Giovedì 25 Agosto 2016 - 07:30

Terremoto 6.0 devasta Centro Italia tra Rieti, Ascoli e Perugia

Oltre 300 i feriti, tanti ancora sotto le macerie. Sisma paragonabile a quello dell'Aquila. Il capo della Protezione civile: "Qualunque sia il numero delle vittime è comunque una tragedia"

Terremoto in Centro Italia: le immagini di Accumoli e Amatrice

Trema il centro Italia. Alle 3.36 di questa notte si è registrata una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.0 a 4 chilometri dalla superfice e con epicentro ad Accumoli, in provincia di Rieti nel Lazio, a pochi chilometri, equidistante, tra Norcia e Amatrice. A fornire l'ultimo bilancio delle vittime è stato il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, in collegamento a Porta a Porta. "Ci sono 106 morti sulla parte laziale e 53 sulla parte marchigiana, quindi il bilancio ufficiale sale a 159 vittime".  "Quello che è accaduto è un evento di impatto enorme. Bisogna garantire una ricostruzione vera, anche se oggi è il momento di asciugarci le lacrime", ha detto il premier Renzi, che ha parlato in conferenza stampa a Rieti, spiegando che i feriti sono 368

Nonostante il buio e il freddo, si continua a scavare. Tutte le strutture di soccorso sono operative: "Il sistema di notte non rallenta", ha detto Curcio. "I soccorsi continueranno a lavorare finché non ci sarà più nessuno da trovare. Dobbiamo essere fiduciosi, siamo al lavoro". "Fare previsioni su quante persone ci sono ancora sotto le macerie è molto complicato - aggiunge - perché in questo periodo in questi paesi ci sono tanti villeggianti".

"Cerchiamo di essere seri: non cambia se è un numero in più o uno in meno, è comunque una tragedia", aveva detto qualche ora prima lo stesso Curcio, dopo il vertice a porte chiuse con il ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio. "Domani metteremo a disposizione una prima somma, una cinquantina di milioni sul fondo emergenze nazionali, in attesa di ricevere una stima dei danni. Questo fondo serve ad affrontare le prime emergenze", ha fatto sapere poi il ministro delle Infrastrutture.

Mentre continuano le scosse tra Lazio, Marche e Umbria, ad Amatrice si registrano i danni più gravi, con il sindaco Sergio Perozzi che racconta prima a Radio Rai e poi al telefono con Sky: "Il paese non c'è più. C'è gente sotto le macerie, temo morti". Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è andato sui luoghi colpiti dal sisma, "il premier Renzi ha detto che ci risentiamo a breve e che qui si gioca la faccia dell'Italia. Non ho motivo di non credergli", ha raccontato Pirozzi dopo l'incontro con Renzi. Per fronteggiare l'emergenza la Cei ha stanziato 1 milione di euro, organizzando una colletta nazionale per il 18 settembre, mentre 234 milioni sono disponibili dal Fondo per le emergenze nazionali. Offerte di aiuto sono arrivate anche dall'Europa, dal presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. 

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Non ce l'ha fatta invece una bimba di nove mesi di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli. Recuperato anche il corpo di un altro bambino morto sotto le macerie ad Amatrice. Trovato vicino a lui il cadavere del padre.

Amatrice, Accumoli e Posta, nel reatino, e Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, sono tra i Comuni più colpiti dal violento terremoto di questa notte. Sul posto numerose squadre dei vigili del fuoco delle sezioni operative di Lazio, Abruzzo, Toscana e Marche. 

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ALTRE SCOSSE. L’epicentro del terremoto delle ore 3,36 è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV ad una profondità di 4 km. I comuni entro 10 km dall’epicentro sono: Accumoli (Rieti) e Arquata del Tronto (Ascoli Piceno),  mentre i comuni entro 20 km dall’epicentro sono i seguenti: Amatrice (RI), Cittareale (RI), Norcia (PG). Acquasanta Terme (AP), Cascia (PG). Dopo il terremoto di magnitudo ML 6.0 delle 03:36 ci sono stati altri eventi sismici nell’area, con due scosse più forti di magnitudo ML 5.1  e ML 5.4 alle 04:32 e alle 04:33 rispettivamente, a 5 km da Norcia (PG). Nuova forte scossa di terremoto prima delle ore 14, la magnitudo è stata di 4.9.

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Intanto è scattata la gara alla solidarietà. Da più parti d'Italia volontari e semplici cittadini hanno risposto agli appelli aderendo a raccolte fondi e di beni di prima necessità da inviare alle popolazioni colpite dal dramma. Anche l'allenatore della Juventus Massimiliano Allegri ha voluto fare la sua parte, mettendo all'asta una cena e due posti nel suo SkyBox.

Sequenza successiva del terremoto, alle ore 5 circa

ILLICA NON C'E' PIU'. "Illica non c'è più. La scossa terribile alle 3.40. I sopravvissuti tutti in un campo all'aperto. Eravamo circa 300 persone, tutti romani, in villeggiatura. Siamo rimasti in 30. Ancora nessuno è venuto a soccorrerci". Questa la testimonianza su Facebook di Sabrina Fantauzzi, una giornalista romana in vacanza a Illica, frazione di Accumoli. Il post è stato scritto mezzora dopo la prima, forte scossa delle 3.36. Dopo circa un'ora ancora un post: "Ci sono 4 soccorritori, prendono feriti ma non stanno intervenendo sulle case distrutte con dentro gente morente".

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PARROCO INTRAPPOLATO. "La situazione è gravissima - ha spiegato il sindaco di Accumoli Stefano Petrucci piangendo in diretta su Radio1-  Nella frazione di Illica ci sono dei morti accertati - ha aggiunto - La gente oramai è al sicuro, ma non riusciamo a tirare fuori dalle macerie due bambini con i genitori. Io Sono dietro la casa parrocchiale, il parroco è intrappolato al secondo piano e non riusciamo a tirarlo fuori". Petrucci a Rainews ha aggiunto: "La situazione è drammatica, siamo senza luce e rischiamo di non poterci collegare con Roma. Continuano ad esserci persone nelle macerie accertate e chissà quante ancora non accertate". E ancora: "Abbiamo bisogno di vigili del fuoco" ha proseguito il primo cittadino.

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SISMA COME L'AQUILA. "E' un sisma paragonabile a quello dell'Aquila". Così in conferenza stampa Fabrizio Curcio, capo del dipartimento della protezione civile, dopo il terremoto di magnitudo 6.0 di questa notte. "Siamo ancora nella fase del soccorso: la priorità è la vita e la salvaguardia delle persone. L'assistenza alla popolazione è un problema da affrontare oggi stesso. Dopo aver affrontato queste emergenze ci occuperemo anche del conteggio dei danni", ha aggiunto. Si ricorda che sono attivi i seguenti numeri: contact center della Protezione civile nazionale: 800840840 sala operativa della protezione civile Lazio: 803 555.

CNR: POSSIBILI ALTRE SCOSSE. Paolo Messina direttore del CNR Igag - Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha dichiarato: "Sul sisma non abbiamo ancora tutte le informazioni necessarie ma si tratta certamente di un sisma di magnitudo importante che ha colpito una zona molto estesa dell'Italia appenninica centrale, ricca di centri storici e di località minori. Data la vastità dell'area che è stata colpita è presumibile che l'ipocentro si trovi a profondità anche superiore ai 4 chilometri, probabilmente intorno ai 7 km. Non dobbiamo stabilire un nesso diretto con le scosse avvertite in Sicilia. È purtroppo possibile che si verifichino altre scosse, speriamo di magnitudo inferiore. In questa situazione l'unica cosa da fare è seguire le indicazioni di protezione civile e sindaci".

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