Venerdì 09 Febbraio 2018 - 19:00

Terremoto, Pirozzi si difende attaccando: "Non riusciranno a distruggermi"

Il sindaco di Amatrice è indagato per omicidio e lesioni colpose in relazione al crollo di una palazzina di piazza Sagnotti, in cui morirono sette persone, durante la prima scossa di terremoto del 24 agosto 2016

Roma, Sergio Pirozzi in conferenza stampa

"È chiaro e lampante che qualcuno vuole distruggere un uomo ma non ci riusciranno". Sergio Pirozzi non ci sta a finire sul patibolo ed attacca a testa bassa. Il sindaco di Amatrice è indagato per omicidio e lesioni colpose in relazione al crollo di una palazzina di piazza Sagnotti, in cui morirono sette persone, durante la prima scossa di terremoto del 24 agosto 2016. Una notizia che squassa la corsa a presidente della Regione dell' 'uomo dello scarpone'.

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Senza entrare nei dettagli giuridici della vicenda, Pirozzi affronta l'argomento dal punto di vista prettamente politico. Poche parole ma chiare e dette con voce stentorea, quasi declamate, senza nascondere quel mix di rabbia ed emozione che inevitabilmente lo attraversa in questo momento difficile. "Nessuno è fesso. Le persone sanno capire, sanno interpretare. Questo è un paese che cerca di trovare sempre capri espiatori. Qui vogliono abbattere un simbolo ma i simboli, finché hanno il sostegno della gente, non saranno mai abbattuti", dice. Pirozzi si attribuisce due colpe. Quella di aver "causato il più grande terremoto da quello del 1915 di Avezzano come certificato dall'Ingv" e quella di "aver assistito alla devastazione di una comunità e tanti amici". Il sindaco di Amatrice si dice anche "stupito" per il tempismo con cui gli è arrivata la notifica di avviso indagini "che non significa colpevolezza" da parte di "un magistrato che va in pensione il 1 marzo". Al primo cittadino amatriciano è arrivata la solidarietà bipartisan di tanti colleghi. "Ringrazio i tanti sindaci che mi hanno espresso solidarietà e dico loro di spiegare ai propri figli i rischi che si corrono a svolgere la propria attività per gli altri. Oggi i primi cittadini sono sotto attacco, sta succedendo da tanto, troppo tempo", dichiara.

Anche Nicola Zingaretti e Stefano Parisi, suoi avversari nella corsa alla Pisana, si dicono solidali con Pirozzi che ringrazia tutti "per i vari attestati di stima e solidarietà" ma con un piccolo distinguo. "Chi non ha mai fatto il sindaco non può capire e magari lo fa perché lo deve fare", argomenta citando "i colleghi dei piccoli paesi che sanno cosa vuol dire fare il sindaco per 660 euro al mese". Intanto i sostenitori si mobilitano sui social network e serrano le fila parlando di un paese dove "si fa campagna elettorale anche sui morti" e di "puzza nauseabonda di esseri che decidono che in un modo o nell'altro devi cadere". Pirozzi, rispondendo ad un attestato di stima, li tranquillizza tutti: "Sono uomo di montagna, il fango non mi spaventa. Vado avanti a testa alta".

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Scritto da 
  • Andrea Capello
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