Mercoledì 21 Giugno 2017 - 17:30

Strage Brescia, risolto mistero Tramonte: arrestato in Portogallo

L'informatore dei servizi segreti era a Fatima. Il suo legale aveva confidato di non avergli parlato dopo la conferma dell'ergastolo

Strage di Piazza Loggia, sentenza di ergastolo in appello Bis per Tramonte e Maggi

Poco fa i carabinieri del Ros, a seguito della sentenza della Corte di Cassazione, che ha definitivamente condannato all'ergastolo gli autori della strage di Piazza della Loggia, ha notificato a Venezia il provvedimento a Carlo Maria Maggi presso la sua abitazione, dove è domiciliato gravemente ammalato. Inoltre, su segnalazione del Ros, la polizia portoghese ha tratto in arresto l'altro imputato, Maurizio Tramonte che era a Fatima.

Poco prima l'avvocato Marco Agosti, aveva dichiarato: "Non ho parlato con lui dopo la sentenza, non l'ho cercato". 

La Corte ha, ieri, ha confermato le condanne all'ergastolo per il neofascista di Ordine Nuovo Maggi e Tramonte, l'informatore 'Tritone' dei servizi segreti, accusati per la strage di piazza della Loggia avvenuta a Brescia il 28 maggio 1974. Il verdetto è arrivato dopo quattro ore di camera di consiglio. La Cassazione ha confermato la sentenza emessa in Corte d'assise d'appello di Milano il 22 luglio 2014, nell'ambito del processo d'appello bis. Nel pomeriggio il pg della Cassazione aveva chiesto la conferma delle condanne all'ergastolo, istanza accolta dai giudici che hanno rigettato tutti i ricorsi presentati dagli imputati.

"Finalmente dopo 43 anni di omertà e depistaggi, la strage di Piazza della Loggia non è più un eccidio impunito", afferma Paolo Bolognesi, deputato Pd, presidente dell'Associazione 2 agosto 80 e dell'Unione vittime per stragi. "La sentenza della Cassazione è un verdetto importante perché conferma definitivamente, a livello giudiziario, che le stragi, compiute dal 1969 al 1980, facevano parte di in un disegno eversivo di sovvertimento dello Stato attuato da neofascisti e servizi segreti".

"Alla luce di questa sentenza", aggiunge Bolognesi "si conferma l'infondatezza della richiesta di archiviazione sui mandanti della strage del 2 agosto 1980,  presentata dalla Procura di Bologna, a cui ci siamo opposti, che ha  liquidato i Nar degli stragisti Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini come dei neofascisti spontaneisti, non controllati da P2 e servizi segreti, come, invece, dimostra la sentenza definitiva di condanna di Gelli, Pazienza e degli allora vertici del Sismi per averli protetti depistando le indagini. Come ci dimostra la sentenza per la strage di Piazza della Loggia", conclude Bolognesi " arrivare alla verità è un processo complesso, ma non impossibile. Basta volerlo".

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