Martedì 01 Novembre 2016 - 16:45

Terremoto, ancora scosse. Renzi: Nessuna deportazione degli sfollati

Nella mattinata scossa di magnitudo 4.7 in provincia di Macerata. Il premier rassicura: Ricostruiremo in fretta

Matteo Renzi con la moglie Agnese in visita a Preci

La situazione in Centro Italia è tuttora complicata, la terra continua a tremare nel centro Italia con una serie di scosse che si sono succedute per tutta la notte trascorsa. Dalla mezzanotte sono state 13 le scosse superiori o pari a una magnitudo di grado 3, la più forte delle quali di magnitudo 3.7 registrata con epicentro ad Ascoli Piceno alle 4.19. Un'altra forte scossa si è verificata questa mattina nel centro Italia. Secondo quanto riporta l'Ingv la scossa di magnitudo 4.7 si sarebbe registrata alle 8.56 in provincia di Macerata a una profondità di 10 chilometri.

SUOLO SCESO DI 70CM. Dopo la devastazione arriva la paura unita alla rabbia. E i sismologi fanno sapere che la scossa ha avuto grandi ripercussioni sul livello del suolo che, in alcuni punti vicini all'epicentro, è sceso di 70 centimetri. Il giorno dopo il violento terremoto che ha colpito il centro Italia riducendo in macerie molti dei borghi, le popolazioni colpite, specialmente quelle di Norcia, non vogliono lasciare il territorio e chiedono tende al posto degli albergi nella costa. Una sorta di braccio di ferro che si è risolto con l'arrivo delle prime tensostrutture. Hanno una capacità di accoglienza di 300-400 persone In base al bollettino della protezione civile regionale in Umbria sono assistite 2.763 persone, di cui 1.032 a Norcia.

LA VISITA DI RENZI. "Ci vorrà tempo ma ce la faremo. Faremo le cose in modo serio, faremo le cose in maniera veloce". Lo ha detto il premier Matteo Renzi durante la visita a sorpresa a Preci, uno dei borghi umbri più colpiti dal terremoto del 30 ottobre. E ha aggiunto: "Nessuna deportazione, abbiamo messo a disposizione gli alberghi, che però non sono qui. E poi l'obiettivo è studiare dei moduli".

DECRETO LEGGE. "Tra giovedì e venerdì ci sarà il decreto legge: tutti insieme cercheremo di trovare delle soluzioni, coinvolgendo i sindaci", ha annunciato il premier.  "Per gli agricoltori interveniamo in due modi: un sistema di sostegno al reddito e poi con strutture ad hoc per non allontanarsi dalla propria terra. Poi ci sara' la valorizzazione dei prodotti tipici, per una ripartenza anche economica". Cosi' il premier, parlando con i giornalisti, dopo la visita privata a Preci con la moglie Agnese, accompagnato dal capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, dal commissario per la ricostruzione Vasco Errani e dal presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini.

EMERGENZA PSICOLOGICA. "Ci vuole tanta tanta energia, forza decisione, da parte nostra, ma c'e' la consapevolezza che e' una sfida tutt'altro che facile. Noi siamo sollevati che non ci siano morti, ma è un mezzo miracolo: Un terremoto 6.5 è il peggiore dai tempi dell'Irpinia".  Renzi ha aggiunto: "La prima emergenza è quella psicologica", la priorità è la "ricostruzione psicologica". Lo ha detto il premier Matteo Renzi durante la visita a sorpresa a Preci, uno dei borghi umbri più colpiti dal terremoto del 30 ottobre.

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