Sabato 19 Marzo 2016 - 13:15

Telecom Italia, l'ad Marco Patuano si è dimesso

"Segno di discontinuità che cda chiedeva": si attende l'ufficialità, si rafforza "pista francese" per successione

Marco Patuano

Dopo quasi 5 anni Marco Patuano lascerà a ore il ruolo di amministratore delegato di Telecom Italia. Il 51enne manager alessandrino ratificherà la decisione forse già domani, ma l'indiscrezione è stata confermata da fonti Telecom. All'origine del divorzio le distanze crescenti con il gruppo Vivendi, che è di fatto il nuovo proprietario di Telecom Italia, avendo una quota del 24,9%. Entrati in cda poco prima di Natale, gli uomini di Vincent Bolloré, guidati da Arnaud Roy de Puyfontaine hanno progressivamente preso il controllo del board riducendo lo spazio di manovra per Patuano, che è arrivato alla decisione lasciare, poche ore dopo l'approvazione del cda ai conti consolidati 2015. Il cambio ai vertici non dovrebbe toccare Giuseppe Recchi, il cui mandato scade nel 2017 e che con la nuova proprietà sembra in buona sintonia. Resta tutto da scoprire invece cosa farà ora Xavier Niels che detiene in Telecom una posizione lunga complessiva pari al 15,1% del capitale Telecom. Idem Jp Morgan, che finora era in possesso del 2,649%, ma che mercoledì ha comunicato alla Consob di avere anch'essa una posizione lunga pari al 10,3%.

Contestualmente all'addio di Patuano, che i rumors da mesi davano per imminente, si è aperta la corsa alla successione. Il primo nome fatto è stato quello di Flavio Cattaneo, che nel board di Telecom è già presente. Ipotesi però smentita dai portavoce di Ntv, società di cui è amministratore delegato. Stesso discorso per Luigi Gubitosi, ex d.g. Rai con un passato Wind. Tra i papabili resta Massimo Ibarra, attuale capo di Wind. Da più parti viene messa in campo anche l'opzione francese, con un manager scelto da Vivendi per portare in Italia la cultura del gruppo d'Oltralpe, peraltro già molto in voga visto che il nuovissimo a.d. di Generali, Pierre Donnet, siede anche lui nel supervisory board della società francese. Nel medesimo board siede anche Tarak Ben Ammar, consigliere anche in Telecom. Le ipotesi in queste ore si moltiplicano, compreso un interim del presidente Giuseppe Recchi, che proprio come capitò in Generali dopo l'addio di Mario Greco a gennaio, potrebbe assumere le deleghe di Patuano.

Toccherà ora al comitato nomine del cda (composto da Davide Benello rappresentante dei fondi, con Luca Marzotto, Jean Paul Fitoussi e Denise Kingsmill espressione del vecchio patto di controllo Telco) insieme al presidente Giuseppe Recchi sondare il terreno. Eventuali contatti potrebbero già essere avvenuti in queste settimane, la successione dovrebbe essere rapida, anche per non far scontare al mercato questa 'vacatio'. Il prossimo cda era previsto in origine per il 12 aprile, ma sarà sicuramente anticipato, forse alla prossima settimana. Per ora "no comment" da Vivendi, come da Palazzo Chigi e dal Tesoro. Per Patuano, dopo 25 anni in Telecom lavorando anche in Brasile e Argentina, un lustro di gestione complesso iniziato sotto l'ombrello del patto Telco con Bernabé presidente, proseguito schivando le forti ambizioni di Telefonica, incoraggiate da chi allora era a Palazzo Chigi, e conclusosi con il ko francese. Tra i risultati ottenuti, la dismissione della quota di Telecom Argentina, una risalita del titolo dopo i minimi del 2013, il re-brand del gruppo in Tim, la quotazione della società di gestione delle torri Inwit.
 

Scritto da 
  • Jan Pellissier
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