mafia

Pagina 1 di 61
Mercoledì, Agosto 1, 2018 - 11:15

Mafia, sequestrati 32 mln a boss che si ispirava a Scarface

Il Tribunale di Catania ha emesso un decreto di confisca di un patrimonio di 32 milioni di euro a William Alfonso Cerbo, 36enne attualmente agli arresti domiciliari e accusato di associazione mafiosa, estorsione, trasferimento fraudolento di valori e bancarotta. Il sequestro riguarda 8 società commerciali e 28 beni immobili su tutto il territorio nazionale riconducibili a William Cerbo. La sua famiglia disponeva di beni mobili e immobili con redditi di oltre 2 milioni di euro rispetto ai soli 80 mila euro dichiarati al Fisco in 14 anni. A Cerbo è stata applicata anche la misura di prevenzione della sorveglianza speciale per tre anni poiché ha dichiarato pubblicamente il proprio rispetto per Sebastiano Mazzei, il figlio del boss Santo Mazzei, reggente dell’omonima cosca catanese, storicamente legata ai corleonesi, fino all'arresto del 2016. L'uomo nel 2014 era stato al centro dell'inchiesta denominata 'Scarface' che aveva portato all'arresto di altre 15 persone che si arricchivano con attività di stampo mafioso, chiamata così perché Cerbo nello stile di vita cercava di imitare il personaggio di Tony Montana dell’omonimo film con Al Pacino

Mercoledì, Luglio 25, 2018 - 07:15

Mafia, scatta l'operazione 'Araba Fenice': manette nel siracusano

La Polizia di Stato di Siracusa, nell'ambito dell'operazione denominata 'Araba Fenice', ha eseguito alcune ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal G.I.P del Tribunale di Catania, a carico di soggetti ritenuti responsabili a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata alle estorsioni, traffico di sostanze stupefacenti, furti in abitazioni ed aziende agricole. L´attività di indagine ha consentito di accertare l´operatività nei territori della zona sud della provincia di Siracusa, di un gruppo delinquenziale che, grazie alle intimidazioni, aveva monopolizzato e condizionato l´intero mercato ortofrutticolo della zona

Lunedì, Luglio 23, 2018 - 16:45

Raggi: "A Roma la mafia esiste, deve restare fuori dalla nostra città"

Virginia Raggi parla di lotta alla mafia durante la seduta straordinaria dell'Assemblea capitolina, riunita nella sala del Consiglio del VI Municipio di Tor Bella Monaca, dedicata a Paolo Borsellino. "L'omicidio del giudice Borsellino (di cui il 19 luglio scorso ricorreva il 26esimo anniversario dalla morte, ndr) deve essere un seme da piantare nel territorio di Roma Capitale per continuare a lottare contro la mafia" ha detto il sindaco di Roma. "La mafia deve restare fuori dalla nostra città. Perché la mafia a Roma esiste. Lo dimostrano le inchieste e gli arresti" ha concluso il primo cittadino.

Venerdì, Luglio 20, 2018 - 13:15

Trattativa Stato-mafia, la Corte: "Dell'Utri favorì i piani di Riina"

Paolo Borsellino sarebbe morto a causa della trattativa tra pezzi deviati dello Stato e Cosa nostra. Probabilmente il giudice sarebbe stato assassinato comunque, ma quel dialogo aperto da uomini delle istituzioni con Totò Riina accelerò il piano della sua eliminazione. Lo sostengono i giudici della Corte d’Assise di Palermo nelle motivazioni della sentenza sulla cosiddetta trattativa tra Stato e mafia, nelle quali è anche riportato che la strategia ricattatoria della mafia proseguì nella Seconda Repubblica e che Silvio Berlusconi, appena sceso in politica, sapeva dei rapporti tenuti dal suo braccio destro Marcello Dell'Utri con Cosa nostra. Lo scorso 20 aprile le nove sentenze, tra le quali i dodici anni di carcere per gli ex carabinieri del Ros Mario Mori e Antonio Subranni, per Dell'Utri e Antonino Cinà, medico di Totò Riina e Bernando Provenzano; otto anni all’ex capitano dei carabinieri Giuseppe De Donno, ventotto quelli per il boss Leoluca Bagarella.

Giovedì, Luglio 19, 2018 - 10:30

Mafia, estorsioni: 8 arresti a Messina

I carabinieri del comando di provinciale di Messina hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare a carico di 8 soggetti (7 dei quali in carcere e 1 sottoposto agli arresti domiciliari) ritenuti responsabili - a vario titolo - dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, usura, intestazione fittizia di beni e violazioni degli obblighi della sorveglianza speciale, tutti aggravati dal metodo mafioso. L'indagine era iniziata nell'ottobre 2014 dopo le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Daniele Santovito che hanno permesso di comprovare l'operatività di una consorteria mafiosa attiva nella zona sud del capoluogo palermitano e riconducibile al detenuto Giacomo Spartà, capo dell'omonimo Clan, egemone nel racket dell'usura e delle estorsioni a danno di commercianti ed avventori di sale scommesse, i cui proventi concorrevano ad alimentare la cassa comune.

Martedì, Luglio 17, 2018 - 07:45

Mafia, colpo al clan Casamonica: 31 arresti

Duro colpo al 'clan Casamonica': 31 arresti e sei ricercati il bilancio della maxi operazione dei Carabinieri del Comando provinciale di Roma. Oltre 250 militari - tra Roma e le provincie di Reggio Calabria e Cosenza - hanno eseguito 37 misure cautelari in carcere, emesse dal gip di Roma su richiesta della locale Dda. Il ruolo apicale dell'organizzazione è stato attribuito a Giuseppe Casamonica, recentemente uscito dal carcere dopo circa 10 anni di detenzione. I soggetti sono anche ritenuti responsabili, in concorso fra loro e con ruoli diversi, di aver costituito un’organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, usura, concessione illecita di finanziamenti ed altro, tutti commessi con l’aggravante del metodo mafioso.

Lunedì, Luglio 16, 2018 - 17:30

Palermo, arrestato il boss Giuseppe Corona

Era considerato il tesoriere della nuova mafia. Arrestato a Palermo dal nucleo speciale di polizia valutaria Giuseppe Corona, ufficialmente cassiere della rinomata Caffetteria Aurora di Palermo, ma secondo la DIA “re del riciclaggio”, capace di ripulire il denaro dei proventi mafiosi e reinvestirlo in attività lecite. Nel blitz sono state arrestate in tutto 28 persone tra mafiosi, prestanome ed estortori di diversi clan della città. Quattro di loro – tra cui il penalista palermitano Nico Riccobene – sono finite ai domiciliari.

Lunedì, Luglio 16, 2018 - 12:45

Blitz antimafia a Palermo, le intercettazioni: "Questo comanda tutta la Sicilia"

Quarantasette misure cautelari e il sequestro di beni per 6 milioni di euro. E' l'esito dell'operazione 'Delirio' della guardia di finanza di Palermo scattata questa mattina all'alba. Le accuse sono di associazione a delinquere di stampo mafioso, riciclaggio, traffico di droga, ricettazione, estorsione aggravata e usura. L'ordinanza di applicazione di misure cautelari, personali e reali, è stata emessa dal gip del tribunale di Palermo su richiesta della Direzione distrettuale antimafia e ha portato anche al sequestro di 15 attività commerciali del settore alimentare e gioco d'azzardo. Nel corso dell'indagine, nata dai riscontri investigativi dell'operazione 'Apocalisse' del 2014, è emersa la figura di spicco di un affiliato al mandamento di Porta Nuova: l'uomo, disoccupato e senza fonti di reddito ufficiali, è il dominus di una serie di imprese, formalmente intestate a prestanome, utilizzate dalla mafia per riciclare denaro 'sporco'.

Lunedì, Luglio 16, 2018 - 11:45

Palermo, colpo alla mafia: torna in carcere il boss Giuseppe Corona

Colpo della guardia di finanza alla mafia. Ventiquattro persone sono state arrestate nell'ambito di una inchiesta sulle cosche palermitane coordinata dalla Dda del capoluogo. Per 19 indagati è stato disposto il divieto di dimora. Quattro gli arresti domiciliari: tra questi un noto penalista di Palermo, l'avvocato Nico Riccobene. Le forze dell'ordine hanno in particolare messo in luce il ruolo di spicco del boss Giuseppe Corona, figura emergente di Cosa nostra, capace di riciclare denaro illegale reinvestendolo in una attività lecite . Eseguite decine di perquisizioni e sequestri di società e immobili per diversi milioni di euro.

Sabato, Luglio 14, 2018 - 18:15

Sequestro record della Guardia di Finanza a Palermo

Sequestro record della Guardia di Finanza a Palermo che ha messo i sigilli a un patrimonio da 21 milioni di euro di un imprenditore arrestato il 5 aprile scorso. Pietro Formoso è ritenuto uomo d'onore della famiglia mafiosa di Misilmeri. Tra i beni finiti, provvisoriamente, nelle mani dello Stato una villa con piscina panoramica, tre aziende, auto di lusso, terreni e decine di appartamenti. Diversi collaboratori di giustizia hanno parlato di Formoso come "uomo d'onore" legato alla mafia e detentore di una fortuna economica, derivatagli da attività criminali.

Pagine