Mercoledì, Marzo 30, 2016 - 16:15

Telecom, la semi-svolta è servita: Cattaneo a.d. rafforza anche Recchi

Cattaneo-Ferilli

Appena 11 giorni: dal 19 marzo ad oggi, per passare dai rumors confermati delle dimissioni di Marco Patuano all'ingresso di Flavio Cattaneo. Telecom Italia ha un nuovo capo azienda, quasi coetaneo del precedente, ma che rispetto al manager alessandrino uscente, ha con i nuovi padroni di Vivendi un consolidato rapporto di frequentazione che passa anche da Generali, di cui Cattaneo è consigliere. Il nuovo a.d. del Leone, Philippe Donnet, infatti siede anche nel supervisory board della società di Vincent Bolloré ed avrà speso buone parole per l'ex direttore generale della Rai e poi a.d. di Terna. Renzi in quel ruolo non lo riconfermò nel 2014, ma si era in epoca 'rottamazione', forse oggi il premier valutarebbe meglio Cattaneo, allora forse bocciato perché troppo vicino al centrodestra. Renzi in quella infuocata tornata di nomine bocciò anche Giuseppe Recchi, allora presidente dell'Eni, che però rientrò dalla finestra finendo in Telecom, dove forte delle deleghe ottenute ha lentamente tolto la terra da sotto i piedi di Patuano. Deleghe che Recchi avrà ancora, ma che condividerà con Cattaneo, proprio perché è l'uomo che voleva come a.d. e non l'ha mai nascosto: sin dal 19 marzo, i rumors sul manager di Rho furono contestuali a quelli dell'addio di Patuano. Molte le partite sul tappeto, e vanno decise in fretta: Inwit, Brasile, Metroweb, Mediaset. Lavoro ce n'è, ma prima di tutto andranno tagliati i costi interni, ed in questo Cattaneo è maestro.

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Mercoledì, Settembre 7, 2016 - 08:45

Ottimi gli annunci del Governo sulle pensioni, ma a pagarli saranno ancora i soliti noti?

Benissimo gli annunci del Governo su pensioni minime e possibilità di ingresso anticipato rispetto alla riforma Fornero. Ma chi paga? Con l'economia che frena, il Pil fermo, e gli stipendi inchiodati: dove saranno trovare le risorse? Prova a rispondere oggi sul Corriere della Sera, Alberto Brambilla, docente e presidente Centro Studi e Ricerche di 'Itinerari Previdenziali'. Su un totale di 826 miliardi di spesa totale dello Stato nel 2014 la spesa sociale è stata pari a 439 miliardi, quindi oltre il 53% del totale spesa pubblica, spiega Brmbilla.

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Martedì, Settembre 6, 2016 - 10:00

Economia in frenata, rinnovo contratti al bivio. Oggi tutti da Poletti

La frenata della nostra economia è un dato assodato, che ha preso il via già tra aprile e giugno, ed ora proseguirà fino a fine anno. Un autunno difficile, che va ad intrecciarsi con la lunga trattativa tra sindacati e Confindustria per il rinnovo del contratto nazionale prima dei metalmeccanici e poi delle altre categorie, oltre al nuovo modello di contratto nazionale. A fine luglio il 68% dei dipendenti lavora in base ad un contratto scaduto. Dai bancari agli agricoltori, tutti sono coinvolti. Oggi alle 11 altro round di consultazioni con il Governo, Poletti riceverà Cgil, Cisl e Uil.

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Giovedì, Settembre 1, 2016 - 11:15

Domani la revisione del Pil del secondo trimestre, pesa l'incognita Expo

Per domani il Mef, il vecchio Tesoro, prevede una revisione al rialzo del dato sul Pil del secondo trimestre, che nella prima lettura flash era risultato invariato. A comunicare la crescita "a prefisso" invece che zero, sarà l'Istat. Come sottolinea oggi Dario Di Vico su 'il Corriere della Sera', sono altamente irrituali le anticipazioni ufficiali sul rialzo che il Mef ha fornito martedì.

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Martedì, Agosto 23, 2016 - 15:30

Senza l'Expo il Pil italiano frena, autunno in odore di recessione

Nel secondo trimestre il Pil s'è fermato, e nel terzo che capiterà? Difficile dirlo, certo quest'anno la nostra economia soffre la mancanza dell'Expo che invece aggiustò i conti del 2015. Furono proprio luglio-agosto-settembre i tre mesi in cui l'Expo decollò, ed in tempi di crescita "a prefisso zero più qualcosa", è forte il rischio che il prossimo dato sul Pil sia negativo. Servono tre trimestri consetutivi in rosso per entrare in recessione, ma con l'export che soffre molto di più ora rispetto al 2015, i conti sono già indirizzati al ribasso.

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Domenica, Agosto 14, 2016 - 09:45

Mps porta d'ingresso dei giganti mondiali, e l'asino di Fedro

Santander, Bofa-Merrill Lynch, Citi, Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Commerzbank, Bbva, Jefferies, JP Morgan. Sono questi i colossi bancari globali, che con un piccolo esborso, per coprire l'inoptato dell'aumento di capitale da 5 miliardi di Mps, entreranno senza colpo ferire nel capitale della banca più vecchia del mondo.

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