Venerdì 28 Ottobre 2016 - 12:15

Terremoto, ancora scosse in Centro Italia: 5mila sfollati

Renzi: "Non possiamo mollare". Il governo ha deciso di stanziare subito 40 milioni

Terremoto, ancora scosse in Centro Italia: 5 mila gli sfollati

La terra non smette di tremare in Centro Italia. Camerino, una delle sedi universitarie più antiche, è una città fantasma, spettrarle, agenti della guardia di finanza controllano gli ingressi del borgo che sorge su un'altura. Tra i pochi a girare ancora in serata, spesso confortati dai militari, ci sono quasi solo studenti stranieri, iscritti all'unversità fondata in epoca medievale. Nelle ultime ore si sono verificate ancora scosse: alle ore 2 di magnitudo 3.5 in zona Macerata (profondità 8 chilometri), alle 5 di questa mattina di magnitudo 3.4 nella stessa zona e di 3.3 gradi alle 5.51 in zona Perugia

Ieri sera una forte scossa di magnitudo 4.2, con epicentro a Perugia, è stata avvertita a Norcia, mentre era in corso una riunione tra i sindaci, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, il commissario per la ricostruzione Vasco Errani e il capo della protezione civile, Fabrizo Curcio. Il vertice è stato infatti interrotto costringendo tutti ad uscire all'esterno del centro operativo comunale.

Il centro Italia torna a fare il conto di edifici distrutti e sfollati ai quali trovare una sistemazione. Subito dopo i primi due eventi sismici registrati mercoledì alle ore 19.10, di magnitudo 5.4, e alle 21.18, di 5.9, sono stati messi a disposizione posti letto nelle strutture disponibili sul territorio per offrire accoglienza agli sfollati, circa cinquemila. Il bilancio dei senza casa però è provvisorio perché tante persone, terrorizzate, hanno abbandonato le proprie abitazioni a prescindere dai danni che subiti. Si cercano soluzioni temporanee per chi non ha dove stare, e l'unica certezza, sottolineano i soccorritori, è che questa volta, viste le temperature rigide della aree colpite dal sisma, le tende non potranno essere utilizzate, si opterà quindi per gli alberghi sulla costa, o palestre e palazzetti agibili nelle aree colpite.
 

E' arrivata anche la lettera di risposta del governo italiano all'Ue sulla legge di Bilancio verrà inviata a Bruxelles. Nella lettera del ministro Pier Carlo Padoan il governo mantiene ferma la sua posizione in relazione al deficit strutturale, intorno al 2,3%, anche in relazione al nuovo terremoto che ha colpito l'Italia. Non viene chiesto un ulteriore scostamento, ma quel che è successo non fa che rafforzare la risposta del governo di escludere dal deficit le spese per i migranti e per gli eventi sismici.

"Siamo pronti ad aumentare le risorse destinate alle aeree colpite dal terremoto ben oltre i 4,5 miliardi inseriti in manovra. Appena ci saranno delle stime precise sui danni, decideremo gli interventi. Non ci tireremo indietro. Di certo non lasceremo sole le famiglie così duramente colpite e, gradualmente, metteremo in sicurezza tutto il territorio nazionale". E' quanto assicura al Messaggero il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, dopo il sopralluogo insieme a Matteo Renzi nelle zone devastate dal sisma.

Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, ospite di Agorà, ha affermato: "La risposta al sisma viene prima di ogni regola di bilancio e il Governo lo sta dicendo con molta forza all'Europa: su questo non transigeremo". E ha aggiunto: "Abbiamo fatto tanto sulla messa in sicurezza del territorio, sulle bonifiche, sulle depurazioni. Per la programmazione anti-sismica abbiamo fatto partire Casa Italia".

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L'Italia è più forte del terremoto, l'Italia "è ferita ma non si piega". Sta tutto qui il messaggio che il premier Matteo Renzi, ieri, ha voluto lanciare alle popolazioni segnate dal sisma, ma anche all'Unione europea con cui è in corso una sfida in cui le parole chiave sono: austerità, migranti e, di recente, anche terremoto. Il premier è arrivato alle 16 a Camerino, uno dei luoghi più colpiti nelle Marche dalle scosse che ieri hanno sconvolto di nuovo il Centroitalia. In mattinata il Consiglio dei ministri ha esteso lo stato di emergenza alle aree interessate tra Umbria-Marche e Lazio, fissando 40 milioni per le prime urgenze "a cui si aggiungono altri 50 milioni - ha specificato Renzi - e il meccanismo del credito di imposta, come per Arquata e Accumoli".Per i 5 mila sfollati non ci saranno tende, ma verranno trovate altre soluzioni. "Non possiamo immaginare di far trascorrere l'inverno in tenda, l'obiettivo è di non allestire nessuna tendopoli", annuncia Renzi che preferisce ricostruire "presto e bene" quel che c'era. Il premier ne approfitta per rivolgere un appello al Parlamento perché "approvi più velocemente possibile il decreto legge sul terremoto", a cui sarà aggiunto "un emendamento o un'altra formula" per includere nel decreto Camerino e gli altri paesi colpiti dal sisma del 26 ottobre, tra i quali Norcia, Ussita, Castelsantangelo. Il messaggio del presidente è chiaro: "Non vi molliamo. Vorrei rassicurarvi sulla centralità di questo Comune e di quelli vicini". Un'attenzione che ci sarà "in particolare a telecamere spente" perché "questa per noi è una priorità". Oltre al dolore della tragedia, sottolinea poi il premier, dalla vicenda emerge il "senso di comunità" dell'Italia.

Renzi invita quindi a "non scherzare" su questi argomenti. Il riferimento indiretto potrebbe essere al triste tweet pubblicato e poi cancellato dal senatore Cinquestelle Andrea Cioffi che mercoledì, poco dopo le scosse, aveva ironizzato sul terremoto, dicendo che il Senato aveva retto benissimo e avrebbe resistito anche alla riforma costituzionale voluta da Renzi. Un episodio che ha sollevato numerose polemiche sul web al punto da costringere Cioffi a rimuovere il tweet, chiedendo pubblicamente scusa. Renzi coglie l'occasione per ribadire la specificità del nostro Paese rispetto anche agli altri Stati Ue. "L'Italia è in fase di costante difficoltà a causa del terremoto - ricorda - non solo quello attuale, ma anche quello del 24 agosto e i precedenti". Non è un mistero che il presidente del Consiglio sia impegnato proprio in questi giorni in un braccio di ferro con la Commissione europea per spuntare il 2,3% di deficit previsto dalla legge di bilancio. Una percentuale che, secondo il premier e concorde il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, sarebbe più bassa se non comprendesse le spese che l'Italia deve sostenere per migranti e per le ricostruzioni post sisma. "Anche se piegati, noi non possiamo mollare", garantisce. Le parole di Renzi suonano come un incoraggiamento rivolto agli italiani e come un avvertimento a quella Commissione europea che manda lettere di richiamo all'Italia e chiede chiarimenti su come l'esecutivo intenda spendere i soldi pubblici. "Abbiamo bisogno di fare un intervento strutturale ed è quello che stiamo facendo e che faremo con Casa Italia", spiega. Uno dei primi obiettivi sarà riaprire l'università di Camerino, tra le più antiche al mondo. "Vorremmo riniziare le lezioni fra una settimana", annuncia il rettore Flavio Corradini.

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