Lunedì 19 Dicembre 2016 - 07:45

Delitto Garlasco, Dna sotto unghie di Chiara non di Stasi

Secondo una perizia della famiglia del giovane, apparterrebbe a un conoscente della ragazza uccisa

Svolta nel delitto di Garlasco: Dna sotto unghie di Chiara Poggi non è di Stasi

A nove anni dall’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco nel 2007, per cui è stato condannato in via definitiva, dopo due assoluzioni, l'allora fidanzato Alberto Stasi, oggi 33enne, sua madre Elisabetta Ligabò ha fatto al Corriere della Sera una rivelazione-choc: da una perizia di parte è emerso del Dna sotto le unghie di Chiara che non apparterrebbe all’ex studente universitario della Bocconi ma a un altro, probabilmente un conoscente della ragazza. L'indagine potrebbe ora, alla luce di questa nuopva prova, essere riaperta. La mamma di Stasi presenterà un esposto per chiedere la revisione del processo. "Non ho fatto che ripeterlo e finalmente ne ho la conferma. Mai e poi mai Alberto avrebbe potuto uccidere Chiara. Si amavano e avevano progetti in comune", spiega Elisabetta Ligabò, "ho combattuto contro le convinzioni dei tanti che a cominciare da qui, da Garlasco, subito avevano decretato la colpevolezza di mio figlio senza alcuna esitazione. Alberto il killer dagli occhi di ghiaccio... Non ho creduto nemmeno per un istante a una sua responsabilità".

Scritto da 
  • Silvia Caprioglio
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Villa D'Almè, donna muore a causa di uno sparo: gli accertamenti dei Carabinieri

Bergamo, donna freddata con un colpo di pistola in hotel dal compagno

Lui ha confessato. La coppia era arrivata in albergo la sera prima

Milano, processo a carico di Alexander Boettcher e Martina Levato

La Cassazione conferma: il figlio della coppia dell'acido si può adottare

Il bambino nato a Ferragosto del 2015 deve essere cresciuto da un'altra famiglia, soprattutto tenendo conto della "lunga detenzione" che aspetta la madre e il padre

Milano, ragazza violentata con la droga dello stupro: 3 arresti

A nove mesi dall'aggressione i tre colpevoli in manette