l'amore diventa solo un'idea, qualcosa di irreale. Il film su muove su questa tessitura concettuale o, almeno, ci prova".

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  • redazione web
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