Giovedì 03 Novembre 2016 - 07:15

Terremoto, nuova scossa di magnitudo 4.8 nel maceratese

Domani il Cdm approverà il nuovo decreto sul sisma, il premier: Impensabile che scuole crollino per stabilità Ue

Terremoto, nuova scossa da 4.8 nel Maceratese. Mattarella agli sfollati: Siamo con voi

Il centro Italia è stato nuovamente colpito da una forte scossa di terremoto  questa notte, intorno all'1.35. Secondo quanto riportato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'epicentro della scossa, di magnitudo 4,8, è la provincia marchigiana di Macerata, nello specifico a cavallo dei centri di Pieve Torina, Pievebovigliana e Fiordimonte. Un episodio sismico percepito nelle intere Marche e diffusamente nel centro Italia. 

RENZI: FAREMO QUANTO NECESSARIO.  "È impensabile che in nome della stabilità europea crollino le scuole" ha detto il premier Matteo Renzi nel corso dell'incontro con studenti e dottorandi del Politecnico sul progetto Casa Italia e sulla ricostruzione post terremoto."Tutto quello che serve in termini di soldi, lo mettiamo" ha specificato Renzi. La scommessa per i prossimi 30 anni è quella di creare un sistema in cui mettiamo al centro la prevenzione - ha spiegato -. Giovanni Azzone (project manager di Casa Italia) e Renzo Piano si sono resi disponibili a fare un grande piano  che sarà portato a Palazzo Chigi. L'idea è avere un dipartimento che si occupi della prevenzione. Siamo bravi, i numeri uno nell'emergenza, siamo bravi, a volte non i numeri uno, nella ricostruzione. Ora vogliamo essere bravi nella prevenzione. Ci vorranno anni", ha concluso.

"OGGI SEDE UE E' NORCIA". Oggi l'Unione Europea ha sede a Norcia, nella chiesa di san Benedetto, anche perché l'Europa va ricostruita, ma questa è una questione politica, ma perché i borghi sono l'anima  del nostro territorio" ha specificato Renzi.
 

SINDACO PIEVE TORINA: GENTE MI CHIAMA E PIANGE.  "I cittadini mi chiamano e piangono, non sanno qual è il futuro. Vedo sguardi persi, gente in lacrime, gente che mi chiede 'cosa facciamo?'". Lo ha raccontato il sindaco di Pieve Torina (Macerata), Alessandro Gentilucci, ai microfoni di Rainews24. "La condizione peggiore - ha aggiunto - è quella di artigiani e commercianti che non hanno ammortizzatori sociali. E poi ci sono gli anziani che vengono e mi dicono 'io sono di un'altra epoca, voglio morire a Pieve Torina'. Come faccio a portarli via? Questa è la condizione drammatica del paese".

NUOVO DECRETO. Venerdì, intanto il Consiglio dei ministri approverà il nuovo decreto Terremoto "che snellirà ulteriormente i tempi, le procedure, la burocrazia. I soldi ci sono, la volontà anche". Matteo Renzi continua a rassicurare le popolazioni colpite dal sisma. Non sarà una sfida "facile", né "breve". Ci vorranno tempo e fatica, scrive nella sua e-news - "ma l'Italia è più forte". A chi ha perso tutto e trascorre la notte sulla brandina di un palazzetto dello sport o in un albergo lontano da casa arrivano anche le rassicurazioni di Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato rientra in anticipo dalla missione in Israele e vola sulle zone colpite, facendo tappa a Camerino, Norcia e Magione sul lago Trasimeno. "Ricostruiremo tutto come prima. Prometto impegno e lavoro fino alla fine", assicura. Gli sfollati lo aspettano con ansia, vogliono sentirlo vicino. "Tenga uniti noi e l'Italia", è la richiesta. Mattarella stringe mani, sigla patti, incoraggia chi è più sconfortato, ringrazia militari e volontari della Protezione civile. Nella sala mensa dell'albergo di Magione sul Trasimeno, quando il presidente arriva tutto è pronto per la cena e sulla tavola apparecchiata spiccano i tovaglioli rossi, bianchi e verdi. "Mi raccomando, non mollate. Voi siete il futuro dell'Italia", dice ai bambini, che per tutta risposta intonano l'inno di Mameli.

Dell'importanza di farsi "compagni di strada, mettersi a fianco, far sentire" ai terremotati "l'affetto degli italiani" è convinto anche Renzi. Prima le persone, ripete, poi la ricostruzione. Fare in fretta (oggi il premier incontrerà al Politecnico di Milano Giovanni Azzone, responsabile del progetto Casa Italia), ma fare bene: questo il ragionamento del premier. Quindi ok alla semplificazione delle procedure, ma i controlli restano: a monitorare le gare - sottolinea - sarà la coppia d'eccezione Cantone-Tronca.

Nei prossimi giorni, poi, Renzi riferirà sul terremoto in Parlamento, accogliendo le richieste arrivate da Fi, Sel e M5S. "Piena disponibilità a collaborare" per compiere tutte le azioni utili per sostenere le popolazioni colpite - ribadiscono le opposizioni - ma, "alla prova dei fatti", è l'accusa, "fino ad ora" il premier "si è mosso senza informare o interpellare le altre forze politiche". Il problema risorse, ribadisce, non esiste. La ricostruzione si spalmerà nei prossimi anni e le voci di spesa sono già previste nel piano pluriennale della legge di bilancio: "Sul 2017 c'è uno spazio di 3 mld, che diventano 5-6 nel 2018", fa i conti il capo del Governo. No a nuovo deficit, almeno per ora, quindi. "Al momento non c'è la necessità, perché ci sono spazi di azione". Se poi ci sarà bisogno di "avere più risorse ricorrendo a ulteriori spazi di deficit metteremo i denari necessari", la sottolineatura. Impossibile, secondo gli addetti ai lavori, avere già ora una cifra esatta delle risorse necessarie anche se, secondo le prime stime del Mef, le pubbliche amministrazioni centrali e locali spenderanno circa sei miliardi nel 2017 per la messa in sicurezza e la ricostruzione post terremoto. L'Europa, insomma, è avvisata. Anche se, sottolinea Renzi, le presunte "frizioni" con Bruxelles esistono solo "nel continuo chiacchiericcio e nelle indiscrezioni", mentre in realtà si tratta di "una grandissima bolla mediatica". L'Ue, incalza il premier, "inizi a dare, invece di dire sempre qualcosa all'Italia".

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