Sabato 02 Settembre 2017 - 18:00

Stupri a Rimini, svolta: due minori si consegnano, preso un terzo

I due magrebini in commissariato dopo la diffusione di alcune immagini delle telecamere di sicurezza: "Siamo stati noi"

Arresto Polizia ragazzo presunto colpevole aggressione a sfondo sessuale

Svolta nelle indagini sul caso del doppio stupro a Rimini con 3 dei 4 presunti componenti del branco assicurati alla giustizia. A una settimana dalle violenze sessuali, avvenute nella cittadina balneare dell'Emilia Romagna, in spiaggia in un bagno di Miramare ai danni di una donna polacca sotto gli occhi del compagno, che è stato picchiato, e nei confronti di una transessuale lungo la statale, due giovani maghrebini si sono consegnati ai militari dell'Arma in una caserma dei carabinieri di Pesaro per i fatti di Rimini.

Poi è stato preso dalla squadra mobile della Polizia e dallo Sco nel pesarese un terzo presunto componente del branco dello stupro, di cui avrebbero fatto parte 4 persone, avvenuto nella notte di sabato scorso nella cittadina romagnola. Il terzo giovane sospettato è stato portato in questura a Rimini.

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Una svolta quella sul caso della duplice violenza sessuale di gruppo nella citta della Romagna che potrebbe essere stata determinata dalle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza nelle zone dove una settimana fa sono avvenute le violenze sessuali.

I due ragazzi che si sono presentati in una caserma dei carabinieri della zona di Pesaro sarebbero della zona di Montecchio, frazione che fa capo al Comune di Vallefoglia (Pu). Per il sindaco di Vallefoglia, Palmiro Ucchielli, che non conosce i due giovani, avere appreso la notizia dai media "è stato un fulmine a ciel sereno".

"Siamo una piccola comunità, non certo una città da un milione di abitanti, e non si può conoscere tutti. Qui gli stranieri sono circa il 10%-11%: emigrati qui per lavorare - dice al telefono a LaPresse -. Da noi ci sono una ventina di richiedenti asilo. Qui in 20-30 anni la popolazione è quadruplicata. Una emigrazione di gente che è venuta a cercare lavoro, prima nella agricoltura, poi nel distretto del mobile e nell' industria metalmeccanica. E lo hanno trovato, nonostante i tempi di crisi. Si ottiene integrazione facendo attenzione a mantenere un equilibrio e creando un clima di collaborazione nella comunità. Gli stranieri qui sono cresciuti insieme alla comunità". "Da tempo - fa notare il sindaco - abbiamo chiesto agli enti competenti di aumentare la presenza delle forze dell'ordine nella zona, rimaste più o meno le stesse negli anni, anche se la popolazione è aumentata". 

Scritto da 
  • Laura Carcano
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