Martedì, Febbraio 2, 2016 - 10:15

SuperTrump si sgonfia, il sondaggio è un flop

Donald Trump

Incontenibille. Irresistibile.Quasi imbattibile. Tutti a sottoscrivere con ampio anticipo la vittoria del miliardario Donal Trump in campo repubblicano nel caucus dello Iowa. Il primo test vero per entrambi i partiti. Ebbene, ancora una volta è sancito il flop dei sondaggi. Questa sorta di ricerca maniacale dell'opinione dei cittadfini-elettori fallisce l'obiettivo.

La cosa divertente è che quasi tutti dimenticano il giorno prima, cioè quali erano le previsioni sui vari candidati. Chiaro che l'attenzione era rivolta al fenomeno Trump ormai dilagante su tutte le copertine dei settimanali, delle prime pagine dei quotidiani e dell'aperture dei Tg. Ogni battuta, ogni volgarità, ogni sparata ai limiti del razzismo, ogni sbruffonata di Donal si è guadagnata grande spazio sui media a cominciare dal web. E' certamenete il nome il più cliccato. La Clinton, imbalsamata da anni di gestione del potere e con un marito ex presidente ma scomodo, fa meno notizia dell'avventuriero Trump.

 

Il giorno prima i sondaggi lo davano vincente a 30,7% contro il 23,8% di Ted Cruz e il 17,4% di Marco Rubio (fonte Huffington post/Pollster). Il Real Clear Politics dava Trump al 28,8% contro il 23,28% di Cruz e il 16,8% di Rubio. Ebbene, non è andata così.  Ha vinto Ted Cruz con il 28%, Trump insegue al 24 e Rubio al 23. Un autentico flop per mister miliardo giià battezzato vincitore assoluto sul fronte repubblicano.

L'elettore non si fa travolgere dalle battutacce di Trump nè dalla indiretta promozione che gli fanno i media. Abbiamo il solito vizio: poca attenzione ai programmi, largo spazio agli slogan effimeri. D'altronde non è la prima volta che ciò accade. Basti pensare all'Italia delle Europee 2014. Lì il clamore fu più assordante. Quasi tutti gli istituti davano un testa a testa tra il Pd di Renzi e il Movimento Cinque Stelle di Grillo. Qualcuno addirittura ipotizzava il sorpasso. Il più generoso (Swg) non destinava a Renzi più del 34%, Euromedia e Tecnè gli davano non più del 30%. Sapete tutti come è finita: Renzi ha stravinto col 40,8% quasi doppiando i 5 stelle.

 

La lezione che ci arriva dagli Usa ci induce a una riflessione, soprattuto per chi fa informazione. Il sondaggio ha un valore relativo perché sappiamo che tutti che la gente spesso non ha alcuna voglia di manifestare il proprio pensiero. Anzi, tavolta dichiara il contrario di quello che pensa.  Dunque, meglio concentrarsi sulle proposte dei candidati che anticipare, spesso sbagliando, gli esisti indefiniti e indefinibili. La partita è aperta dovunque, soprattutto negli Usa. La forza del dollaro non  è sufficiente a comprare l'opinione dei cittadini. Trump è ricco, la Clinton si avvale di contributi elevatissimi ma perdono o quasi. Il successo risicatissimo di Hillary (50 a 49,5%) su Bernie Sanders lascia aperti i giochi. Non è un trionfo.  >Anche noi dobbiamo giocare meno e analizzare meglio quello che dicono i candidati. Le urne riservano sempre sorprese e sono le uniche contano. Fino a prova contraria.

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Lunedì, Marzo 7, 2016 - 15:45

Perchè stecca la sinistra del Pd

Fa specie leggere le dichiarazioni degli uomini del Pd dopo l'esito delle primarie. Soprattutto a Roma e Milano. Sembra il solito post partita, in questo caso elettorale, dove tutti hanno vinto o se hanno perso la colpa è dell'arbitro oppure del maltempo che ha reso pesante il terreno di gioco. O meglio per la disaffezione di una parte dei cittadini che hanno preferito stare a casa invece di affollare i gazebo.

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Mercoledì, Febbraio 10, 2016 - 10:30

Elton John è un vero sir, Gasparri è solo un sen

Tutti si aspettavano il botto: arriva Elton John a Sanremo, farà un comizio sulle unioni civili e sul matrimonio gay, spiegherà come ha avuto i figli, mostrerà suo marito a milioni di persone. E così la canzone del Festival sarebbe stata seppellita sotto una valanga di polemiche. D'altronde le premesse c'erano tutte. Il senatore Gasparri si era espresso con rudezza: "Elton John è uno schifo umano, non può venire a Sanremo per fare il guru dell'utero in affitto". Altri, come il senatore, si sono esercitati nel tifo a John da tutte le parti e con parole grevi.

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Venerdì, Febbraio 5, 2016 - 15:15

Primarie centrosinistra: una poltrona per quattro

C'è una sorta di virus, senza vaccino, che colpisce la sinistra italiana da sempre: la capacità di farsi male da sola, di elidersi favorendo l'avversario di turno. Le primarie in corso a Milano per designare il candidato sindaco da opporre al centrodestra (ancora senza nome) non si sottraggono a questa tradizione. Per la violenza delle polemiche, per le frecciate che nessuno dei candidati risparmia all'altro, per la visione un po' confusa che si mostra all'elettorato amico.

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