Mercoledì 27 Settembre 2017 - 20:15

Stx-Fincantieri: accordo 50-50 con prestito da Parigi. Macron: "Così vinciamo tutti"

I francesi presteranno l'1% del capitale. La società italiana avrà presidente, amministratore delegato e maggioranza in consiglio

Francia, vertice a Lione tra Gentiloni e Macron

L'accordo su Fincantieri-Stx è una situazione "win-win". Così il presidente francese, Emmanuel Macron, strizza l'occhio al premier, Paolo Gentiloni, sulla vicenda dei cantieri di Saint Nazaire al termine del vertice intergovernativo di Lione. A Fincantieri, che sarà l'operatore industriale guida, va la maggioranza di Stx - il 51%, con un 1% 'in prestito' per 12 anni -, a Parigi garanzie sulla protezione dei brevetti tecnologici e sull'occupazione. "Vogliamo portare avanti un metodo in cui i progetti buoni sono quelli che vedono l'Italia e la Francia vincenti" insieme, spiega Macron ai giornalisti al palazzo della prefettura di Lione. L'altro progetto in cui si vince insieme, sottolinea l'inquilino dell'Eliseo, è la Tav Torino-Lione.

L'accordo raggiunto sui cantieri dell'Atlantico prevede Fincantieri al 51%, di cui l'1% trasferito dal 34,34% dell'Eliseo, il 10% a Naval group - il costruttore navale militare francese -, il 3,66% a imprenditori locali e ai lavoratori il 2%. L'1% che garantisce il controllo potrà essere revocato solo a condizione di un inadempimento di Fincantieri rispetto agli impegni industriali presi. Una clausola, fra l'altro, presente anche nell'accordo raggiunto sotto l'ex presidente francese, François Hollande, poi stoppato. Per questo il Mef e il Mise parlano di un risultato "equilibrato e migliore del precedente".

Il cda di Stx France sarà a 8 membri, con 4 che vanno a Fincantieri, 2 allo Stato francese e 1 ciascuno a lavoratori e Naval group. Alla società italiana vanno presidente, amministratore delegato e maggioranza in consiglio attraverso il meccanismo del 'casting vote'. Piccolo giallo quando fonti dell'Eliseo fanno trapelare, a margine del vertice, che il presidente e a.d. resterà Laurent Castaing, attuale capo dei cantieri di Saint Nazaire. Fonti del governo, invece, smentiscono, ricordando che la nomina spetta a Fincantieri.

Gentiloni parla di "ottimo accordo" e spiega che si tratta "solo del primo passo di un ambizionso progetto per creare insieme un grande player mondiale della tecnologia navale, civile e militare". Roma e Parigi allestiranno un gruppo di lavoro congiunto che "lavorerà insieme 7-8 mesi per arrivare a un risultato", spiega il premier.

I due leader sono pronti anche ad accelerare sulla Tav Torino-Lione. "Siamo pienamente impegnati - afferma Macron - perché il troncone transfrontaliero venga portato a termine". Il rilancio avviene attraverso la costituzione di un gruppo europeo sul tema. "Abbiamo voluto costruire un gruppo di lavoro in coordinamento con l'Unione per arrivare a delle soluzioni entro l'anno", dice il presidente francese, spiegando che l'obiettivo è quello di determinare le scadenze sulla "galleria di base" entro il primo trimestre del 2018.

Gentiloni ricorda il discorso e lo "slancio europeista" di Macron di ieri all'Università Sorbona e si allinea a Parigi nella richiesta di più Europa. Già da domani a Tallin, dove si incontreranno i leader europei, il premier italiano promette di sostenere le proposte dell'Eliseo. Sul piatto ci sono questioni come i migranti e la stabilizzazione della Libia e il rafforzamento dell'Ue con istituzioni dotate di maggiori poteri e iniziative di difesa comune. "Ora è il momento dell'ambizione", chiosa il primo ministro italiano. Sull'Ue "già da Tallin - ribadisce Macron - lanceremo le iniziative del gruppo degli amici della rifondazione per portare avanti un'agenda Ue di misure comuni".

Infine, rispondendo sul controllo di fatto da parte di Vivendi su Telecom Italia, i due presidenti sembrano d'accordo sul fatto che occorre rispettare le regole. "Alle imprese chiediamo solo il rispetto delle leggi italiane e delle regole europee", risponde Gentiloni in attesa che domani il comitato apposito intergovernativo si esprima sulla 'golden power' su Tim. Quella di Vivendi, gli fa eco Macron, "non è economia di Stato" e "sia il mercato delle Telecom sia quello dell'energia sono regolati". Lo Stato francese, continua il presidente, "non dà istruzioni sulla strategia di investimento a un player privato".
 

Scritto da 
  • Dal nostro inviato Lorenzo Allegrini
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