Venerdì, Marzo 25, 2016 - 14:15

Tesoro brinda alle nozze Bpm-Banco, ma il rischio è che Mps resti zitella

Fabrizio Viola, ad Mps

Dal matrimonio tra Bpm e Banco Popolare, che si sono scambiate mercoledì l'anello di fidanzamento, nascerà la terza banca italiana, con 5,5 miliardi di capitalizzazione di Borsa, 4 milioni di clienti e 2.500 filiali. 

Il corteggiamento è stato lungo e macchinoso, non solo per le richieste della Bce, che hanno costretto il Banco a portare in dote alle nozze un aumento di capitale da 1 miliardo di euro, che non piaceva agli azionisti lato Verona. Anche lo spettro di una Bpm in fuga con un 'cavaliere bianco', l'investitore Andrea Bonomi, ha dato argomenti ai malpensanti per immaginare qualche 'non s'ha da fare' di manzoniana memoria dietro le quinte, tra i soci sponda Milano. 

Alla fine la decisione di celebrare le nozze tra le popolari in via di trasformazione in Spa è stata presa, benedetta dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan,  che era sceso in campo la settimana scorsa dicendosi "informato della determinazione del management". Insomma, per sottolineare che secondo via XX Settembre il matrimonio 's'ha da fare'. Anche perché, ancora orfana di fusioni, la riforma delle popolari rischiava un flop nella spinta all'aggregazione nel sistema bancario italiano.

"Le riforme funzionano, le popolari cambiano: più grandi, più forti, più trasparenti", ha festeggiato Padoan su Twitter per il dossier archiviato con successo. Ma è un altro il matrimonio che preoccupa di più il Tesoro, quello che rischia di non celebrare Monte dei Paschi, con un 'cavaliere bianco' dall'Italia o dall'estero. Infatti, più dell'amore può la convenienza. E la possibilità che Mps resti zitella, in un ambiente regolatorio europeo severo, appare sempre più probabile. Tutti i nomi circolati (Ubi, Intesa Sanpaolo, Santander tra gli altri) hanno smentito di avere una tresca con Rocca Salimbeni.

Sulla banca senese il governo rischia di rimanere con il cerino in mano. Se le cose resteranno così, il Tesoro potrebbe salire ancora in estate, suo malgrado, al 7% dall'attuale 4% come ultimo pagamento dei cosiddetti 'Monti bond', che sono serviti a salvare Mps dal crack. 

L'alternativa è vendere, a fronte di una pesante minusvalenza, lasciando ancor di più al suo destino un istituto  che deve ancora tornare in utile (quello del 2015 è stato solo dovuto a questioni contabili)  e con una una mole di crediti deteriorati di 24 miliardi di euro, il 22% del totale dei crediti alla clientela.

Nonostante l'amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola, si sia detto fiducioso di un ritorno effettivo dei conti in nero nel 2016, gli investori sembrano scettici su un futuro 'stand alone' della banca. In tre mesi il titolo di Mps è sceso da 1,25 euro a 0,56 euro. La banca è stata inoltre costretta a smentire come "destituite di ogni fondamento" le nuove voci di un aumento di capitale di 3 miliardi per sopravvivere, rilanciate oggi da 'Il Fatto Quotidiano'. Se il matrimonio tra Bpm e Banco è stato certamente accolto con gioia dal Tesoro, per la festa vera Padoan spera che si faccia avanti un pretendente per Mps. Fino a qualche anno fa era Rocca Salimbeni ad essere la terza banca italiana. Ora il Monte ha una capitalizzazione di 1,6-1,7 miliardi.
 

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Giovedì, Febbraio 25, 2016 - 19:15

Eurozona, c'è 'superministro' e 'superministro'

Come tutti i supereroi, anche la forza e l'efficacia di un 'superministro' del Tesoro dell'eurozona dipendono dai suoi superpoteri. E questi, per ora, non sono affatto chiari. Per agire sui conti pubblici dei singoli Stati, ad esempio, avrà a disposizione gli artigli del rigore o la destrezza della flessibilità

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Martedì, Febbraio 9, 2016 - 16:15

Se anche l'Accademia della Crusca se la prende col 'bail in'

Se il famigerato 'bail in', il nuovo meccanismo Ue di salvataggio delle banche, venisse tradotto nell'espressione italiana 'salvataggio interno', aiuterebbe meglio i risparmiatori a capire?  Secondo l'Accademia della Crusca sì. Gli esperti della lingua italiana hanno emesso una nota in cui spiegano che se non si usasse l'espressione "peraltro derivata dallo slang" si capirebbe meglio che con le nuove norme è possibile anche l'uso forzoso di soldi di obbligazionisti e depositanti.

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Venerdì, Febbraio 5, 2016 - 17:00

"Una macchina da risultati"

Se 2,4 miliardi di dividendo cash vi sembra tanto, sappiate che, dopo averli distribuiti per i risultati 2015, Intesa Sanpaolo punta a versare almeno altri 3 miliardi in contanti nelle tasche dei soci dopo l'esercizio 2016. 

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Lunedì, Febbraio 1, 2016 - 10:00

"Spread andrà sotto 100, ma in Btp si può investire"

Torino, 22 gen. (LaPresse) - Lo spread tra titoli italiani e tedeschi a dieci anni può scendere ancora di "10/20 punti base" dall'attuale livello di poco oltre i 100 punti, ma i Btp a medio e lungo termine, in particolare dal quinquennale in poi, restano un investimento conveniente per le famiglie, considerando che l'inflazione vicina allo zero ne preserva la redditività.

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Venerdì, Gennaio 29, 2016 - 11:45

Un'aspirina per le banche

Se i 200 miliardi di euro di sofferenze lorde delle banche italiane fossero una metastasi, si potrebbe dire la 'bad bank leggera' è l'aspirina con cui si sta cercando di curarla. E' vero che i crediti in sofferenza, ovvero i prestiti difficilmente recuperabili, sono già stati svalutati del 60% nei bilanci delle banche italiane. Ma è anche vero che, se il valore reale si aggirasse intorno al 20% del valore nominale, gli istituti di credito italiani dovrebbero fare i conti con un buco di circa 40 miliardi di euro.

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