Mercoledì 31 Agosto 2016 - 06:45

La città di Amatrice piange le sue vittime. Recuperato sesto corpo sotto l'hotel Roma

Nuove scosse nella notte. Anche le istituzioni presenti al funerale dopo il sisma. Mattarella ai cittadini: Coraggio, noi siamo con voi

Terremoto, la città di Amatrice piange le sue vittime. Il sindaco: Noi restiamo qui

E' stato recuperato questa mattina il corpo della sesta vittima sotto l'hotel Roma di Amatrice, crollato nel giorno del forte terremoto del 24 agosto.

IERI I FUNERALI. Lacrime e pioggia, poi quello spaccato di cielo azzurro tra le nuvole nere, grande abbastanza per accogliere centinaia di palloncini bianchi dedicati ai morti di Amatrice. Questo è il tempo del dolore, ma presto deve arrivare quello per "reagire e dedicare il nostro tempo affinchè la memoria di queste persone sia ricordata con l'opera dell'uomo". Il sindaco Sergio Pirozzi, al termine dei funerali solenni delle 231 vittime del sisma che ha distrutto Amatrice, dice di non aver più lacrime per piangere, ma con la voce rotta dall'emozione invita i concittadini a reagire e fa un appello al Paese: "L'Italia, grandissima nella fase dell'emergenza, lo sia anche nella fase della ricostruzione, perché questa gente vuole restare qui".

Ventotto bare, due quelle bianche dei bambini uccisi dalle macerie, raccolte nella tensostruttura allestita nel cortile del collegio Don Minozzi. E' qui che i cittadini, nella giornata di ieri, hanno voluto ad ogni costo i funerali solenni, perché è da qui, dai loro morti e in onore della loro memoria, che deve ripartire la ricostruzione della cittadina di Amatrice. Come ad Ascoli Piceno, non sono mancate le quattro più alte cariche dello Stato: Sergio Mattarella, Matteo Renzi, Pietro Grasso e Laura Boldrini. Mischiati nella folla, in piedi accanto ai superstiti, accanto a chi oggi ha pianto un amico, un parente, un figlio, un genitore. Mattarella, come ad Ascoli Piceno, non si è risparmiato: stringe mani, abbraccia e conforta i familiari delle vittime del sisma, sedute affianco ad ogni feretro. Consola sì, ma anche sprona: "Dovete avere coraggio, noi siamo con voi". Il presidente cerca di dare forza e assicura: "Non vi abbandoniamo, non abbiate questo timore". A vigilare ci penserà lo stesso Grasso, che alla fine delle esequie avverte: "Non bisogna spegnere i riflettori, mi impegno a venire qui tra tre settimane e poi ripetutamente". Anche Renzi non si tira indietro, tornerà ad Amatrice "a telecamere spente", perché il suo obiettivo "è ricostruire la città pezzo per pezzo". I Soldi? "Quelli ci sono", conferma agli sfollati.

Con alle spalle le rovine di Amatrice, è il vescovo di Rieti, Domenico Pompili, a parlare del domani, rivolgendosi proprio ai politici, alle istituzioni presenti: "La ricostruzione non sia una querelle politica o una forma di sciacallaggio. Si deve fare rivivere una bellezza di cui siamo custodi, disertare questi luoghi sarebbe Il vescovo, durante la sua omelia, ricorda che "il terremoto non uccide, uccidono piuttosto le opere dell'uomo", invitando a preservare la natura ma anche ad amarla, perché "i paesaggi che vediamo e che ci stupiscono per la loro bellezza sono dovuti alla sequenza dei terremoti. Le montagne si sono originate da questi eventi e racchiudono in loro l'elemento essenziale per la vita dell'uomo: l'acqua dolce. Senza terremoti non esisterebbero dunque le montagne e forse neppure l'uomo e le altre forme di vita", aggiunge.

Prima dei funerali, il presidente del Consiglio ha visitato a sorpresa Norcia, colpita ma non distrutta dal terremoto della scorsa settimana: si è recato nella tendopoli della frazione di San Pellegrino. "Un gesto d'attenzione a Norcia, all'Umbria, a questa gente indomita", ha scrito su Twitter Renzi, prima dell'ultimo saluto alle vittime di Amatrice.

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Scritto da 
  • Donatella Di Nitto
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