Lunedì 30 Ottobre 2017 - 14:30

Torino, 8 anni e 6 mesi a due bulli: perseguitarono un ragazzo

Anche abusi sessuali e stalking fra le accuse. Avevano 16 anni. Teresa Manes: "Sentenza giusta"

Liceo Virgilio - Gli studenti entrano a scuola dopo il crollo del tetto

Abusato con un ombrello, costretto a ingoiare escrementi di cane e lumache vive, fino ad avere un rapporto sessuale con una prostituta mentre i due bulli guardavano. Oggi i due stalker sono stati condannati a 8 anni e 6 mesi di carcere per stalking, lesioni e abusi sessuali, per aver perseguitato e violentato un compagno di classe a Torino, costretto a subire sevizie pesantissime. 

I fatti risalgono al 2013, quando i due aguzzini avevano 16 anni.

Questa mattina il tribunale di Torino ha letto la sentenza di condanna, che in base a una prima lettura del dispositivo ha imposto anche l'interdizione dai pubblici uffici.

Il 17 maggio 2017 il Parlamento ha approvato la legge che introduce "disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo"

. Per l'avvocato della vittima,

Giovanna Musone, si tratta di una delle prime sentenze in Italia di questo tenore.

"Una condanna esemplare", l'ha definita Teresa Manes

presidente dell'Associazione italiana prevenzione bullismo

, e mamma di Andrea, l'adolescente di 15 anni che il 20 novembre del 2012 si tolse la vita a Roma. "Il ragazzo dai pantaloni rosa", così lo avevano chiamato i media. "E' un passo importante che impone ai due bulli di assumersi le proprie responsabilità e consente alla vittima, in questo caso, di sentirsi meno sola. Spesso si tende a favorire il recupero dell'aggressore mentre il giovane vessato resta sempre in secondo piano. Finalmente invece questo ragazzo di Torino ha avuto giustizia", continua Manes che sta scrivendo un libro rivolto ai giovani e per porre l'attenzione sulle condotte sempre più deviate degli adolescenti.

Nel caso del figlio di Teresa la procura ha chiesto l'archiviazione: nessun 

caso di omofobia o di bullismo aveva portato Andrea al suicidio. Teresa però continua la sua battaglia e aggiunge: "Non saranno questi 8 anni a dare serenità alla vittima di Torino, ma di sicuro questa è una sentenza che avrà delle ricadute positive sulla società".

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