Venerdì, Gennaio 15, 2016 - 15:00

Torna la coalizione antitedesca, l'incubo della storia

Angela  Merkel : minuto di silenzio per le vittime dell'attentato a Istanbul

L'Europa è destinata a essere dominata dalla Germania? Il Paese guidato da Angela Merkel spaventa e torna la tentazione della coalizione antitedesca. La crescente instabilità globale, le spinte centrifughe in Europa e la sempre più frequenti fughe in avanti della cancelliera hanno rimesso il tema al centro del dibattito. Oggi è stata presentata a Roma l'edizione italiana di 'Europa secondo Berlino. Il paradosso della potenza tedesca' (Le Monnier), libro che ha fatto molto discutere.

 

"George Soros - spiega l'autore, Hans Kundnani, esperto di storia e politica tedesca - ha parlato di un 'impero tedesco' in Europa, suggerendo una continuità nella storia europea. Il mio libro è un tentativo di capire se la storia della Germania precedente alla seconda guerra mondiale, e anche alla prima, ci possa essere utile a capire dove siamo ora". Niente automatismi, però: "Come diceva Mark Twain, 'la storia non si ripete, fa solo rima'". Insomma le condizioni si ripetono in modo simile ma non identico.

 

La questione, spiega, è che "la potenza tedesca ha di per sé incoraggiato la nascita di coalizioni anti-tedesche nella storia. Era l'incubo di Bismarck. In qualche modo fu una profezia che si autoavvera". E questo è tra i fattori che portò alla prima guerra mondiale.

 

Il tema è affrontato anche da un altro libro di recente pubblicazione in Italia, 'I sonnambuli', dello storico inglese Christopher Clark. Un volume dalla scrittura brillante, che tratteggia una Germania preoccupata di stemperare le paure delle grandi potenze - Francia, Inghilterra, Russia - scatenate dalla guerra franco-prussiana del 1871, con la quale l'esercito teutonico aveva dato una prova di forza che aveva lasciato attoniti i francesi. Una politica prudente, con un Bismarck che decide di rinunciare a cercare di costruire un impero coloniale come quello degli altri grandi Paesi europei e per farlo è disponibile a sopportare pesanti critiche in patria; che sottoscrive un accordo di alleanza con Russia e Austria-Ungheria nel quale si impegna a difendere la prima in caso di aggressione della seconda e viceversa. Che si dedica a un delicato gioco di equilibri, per il quale viene aspramente criticato dall'opinione pubblica tedesca.

Difficile non intravedere qualche parallelo.

 

Oggi, spiega Kundnani, "è tornata la questione tedesca, anche se in chiave geo-economica più che geo-politica". E si riaffaccia l'idea di una coalizione antitedesca. Il che, in questo caso, però, spiega, non è un male. In Europa, sottolinea, bisogna tornare a spingere su crescita e occupazione e per farlo bisogna costringere la Germania in questa direzione prima che sia troppo tardi. "Io - sottolinea - non sto lanciando nessun appello per una coalizione antitedesca. Ma Italia e Francia dovrebbero guidare una coalizione anti-austerità. E dovrebbero farlo ora, con gli attuali leader di centro, favorevoli all'Europa, prima che lo facciano forze euroscettiche". Il che, è il suo ragionamento, sarebbe molto più pericoloso. Insomma è un bene se il premier italiano Matteo Renzi, che "è un politico smart", si lancia alla testa di una coalizione anti-austerità. Proprio questo infatti sembra aver fatto recentemente, soprattutto con l'ultimo Consiglio europeo, nel quale si è rivolto alla Merkel dicendo "Non potete raccontarci che state donando il sangue all'Europa, cara Angela", alludendo all'acquisto degli aeroporti greci da parte di aziende tedesche durante la crisi del debito. Il 29 gennaio Renzi sarà a Berlino dalla Merkel e sarà l'occasione per chiarirsi.

 

Ma in difesa dei tedeschi scende in campo l'ex premier Giuliano Amato, presente alla presentazione del libro. "La vera questione - dice - è: gli altri stanno interpretando certamente la Germania? Io - ricorda - sono stato ministro del Tesoro a fine anni '80 e negli anni '90.

Ciampi diceva che la Bundesbank era troppo forte e che era meglio essere un dodicesimo del board della Bce piuttosto che essere un singolo a discutere con la Bundesbank. Quando abbiamo creato l'euro, abbiamo dimenticato questa lezione. Quando si sono prese le decisioni sulla governance, dovevamo scegliere se dare più poteri all'Europa, oppure far entrare nella valuta comune pochi Paesi omogenei, in modo che fosse sufficiente un coordinamento. E' stata la Francia a insistere per questa seconda opzione, che comunque era largamente condivisa. Non possiamo prendercela con la Germania".

 

Gli fa eco l'ambasciatrice tedesca in Italia, Susanne Marianne Wasum-Rainer: "C'è un grosso equivoco - dice - su cosa è la Germania oggi. E' profondamente europea, ce l'ha scritto anche in Costituzione.

L'Europa forse ha bisogno di un leader ma la Germania sa che è totalmente esclusa una egemonia tedesca in Europa".

 

Di più: basta con l'immagine di una monoblocco tedesco schiacciante.

"La forza dell'economia tedesca - sottolinea l'ambasciatrice - non è il risultato di una brutale forza statale ma di milioni di decisioni individuali, di industrie private. La questione è creare le condizioni perché le imprese possano creare lavoro". "Austerità - attacca - è una parola che non esiste in tedesco. La lotta contro la austerità è fatta da Paesi molto indebitati che vogliono creare occupazione facendo altro debito. Noi soffriamo del fatto che Italia e Francia non siamo così forti come la Germania ha bisogno che siano. Abbiamo bisogno di risposte europee su terrorismo e immigrazione".

 

"La Germania è al centro dell'Europa - ribatte Kundnani - e non capisce le conseguenze delle proprie politiche sui vicini. Il suo surplus commerciale sulla Francia rappresenta un problema. Loro pensano che sia una simbolo di forza, e invitano i francesi a seguire il proprio modello. Ma la debolezza della Francia è una conseguenza proprio della forza tedesca. Faticano a rendersi conto di questo". Nel 2016 poco sembra essere cambiato nella discussione rispetto al 1880.

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Martedì, Settembre 6, 2016 - 12:00

Terrorismo, serve più laicismo e meno cristianesimo

Stamane ho incrociato sulla metropolitana un religioso islamico. Barba lunga, copricapo islamico, la taqiyah (che peraltro non appare molto diversa dalla kippah ebraica o dalla mitra del Papa). Ho avuto un attimo di esitazione a salire, poi mi sono imposto disciplina, per non arrendermi alla paura, e mi sono messo proprio accanto a lui (ammetto, anche con il retropensiero da giornalista che se fosse accaduto qualcosa sarei stato in prima fila).

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Giovedì, Febbraio 11, 2016 - 23:30

La vetta e l'abisso dell'umanità

Un abisso storico, una lacerazione della comunità umana. Questo è quello che è successo oggi. Da un lato l'annuncio della prima rilevazione delle onde gravitazionali di Einstein: la comunità scientifica ha afferrato un nuovo strumento fenomenale, in grado di vedere cose che prima era impossibile vedere, accadute tra due buchi neri a un miliardo e mezzo di anni luce di distanza. Che aprono un nuovo capitolo nella scienza, che promettono di dare nuove risposte alle domande sulle nostre origini e sul nostro futuro.

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Martedì, Febbraio 9, 2016 - 19:45

Grigio antracite: colore di una difficile giornata per la Merkel

Tailleur gessato grigio antracite, una giaccia dall'aria vagamente marziale con una doppia fila di bottoni, e un girocollo di pietre scure. Il viso segnato dalle occhiaie, qualche sorriso a stemperare l'aria preoccupata. Così è apparsa la cancelliera tedesca Angela Merkel oggi nel corso della conferenza stampa al termine del colloquio col premier Matteo Renzi a Berlino. Il pranzo di lavoro, che si è svolto al Bundeskanzleramtsgebäude, residenza ufficiale della cancelliera, è durato quasi due ore, il doppio di quanto preventivato.

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Venerdì, Febbraio 5, 2016 - 02:00

Renzi e l'Europa, buone idee pessimo tempismo

Non fu lo scudo spaziale del repubblicano Reagan a far scoppiare la terza guerra mondiale. Ci andò vicino invece il democratico e idealista Kennedy con la Baia dei porci. Non è stato l'uomo forte della destra Sarkozy - che pure da ministro dell'Interno definì "feccia" i protagonisti delle rivolte delle banlieues - a proclamare lo stato di emergenza e a lanciare una riforma della Costituzione in senso restrittivo per i diritti, lo ha fatto il socialista Hollande.

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Lunedì, Febbraio 1, 2016 - 20:45

Renzi contro Bruxelles: una sfida antica

La battaglia di Matteo Renzi per conquistare all'Italia un posto al tavolo dei grandi in Europa è più vecchia di quanto non sembri. Il dibattito sul fatto che al nostro Paese convenisse essere la prima delle piccole potenze o l'ultima delle grandi risale agli anni '70 dell'Ottocento, quasi all’unità nazionale. Da allora non sembra essere cambiato molto. E' un Paese del G7, è uno dei principali contributori alle missioni di pace dell'Onu, ma quando si tratta di prendere le decisioni che contano spesso è assente. Renzi vuole cambiare la situazione, vuole che l'Italia conti di più.

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