Mercoledì 11 Maggio 2016 - 18:15

Torino, musiche di Frankie hi-nrg guidano mostra a Palazzo Madama

Non è l'unico musicista italiano selezionato nel progetto Artune che avvicina il mondo dell'arte a quello musica

Torino, musiche di Frankie hi-nrg guidano mostra Impressionisti

Creare la prima audioguida emozionale al mondo. Questo il progetto del rapper, autore e compositore Frankie hi-nrg mc, che ha ideato Artune insieme a Materie Prime Circolari, ideando la prima audioguida emozionale al mondo realizzata in occasione della mostra 'Da Poussin agli Impressionisti. Tre secoli di pittura francese', attualmente a Palazzo Madama a Torino. Il progetto, attraverso i brani selezionati da 10 artisti italiani, avvicina il mondo dell'arte e della musica. Per ogni artista, 5 opere, 5 brani, un commento audio con cui l'artista introduce lo spettatore dell'opera all'ascolto delle proprie scelte musicali. Gli artisti coinvolti sono Elisa, Simone Cristicchi, Giuliano Sangiorgi, Paola Turci, Andrea Mirò, Neri Marcorè, Andy Fluon (Bluvertigo), Dario Vergassola, Claudio Coccoluto e lo stesso Frankie hi-nrg mc. Si tratta di una nuova forma di narrazione fruibile su Spotify, la popolare piattaforma di streaming musicale. LaPresse ha rivolto qualche domanda a Frankie hi-nrg mc, per capire al meglio questo progetto così innovativo.

Frankie, spiegaci in cosa consiste il tuo progetto Artune.

Artune è un progetto di promozione dell'arte attraverso la musica. Ha come ambizioso obiettivo quello di porsi come prima audioguida emozionale al mondo, che accompagna gli ascoltatori in percorsi emotivi attraverso l'arte. Consiste in musica selezionata da artisti della scena musicale italiana contemporanea ispirati dalla visione di quadri, col tentativo di tradurre le emozioni che si provano in un brano musicale già edito. Se osservo un'opera e sono immerso nell'ascolto di un'altra opera selezionata per fornirmi una chiave di suggestione e analisi, sono in un ambito di astrazione unico. Ogni artista ha scelto 5 quadri della mostra, e per ognuno ha selezionato una canzone su Spotify: l'unico vincolo chiesto agli artisti è stato quello di attingere al catalogo online di Spotify.

Tu da quale forme d'arte sei più affascinato? 
Non ne ho una in particolare. La pittura impressionista non mi piace perché non mi emoziona, mentre mi piacciono moltissimo i fiamminghi e la pittura del '500. Sono appassionato di archeologia, architettura e musica.

Come hai scelto gli artisti da far partecipare al progetto? 
Sulla base del tipo di affinità che potevo sentire con loro, anche per contrappasso, ma come caratteristica di base ho voluto persone sensibili.
Dario Vergassola è un uomo sensibile ed è un grande appassionato di arte contemporanea, come Andy dei Bluvertigo, che è un bravissimo pittore.

E' vero, a tuo parere, che i giovani sono disinteressati dall'arte? 
I giovani non sono apatici, ma bisognerebbe educarli alla curiosità: se non c'è curiosità, non c'è ricerca, si prende tutto come dato di fatto, emanato dall'alto, si diventa 'mendicanti della conoscenza', persone che stendono la mano e gli arriva qualcosa. Questo approccio è nauseante per la nostra cultura: Franceschini, il nostro ministro della Cultura, invita i musicisti a suonare gratis il giorno della festa della musica. Sempre Franceschini considera i musei come scatole piene di arte che devono fare reddito, e i pochissimi fondi stanziati per le istituzioni museali vengono stornati dal lato scientifico, elemento che fa sì che il museo esista. La cultura così muore definitivamente. La politica ha una grande responsabilità in questo.

Un artista ha il dovere di trattare temi sociali, cercando di aprire gli occhi alla collettività?

Sì, se ne ha la capacità e se evita la demagogia. Non deve spacciare per messaggio sociale la frase 'così non va, qui è tutto un magna magna': questo lo dicono solo i buffoni. I personaggi pubblici hanno la responsabilità di ciò che viene detto: dobbiamo avere la consapevolezza che potrebbe essere preso come indicazione per uno stile di vita o persino per oro colato. Se si dicono cagate, c'è il rischio che il pubblico imposti la sua vita su quelle, e non è il caso.

Scritto da 
  • Chiara Dalla Tomasina
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