Lunedì 04 Settembre 2017 - 15:30

Rimini, Polonia vuole estradizione branco. Butungu nega: "Dormivo"

Il presunto capo banda smentisce la versione dei tre minorenni: "Avevo bevuto e mi sono addormentato in spiaggia"

Rimini, arresto presunti colpevoli di stupro

La Polonia ha intenzione di chiedere l'estradizione dei quattro arrestati per gli stupri di Rimini, come ha preannunciato il vice ministro della giustizia polacco Patryk Jaki, ma il 'branco', in base a quanto prevede la legge italiana, dovrà essere processato nel nostro Paese per i reati commessi. Lo ha spiegato una fonte investigativa. Domani i quattro arrestati affronteranno l'interrogatorio di convalida davanti al gip.

Il presunto capo banda, il 20enne congolese Guerlin Butungu, difeso dall'avvocato Daria Perruzza, dovrà comparire davanti al gip di Rimini, mentre per i due fratelli marocchini di 15 e 16 anni e il quarto complice, un 17enne nigeriano, procede il Tribunale per i Minorenni di Bologna.

 

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LA VERSIONE DI BUTUNGU. Nel frattempo Butungu è stato interrogato in Procura e ha respinto ogni addebito, raccontando la notte tra il 25 e il 26 agosto scorso in maniera completamente diversa da quanto hanno ricostruito gli inquirenti. "Non c'ero, ho partecipato ad alcune feste in spiaggia, ho bevuto e mi sono addormentato, sono stato svegliato dai tre ragazzini e poi ci siamo spostati verso Pesaro", ha spiegato il congolese, che ha addossato ogni responsabilità sui suoi tre complici, tutti minorenni. Il racconto di Butungu, difeso dall'avvocatessa Ilaria Perruzza, però, non ha convinto gli inquirenti.

"Ho visto il mio assistito solo ieri, per un breve periodo, ma mi sembra che fosse smarrito e non fosse del tutto consapevole della situazione e di quanto sta succedendo, era frastornato", ha detto Perruzza. "Al pm che lo ha interrogato ha fornito una sua versione dei fatti sull'accaduto - ha spiegato - ma ha preso le distanze rispetto alle accuse che gli sono state mosse".

La sua versione è totalmente diversa rispetto a quello che hanno raccontato i tre complici minorenni, che davanti ai pm del Tribunale per i Minorenni di Bologna hanno ammesso di aver partecipato al duplice agguato, ma hanno negato di aver stuprato la ragazza polacca e la trans peruviana sulla statale Adriatica. A incastrare i quattro, sono le immagini delle telecamere di sorveglianza di banche e negozi sul percorso dal lungomare fino alla statale, che li hanno immortalati più volte. Dalle indagini è emerso che la banda avrebbe comemsso altre tre rapine sulla spiaggia di Rimini con modalità analoghe rispetto a quella ai danni dei ragazzi polacchi, culminata con la violenza sessuale. La Procura di Rimini ha chiesto di riunire i fascicoli.

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