Venerdì 28 Dicembre 2012 - 17:15

Stop alle adozioni di bambini russi in Usa. Putin firma la legge

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Mosca (Russia), 28 dic. (LaPresse/AP) - Dopo settimane di polemiche, questa mattina Vladimir Putin ha firmato la legge che mette al bando le adozioni di bambini russi da parte di cittadini statunitensi. Un provvedimento considerato da molti una forma di rappresaglia nei confronti degli Stati Uniti, che hanno più volte chiesto maggiori sanzioni contro Mosca per le violazioni dei diritti umani in Russia e hanno approvato una legge nota come Magnitsky Act, che impone sanzioni ai funzionari russi sospettati di essere coinvolti in violazioni dei diritti umani.

LA LEGGE. Il provvedimento approvato prima dalla Duma, poi dalla Camera alta del Parlamento, quindi firmato oggi da Putin, ha provocato la rabbia anche di alcuni russi, secondo cui la legge colpisce i bambini per strumentalizzarli a fini politici. La legge vieta di lasciare la Russia ai bambini il cui processo di adozione dagli Usa è già iniziato. Gli Stati Uniti sono in cima alla lista dei Paesi che adottano bambini in Russia, con 60mila casi negli ultimi due decenni. L'Unicef stima che siano circa 740mila i bambini orfani in Russia. Circa 18mila famiglie russe sono invece in lista per adottare un figlio. Il provvedimento promulgato questa mattina chiede inoltre la chiusura delle organizzazioni non governative che ricevono finanziamenti dagli Usa, se le loro attività sono classificate come politiche.

IL CASO MAGNITSKY: ASSOLTO MEDICO. Il Magnitsky Act contro cui la Russia si è rivoltata prende il nome dall'avvocato russo Sergei Magnitsky, arrestato dopo aver accusato funzionari pubblici di una frode da 230 milioni di dollari. All'uomo sono state più volte negate le cure e nel 2009 è morto in carcere per una pancreatite. Secondo i gruppi per i diritti umani, ma anche da quanto ha stabilito da una commissione presidenziale russa, il legale venne brutalmente picchiato e gli furono rifiutate cure mediche. Tuttavia, proprio oggi, un tribunale di Mosca ha assolto il dottor Dmitry Kratov, unico imputato per la morte dell'avvocato, accusato di negligenza. Il giudice Tatyana Neverova ha spiegato di non aver trovato alcuna prova del fatto che la negligenza di Kratov possa aver causato la morte dell'avvocato. L'assoluzione del medico era largamente attesa, poiché nei giorni scorsi la procura ha lasciato cadere le accuse, stabilendo che non esistano legami fra le azioni di Kratov e la morte di Magnitsky.

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