Lunedì 22 Febbraio 2016 - 12:15

MotoGp, Suppo: Honda-Yamaha al top, bello se Stoner tornasse

Intervista esclusiva di LaPresse al team principal della Honda

Il team principal della Honda Livio Suppo, in redazione a LaPresse

Ospite nella redazione di LaPresse a Torino, il team principal della Honda Livio Suppo ha tracciato un bilancio sulle prime due serie di test MotoGp a Sepang e a Phillip Island con un occhio all'inizio del Mondiale in Qatar il prossimo 20 marzo. Dalla rivalità Honda-Yamaha, alle novità regolamentari, da quanto accaduto lo scorso anno fra Marquez e Valentino Rossi, fino alle speranze di rivedere un giorno in pista Casey Stoner: tanti gli argomenti toccati da Suppo in questa intervista esclusiva.

Fra un mese parte il Mondiale, nessuno meglio di lei può fare una radiografia di come è andata.

Siamo quasi pronti, abbiamo altri 3 giorni di test in Qatar poi inizierà il Mondiale. Per ora sono stati test anomali, ci sono molte cose nuove a partire dalle gomme Michelin al posto di Bridgestone e c'è un software unico per tutti i piloti. Noi abbiamo anche un motore nuovo, difficile da gestire ma che rende più guidabile la moto. A Sepang abbiamo fatto un po' di fatica con il software, per fortuna gli ingegneri sono riusciti a comprendere meglio come farlo lavorare e alla fine Marc (Marquez, ndr) era molto soddisfatto. Dani (Pedrosa, ndr) su quella pista fa più fatica ma siamo fiduciosi per i test in Qatar dove Ducati e Yamaha saranno competitive: da lì inizieremo a capire il livello di quest'anno".

In vista dell'inizio del Mondiale, incideranno di più le nuove gomme Michelin o l'elettronica?

Domanda da un milione di dollari. Le gomme saranno uguali per tutti, i piloti dovranno adeguarsi alle caratteristiche della Michelin. Il software è invece in mano agli ingegneri e vedremo quali saranno stati i più bravi. Ducati sulla carta ha qualche vantaggio perché lavora insieme da anni con Magneti-Marelli ma servirà qualche gara per capire il livello e gli equilibri in campo.

 

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Con queste novità c'è la possibilità per case come Suzuki e Ducati di avvicinarsi di più a Honda e Yamaha?

Storicamente nel nostro sport conta molto di più il pilota della moto. Anche questi cambiamenti regolamentari alla fine cambieranno un poco gli equilibri ma i piloti più forti saranno ancora gli stessi quattro. Ducati inizialmente avranno un vantaggio ma anche lo scorso anno sono andati forte. La Suzuki ha Maverick Vinales che va molto forte, la moto sembra cresciuta come velocità massima ma quello che livellerà le prestazioni sarà il software. Proprio questa novità ha attratto altre case nel Mondiale: Suzuki è rientrata, Aprilia anche, Ktm ha annunciato che esordirà il prossimo anno e questo è un bene.

Parlando di piloti, Stoner potrebbe decidere di tornare a fare il Mondiale MotoGp?

Con Casey è sempre difficile capire bene le sue intenzioni: io dubito, sebbene sia ancora molto giovane e veloce, voglia fare un mondiale intero. Non gli piaceva l'ambiente e stare tanto fuori casa ma gli piace guidare una moto che non riesce a starne lontano. Ha un talento incredibile, nei test è stato più veloce delle Ducati in pista, ma non so se farà delle gare: per gli appassionati sarebbe una cosa bella.

Cosa si può fare per migliorare ancora la sicurezza dei piloti e se siete preoccupati per le forniture Michelin. In futuro potrebbe diventare obbligatorio l'airbag per i piloti?

Non ho dubbi sulla sicurezza delle gomme Michelin. Nel caso dell'incidente di Baz a Sepang, forse la gomma era troppo gonfia per per aumentare le prestazioni. E' una casa serissima, con una lunga esperienza in MotoGp e non ci saranno problemi. Per quanto riguarda la sicurezza sarebbe a mio parere auspicabile che l' airbag fosse obbligatorio. Ad oggi ci sono solo due case che lo forniscono, sono entrambe italiane e questo è un vanto: Alpinestar e Dainese.

L'anno prossimo ci sono quattro piloti in scadenza di contratto, quanto può incidere in questo Mondiale e poi Valentino secondo lei continua?

In realtà sono più di 4 i piloti in scadenza, ci sono anche i due della Ducati e potenzialmente il prossimo anno potrebbero esserci grossi cambiamenti. E' presto per dirlo se avverrà o no: noi abbiamo già dichiarato che abbiamo una squadra che ci piace molto, con due piloti che è difficile trovarne di migliori. In Yamaha, Valentino ha già dato dei segnali forti che vorrebbe continuare altri 2 anni, Jorge vorrebbe firmare ancora prima del Qatar. In linea generale se Honda e Yamaha andranno bene, come credo accadrà, alla fine potrebbe succedere che alla fine siano solo tante parole per nulla. Se invece dovessero esserci degli exploit di Ducati o della stessa Suzuki allora qualche top rider potrebbe anche essere interessato a cambiare.

Il finale burrascoso della scorsa stagione, una cosa che in MotoGp non si era mai vissuto: le chiediamo un flash del passato e una cartolina per il futuro.

Alla fine i tifosi di Valentino continueranno a pensare sempre che aveva ragione lui e così quelli di Marc. Cosa è successo in realtà lo sanno solo loro due: spero si possa voltare pagina, nel nostro sport si rischia la vita e c'è sempre stato molto rispetto fra i piloti. Mi auguro che si riparta da zero nei test, Valentino ha già dimostrato di essere competitivo così come Marquez e saranno ancora lì a suonarsele di santa ragione ma come hanno sempre fatto in maniera sportiva. Speriamo che i tifosi capiscano che bisogna smettere di pensare a cosa accaduto e guardare avanti.

 

Sarebbe auspicabile una stretta di mano fra Marquez e Valentino prima di iniziare?

Sarebbe positivo e auspicabile. Mi ha fatto piacere leggere un'intervista alla mamma di Valentino in cui dice che vuole bene a Marc come a tutti i piloti. Sono ragazzi che hanno tutti la stessa passione e rischiano la vita e sarebbe un bel gesto. Marquez ha sempre detto di avere la coscienza a posto ed è disponibile a stringere la mano ma non dipende solo da lui. Valentino sembra invece ancora sulle sue, perdere un mondiale dopo che sei stato in testa per sedici gare su diciotto capisco che possa dare fastidio. Noi possiamo solo dare a Marquez una moto vincente, perché l'unica cosa che lui vuole è vincere le gare e nient'altro.

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Scritto da 
  • Vittorio Oreggia Antonio Martelli e Alberto Zanello
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