stati uniti

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Giovedì, Febbraio 8, 2018 - 13:30

Italo va negli Stati Uniti per 1,98 miliardi di euro

Italo va negli Stati Uniti. Gli azionisti dell'azienda ferroviaria italiana privata hanno accettato all'unanimità l'offerta del fondo americano Gip (Global Infrastructures Partners), che era stata rilanciata in tarda serata, di un miliardo e 980 milioni di euro. Confermato nella proposta che il fondo è pronto ad accollarsi i debiti di Italo, che ammontano a quasi 450 milioni di euro. L’operazione vale circa due miliardi e mezzo di euro. Il closing, l’esecuzione del contratto di compravendita, deve avvenire entro l’11 febbraio, Antitrust permettendo.

Giovedì 21 Dicembre 2017 - 17:30

Caso Gerusalemme all'Onu, 128 Paesi sfidano gli Usa: approvata la risoluzione anti Trump

Nove i contrari e 35 gli astenuti all'Assemblea generale. Haley minacciosa: "Ci ricorderemo di questo giorno"

Sabato, Dicembre 9, 2017 - 20:15

Gerusalemme capitale, a Milano il presidio contro Trump

Un presidio a Milano, in piazza Cavour, contro la decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. I manifestanti hanno urlato "Palestina libera" e cori contro Israele e Trump.

Giovedì, Novembre 23, 2017 - 10:30

Tre orsi "pizzicati" a fare shopping negli Stati Uniti

Black Friday anche per gli orsi. Eccoli ripresi mentre vanno a spasso liberamente in una zona commerciale a North Lake Tahoe vicino il lago della Sierra Nevada, negli Stati Uniti. Le immagini sono del vice sceriffo della contea Don Nevins. I tre orsi passeggiano osservando distrattamente le vetrine dei negozi. Nevins stava pattugliando l'area quando all'improvviso ha visto due animali fuggire. Non è la prima volta che il vice sceriffo incontra gli orsi, tanto che si è guadagnato l'appellativo del "sussurratore di orsi", come viene definito sui social

Venerdì, Ottobre 27, 2017 - 12:00

Resi pubblici 2.800 degli oltre 3mila file sulla morte di JFK

Scaduto il termine di 25 anni per la diffusione dei file segreti sull’assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy, Donald Trump ha reso pubblici 2.800 files sugli oltre tremila documenti protetti dal segreto di Stato sull’omicidio di Dallas del 22 novembre 1963. Le grandi domande che attendono una risposta da un quarto di secolo rimangono aperte: Chi ha sparato a JKF quel 22 novembre 1963? E’ stato davvero Lee Harvey Oswald a ucciderlo? Aveva agito da solo? Ci fu una cospirazione appoggiata dalla CIA il cui ex direttore Allen Dulles era stato silurato da Kennedy per il fallimento dell’invasione di Cuba? Sulle carte che non sono state rese pubbliche ci sarebbero i nomi di agenti e ex agenti segreti. La parziale desecretazione non ha placato le teorie complottiste secondo cui il delitto Kennedy venne organizzato dalla mafia o da Cuba e non da Lee Harvey Oswald, giudicato unico responsabile dalla Commissione d’inchiesta parlamentare Warren, costituita per indagare sull’assassinio. Ad oggi la verità resta proprio quella del rapporto Warren: ad assassinare JFK fu l’ex marine Lee Harvey Oswald, piazzato al sesto piano del Deposito di libri scolastici del Texas, dove lavorava come magazziniere, a una distanza fra i 53 e gli 81 metri. Il fucile era un Carcano Modello 91 di fabbricazione italiana.

Martedì, Ottobre 24, 2017 - 13:00

La Corea del Nord produce armi biologiche

La Corea del Nord potrebbe essere impegnata nella produzione di armi biologiche con le quali colpire truppe nemiche e civili. Lo scrive il New York Post citando uno studio dell'Harvard Kennedy School. "E' probabile che l'antrace e il vaiolo siano già utilizzati come armi biologiche" da Pyongynag, sostiene il rapporto. E secondo le testimonianze di transfughi nordcoreani il regime di Kim effettuerebbe sperimentazioni di armi chimiche e biologiche su soggetti umani. Intanto, per la prima volta dalla fine della Guerra Fredda, i bombardieri strategici americani armati con testate atomiche sarebbero stati allertati ad agire, se necessario, anche in 24 ore.

Lunedì, Ottobre 23, 2017 - 11:15

F1, Hamilton trionfa nel GP degli Stati Uniti

Lewis Hamilton domina anche ad Austin, Sebastian Vettel si piazza alle sue spalle. Il Gp degli Stati Uniti non decide il mondiale piloti, al britannico mancano una manciata di punti, ma chiude quello costruttori: trionfa nuovamente la Mercedes. Sul podio anche l'altra Ferrari di Raikkonen, grazie a una penalità inflitta alla Red Bull di Verstappen. Nel prossimo Gran Premio in Messico a Hamilton basterà un quinto posto per laurearsi aritmeticamente campione.

Martedì, Ottobre 10, 2017 - 10:00

Uragano Nate: la Louisiana fa i conti con i danni

Il secondo "landfall" dell'uragano Nate sulle coste della Louisiana ha generato una forte mareggiata nella città di Biloxi, affacciata sul Golfo del Messico, causando danni ingenti. In precedenza, le autorità avevano chiesto ai residenti di evacuare le zone più esposte. Nate, il terzo urgano che colpisce il sud degli Stati Uniti in meno di due mesi, dopo essere stato classificato ciclone di 1^ categoria, si è indebolito ed è stato declassato a tempesta tropicale, proseguendo il suo cammino sugli Stati di Mississippi e Alabama.

Domenica, Ottobre 8, 2017 - 10:15

Nate minaccia la Costa del Golfo degli Stati Uniti

Nate si è abbattuto sul Sud degli Stati Uniti, lungo la costa del Missisipi, come uragano di categoria 1. Secondo il National Hurricane Center avanza con venti fino a 140 chilometri orari. Nate minaccia la regione della Costa del Golfo con forti piogge e potenziali inondazioni. Nel suo passaggio sull'America centrale, l'uragano ha già causato più di 25 morti.

Sabato, Ottobre 7, 2017 - 10:15

Tempesta Nate, 23 morti in America Centrale

(LaPresse) Almeno 23 morti e 12 dispersi in America Centrale per il passaggio della tempesta tropicale Nate che si è rafforzata nel Mar dei Caraibi. Colpiti Nicaragua, Honduras e Costa Rica dove il governo ha decretato lo stato di emergenza a livello nazionale. Circa mezzo milione di persone sono senza acqua nelle loro abitazioni. Nate punta sulla penisola dello Yucatan, in Messico, dove potrebbe arrivare come uragano. Qui le autorità hanno disposto l’apertura di 171 rifugi anti-tempesta.

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