Martedì 01 Novembre 2016 - 07:00

Altra scossa di terremoto di magnitudo 4,7 nel maceratese

Il premier: Nessuno scontro sulle tende con le popolazioni colpite, nessuno vuole calare dall'alto le decisioni, massima condivisione

Terremoto centro Italia, la cittadina di Norcia sotto le macerie

La terra continua a tremare nel centro Italia con una serie di scosse che si sono succedute per tutta la notte appena trascorsa. Dalla mezzanotte sono state 13 le scosse superiori o pari a una magnitudo di grado 3, la più forte delle quali di magnitudo 3.7 registrata con epicentro ad Ascoli Piceno alle 4.19. Un'altra forte scossa si è verificata questa mattina nel centro Italia. Secondo quanto riporta l'Ingv la scossa di magnitudo 4.7 si sarebbe registrata alle 8.56 in provincia di Macerata a una profondità di 10 chilometri.

 Dopo la devastazione arriva la paura unita alla rabbia. E i sismologi fanno sapere che la scossa ha avuto grandi ripercussioni sul livello del suolo che, in alcuni punti vicini all'epicentro, è sceso di 70 centimetri. Il giorno dopo il violento terremoto che ha colpito il centro Italia riducendo in macerie molti dei borghi, le popolazioni colpite, specialmente quelle di Norcia, non vogliono lasciare il territorio e chiedono tende al posto degli albergi nella costa. Una sorta di braccio di ferro che si è risolto con l'arrivo delle prime tensostrutture. Hanno una capacità di accoglienza di 300-400 persone In base al bollettino della protezione civile regionale in Umbria sono assistite 2.763 persone, di cui 1.032 a Norcia.

Tra gli sfollati del comune più colpito dalla furia di domenica mattina, sono circa 550 quelli trasferiti in pullman nelle strutture ricettive fuori dalla Valnerina, principalmente al Trasimeno e nella zona di Perugia, anche se posti risultano pronti anche in alberghi di Terni, Assisi, Città di Castello. Tanti altri hanno lasciato Norcia autonomamente, ma di quante persone si tratti non è al momento chiaro. Certo è che Norcia lunedì mattina è apparsa una città fantasma chiusa tra le macerie delle mura trecentesche, completamente distrutte dal terremoto.

 

RENZI RASSICURA Il premier Matteo Renzi assicura che la ricostruzione vedrà tre fasi. "La prima - spiega - sarà quella della immediata emergenza nel giro di qualche settimana: chiederemo a maggior ragione di lasciare il territorio, di valutare bene la proposta di spostarsi" agli abitanti dei territori colpiti. La fase intermedia, la seconda, "sarà quella dei container che è meno piacevole della casetta di legno. Noi facciamo uno sforzo in più con container" invece delle tende che "sono un problema a dicembre per Norcia e gli altri Comuni" visto "lo stress straordinario dei cittadini". Renzi aggiunge che "dopo dicembre, per 5-6 mesi, presumibilmente tra la primavera e l'estate, le persone tornano nelle casette di legno". Infine, la quarta fase "che è quella della ricostruzione che servirà a rimettere a posto le case a regole d'arte".

DRAMMA SFOLLATI Sono i numeri a spiegare la portata di questa tragedia. Trentamila sfollati. Quasi quarantamila se nel conto si mettono anche quelli delle scosse dei terremoti del 24 agosto e del 26 ottobre. Almeno cento comuni in cui ci sono state segnalazioni di crolli solo nelle Marche, che da conta 25 mila persone rimaste senza casa. Colpite anche città con 20mila abitanti come Tolentino e San Severino, interessato un territorio che complessivamente conta 100mila residenti. Una ventina di feriti di cui la maggior parte in Umbria.

PROTEZIONE CIVILE Prosegue intanto il lavoro della Protezione civile e degli altri soccorritori impegnati sul campo. Al momento sono oltre quindicimila le persone assistite dalla Protezione civile: oltre cinquecento sono accolte in strutture alberghiere nell'area del Trasimeno e oltre quattromila negli alberghi sulla costa adriatica. A queste si aggiungono circa tremila persone in Umbria e altre settemila nelle Marche ospitate in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale. In Umbria verranno allestite anche tende collettive per consentire agli sfollati di trascorrere le prossime notti in condizioni, seppur precarie, di sicurezza.

Centinaia richieste di verifiche in provincia di Ancona mentre a Teramo è stato sgomberato l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale (Izs) per crepe in alcune palazzine della struttura. Situazione della viabilità ancora difficile nelle zone terremotate con strade chiuse per frane e altre regolate con sensi unici alternati. Completata invece la rialimentazione di tutte le forniture elettriche nelle zone agibili, sia a Norcia sia a Cascia, dove erano rimaste le ultime utenze disalimentate.

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