Mercoledì 26 Luglio 2017 - 07:15

Stragi anni '90, arrestati due boss di 'Ndrangheta e Cosa nostra

Sono tra i mandanti degli attentati contro i carabinieri del '93-'94 in Calabria. Clan e cosche insieme per attaccare lo Stato

Stragi mafiose negli anni '90, arrestati due vertici di 'Ndrangheta e Cosa nostra

Arresti di spicco a Reggio Calabria nell'ambito della lotta alla mafia. E' in corso dalle prime ore di questa mattina una vasta operazione della polizia di Stato, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, in cui sono state eseguite due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti elementi di vertice della 'Ndrangheta e di Cosa nostra.

Gli arrestati, nel quadro di un'unica strategia mafiosa di attacco allo Stato negli anni '93 e '94, sono ritenuti responsabili di essere tra i mandanti dei tre attentati compiuti per colpire i carabinieri di Reggio Calabria, in cui persero la vita, il 18 gennaio 1994, gli appuntati Antonino Fava e Giuseppe Garofalo. In altri due attacchi, rispettivamente il primo febbraio e il primo dicembre 1994, rimasero gravemente feriti l’appuntato Bartolomeo Musicò e il brigadiere Salvatore Serra e rimasero miracolosamente illesi il carabiniere Vincenzo Pasqua e l'appuntato Silvio Ricciardo. Sono in corso di esecuzione anche numerose perquisizioni in diverse regioni d’Italia.

Alle operazioni eseguite dalla squadra mobile di Reggio Calabria, dal Servizio centrale antiterrorismo e dal Servizio centrale operativo della polizia di Stato, partecipano anche i carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria. 

 

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GRAVIANO E FILIPPONE I MANDANTI DEGLI ATTENTATI. Fra i soggetti destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Reggio Calabria figura il siciliano Giuseppe Graviano, capo del mandamento mafioso di Brancaccio, coordinatore delle cosiddette 'stragi continentali' eseguite da Cosa nostra, attualmente detenuto in regime di carcere duro. L'altro soggetto colpito dalla misura cautelare della custodia in carcere è il calabrese Rocco Santo Filippone, di 77 anni, di Melicucco (RC), capo del mandamento tirrenico della 'Ndrangheta all'epoca degli attentati ai carabinieri.

A quest'ultimo, la Dda contesta anche il reato di associazione mafiosa per essere, anche attualmente, l'elemento di vertice della cosca Filippone  - direttamente collegata alla più articolata e potente cosca Piromalli di Gioia Tauro. A lui sono infatti demandati compiti di particolare rilievo come quello di curare le relazioni e incontrare i capi delle altre famiglie di 'Ndrangheta al fine di dare esecuzione alle decisioni di maggior rilevanza criminale, deliberate dalla componente riservata della organizzazione mafiosa calabrese, come quelle di aderire alla strategia stragista di attacco alle istituzioni dello Stato, attuata in Calabria negli anni '93 e '94 in sinergia con Cosa nostra, attraverso il compimento degli omicidi e tentati omicidi dei militari, materialmente eseguiti da Giuseppe Calabrò e Consolato Villani.

'NDRANGHETA STRAGISTA. 'Ndrangheta stragista' è il nome che gli inquirenti hanno dato all'operazione che ha portato in carcere due elementi di spicco della 'Ndrangheta reggina e Cosa nostra siciliana, ritenuti tra i mandanti degli attentati contro i carabinieri degli anni '90. Le vicende delittuose si inquadrano nel contesto della strategia stragista che ha insanguinato il Paese nei primi anni 90' e in particolare nella stagione definita delle 'stragi continentali'. Protagonista di quella stagione, secondo quanto emerso dalle indagini, non fu solo Cosa nostra (che tuttavia ebbe il ruolo operativo fondamentale nei termini già ampiamente descritti dalle sentenze di altre Autorità Giudiziarie) ma anche la 'Ndrangheta.

Gli attentati contro i carabinieri non vanno letti ciascuno in maniera singola ed isolata, ma vanno inseriti in un contesto di più ampio respiro e di carattere nazionale nell'ambito di un progetto criminale, la cui ideazione e realizzazione è maturata non all'interno delle cosche di 'ndrangheta, ma si è sviluppata attraverso la sinergia, la collaborazione e l'intesa di organizzazioni criminali, che avevano come obiettivo l'attuazione di un piano di destabilizzazione del Paese anche con modalità terroristiche.

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  • redazione web
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